LONDRA - Nella carriera di Gattuso allenatore questa è la prima trasferta internazionale in un grande stadio. Wenger, il collega veterano che vuole guidare l'Arsenal alla conquista dell'Europa League per guadagnarsi la Champions per salvare la panchina, ha detto che non è un appuntamento qualsiasi, gli ricorda i grandi duelli del passato col Milan. Lui non rifiuta il paragone, anche se è indiretto: "Siamo orgogliosi di giocare in uno stadio così. Abbiamo il dovere di provare a ribaltare il 2-0 dell'andata. Non abbiamo niente da perdere. Sappiamo che è difficile, ma abbiamo la consapevolezza di potere fare molto meglio della settimana scorsa, quando abbiamo sbagliato approccio. Qualificarci ai quarti di finale è il nostro sogno, ma ci vuole la partita perfetta".
OCCASIONE PER SILVA - Nella stagione del Milan, in rimonta verso la Champions da quando l'ex campione del mondo ha preso possesso della panchina, questa è la partita in cui dimostrare che la distanza dalle nobili d'Europa non è eccessiva. Ma servono i gol, più che mai: stavolta non c'è davvero alternativa: "Concretizzare, per ora, non è il nostro forte. Creiamo tanto, ma facciamo ancora fatica a concludere, rispetto a tutto quello che costruiamo. Dobbiamo migliorare verticalizzando di più". Il gol di Genova, il primo in campionato, ha sbloccato André Silva, che avrà la possibilità di giocare dall'inizio. "Vediamo: per la stampa lui è rinato perché guarda ai gol. In realtà io gli ho dato pochissimo spazio, finora. Va aspettato, viene da un calcio diverso. Deve cominciare a capire la sua forza, ma ha la cultura del lavoro, non è certo un lavativo. È pronto al sacrificio sempre e questo non sempre è un bene, deve anche capire quali sono i momenti in cui lavorare e quelli in cui riposare".
IL CASO DONNARUMMA - Dopo mesi di relativa tranquillità, l'ingaggio di Reina per la prossima stagione ha di colpo riportato il portiere prodigio del Milan all'estate scorsa, quando era al centro del caso di mercato più scabroso. Gattuso non si tira indietro sull'argomento: "Con Gigi io parlo tutti i giorni, è uno dei pochi con cui bevo il caffè. In questi mesi l'ho tranquilizzato tanto, non credo che vi siate dimenticati il periodo degli striscioni dei tifosi contro di lui. A volte ci dimentichiamo che è un '99, ha 19 anni. Oggi i mie portieri sono lui, suo fratello Antonio e Storari e io parlo di loro: quando arriveranno altri, parleremo di loro. A Gigi bisogna fare sentire la vicinanza. Deve pensare solo a giocare e a restare lucido e concentrato. Se pensa ad altre cose, l'errore è dietro l'angolo".
La stampa inglese ha accostato al Milan e in generale alla serie A Wilshere, il numero 10 dell'Arsenal in scadenza di contratto. Gattuso non parla di mercato, ammette semplicemente di apprezzarlo: "Lo ricordo a un torneo qui, era un ragazzino, ma si vedeva che era forte. Può giocare in qualsiasi campionato: fa andare veloce il pallone, sa sempre dove metterlo. Ha avuto problemi fisici, ma ha grande talento, l'ho sempre apprezzato. Ha corsa da inglese e tecnica da spagnolo".
STANCHEZZA MENTALE - Ma l'impresa è davvero possibile? "Noi siamo nati pronti, ma ci sono anche gli avversari. Nello sport non c'è cosa più bella che sovvertire i pronostici. Ho già detto che non saremmo venuti qui a fare la gita di Pasquetta e lo dimostrerà la squadra che metteremo in campo. Non dobbiamo ripetere l'andata, sembrava che avessero due marce più di noi. Non l'abbiamo sottovalutata, è che loro sono stati più bravi di noi e che, quando cominciamo a non essere compatti, diventiamo vulnerabili. Né io, né lo staff, né i giocatori dobbiamo dimenticarcene". L'entusiasmo per i 70 mila di San Siro ha tradito qualcuno: "L'esperienza non si compra al supermercato, bisogna prendere anche delle legnate. Ci sta, dopo tre mesi di lavoro, una prestazione al di sotto dello standard. L'importante è capire che cosa abbiamo sbagliato".
La stanchezza, dopo un ciclo di partite così impegnative, è fisiologica: "Ci mancano Abate, che ha un problema a un polpaccio ancora da smaltire, che non riesce ancora a lavorare. Sono due giocatori importanti, è innegabile che un po' di stanchezza ci sia e che dopo Genova qualcosa abbiamo pagato. Ma si sapeva, vedremo se fare respirare qualcuno. Resta il fatto che non deve essere un alibi. Ho giocatori forti, che si sono sempre allenati con grande professionalità. E che la stanchezza, quando si gioca tanto, non è solo fisica, ma soprattutto mentale. Nasce dal pensiero che non si può mai sbagliare". Potrebbe sbagliare anche l'Arsenal, per nulla continuo nel rendimento: "Se ci sarà qualche errore loro, ne dovremo approfittare, ma prima dobbiamo fare il nostro. Serve qualcosa in più a livello di proposizione di gioco". Cioè in attacco.
SUSO FONDAMENTALE - Kalinic potrebbe riposare: "Si recupera col lavoro, con l'arrivare al tiro in modo frequente. In questo momento abbiamo tre punte centrali: Curtrone con caratteristiche un po' diverse, Kalinic e Silva con caratteristiche simili. Nikola si muove bene, le partite a disposizione per tutti ci sono. Lo devo ringraziare, e con lui tutti gli altri, perché si sono messi tutti a disposizione anche nei momenti individualmente più difficili: ho visto una squadra matura da questo punto di vista".
I riflettori, per gli inglesi, saranno puntati soprattutto su Suso, dati i trascorsi al Liverpool: "Suso è un calciatore tecnico, può giocare in tutte le posizioni. Ha il piede per creare superiorità numerica e in Inghilterra è cresciuto: non gioca solo di tecnica, ma anche di forza e velocità". Il diretto interessato sente la partita: "A San Siro non è andata bene, serve una mentalità da squadra. Sarà emozionante questo stadio, ma la cosa fondamentale è che noi dobbiamo continuare a migliorare e provare a vincere". Tra tutti i giocatori del Milan, per esperienza diretta, è quello che conosce meglio l'Arsenal: "Non ci deve interessare quello che fanno loro, dobbiamo concentrarci su noi stressi. Certo, se facciamo un gol nel primo tempo è molto meglio, però non deve diventare un motivo d'ansia, se no diamo spazio al loro contropiede. Non abbiamo niente da perdere, ma la tensione c'è e in Europa è facile preparare la partita, era più difficile preparare quella di Genova. Non mi sorprende che l'Arsenal abbia incontrato difficoltà quest'anno in Premier League: è il livello del campionato inglese, altissimo, a determinare momenti così. Ma risalirà in classifica".
COMPLIMENTI A MONTELLA - I risultati di due allenatori italiani, Allegri e Montella contro Tottenham e Manchester United, sono incoraggianti. Suso spiega però che ogni situazione va valutata a parte: "La Juventus ha preparato bene la partita, ma chi pensava che il Tottenham si sarebbe qualificato facilmente non conosceva la forza della Juve". Gattuso fa i complimenti al suo predecessore Montella: "Ho visto la vittoria del Siviglia e sono contento per Vincenzo e per il suo staff. È stata una partita storica, con un risultato straordinario. Noi somigliamo un po' al Siviglia, comne caratteristiche, ma noi dobbiamo stare attenti a non dare campo all'Arsenal, se non è un problema". Chiusura con Çalahanoglu, con l'invito a essere più concreto sotto porta: "Io sono contento di Hakan. Magari fa qualche scivolata in meno dei primi tempi, ma aiuta sempre la squadra. Da lui mi aspetto di più nelle occasioni da gol: ha il piede per segnare".
OCCASIONE PER SILVA - Nella stagione del Milan, in rimonta verso la Champions da quando l'ex campione del mondo ha preso possesso della panchina, questa è la partita in cui dimostrare che la distanza dalle nobili d'Europa non è eccessiva. Ma servono i gol, più che mai: stavolta non c'è davvero alternativa: "Concretizzare, per ora, non è il nostro forte. Creiamo tanto, ma facciamo ancora fatica a concludere, rispetto a tutto quello che costruiamo. Dobbiamo migliorare verticalizzando di più". Il gol di Genova, il primo in campionato, ha sbloccato André Silva, che avrà la possibilità di giocare dall'inizio. "Vediamo: per la stampa lui è rinato perché guarda ai gol. In realtà io gli ho dato pochissimo spazio, finora. Va aspettato, viene da un calcio diverso. Deve cominciare a capire la sua forza, ma ha la cultura del lavoro, non è certo un lavativo. È pronto al sacrificio sempre e questo non sempre è un bene, deve anche capire quali sono i momenti in cui lavorare e quelli in cui riposare".
IL CASO DONNARUMMA - Dopo mesi di relativa tranquillità, l'ingaggio di Reina per la prossima stagione ha di colpo riportato il portiere prodigio del Milan all'estate scorsa, quando era al centro del caso di mercato più scabroso. Gattuso non si tira indietro sull'argomento: "Con Gigi io parlo tutti i giorni, è uno dei pochi con cui bevo il caffè. In questi mesi l'ho tranquilizzato tanto, non credo che vi siate dimenticati il periodo degli striscioni dei tifosi contro di lui. A volte ci dimentichiamo che è un '99, ha 19 anni. Oggi i mie portieri sono lui, suo fratello Antonio e Storari e io parlo di loro: quando arriveranno altri, parleremo di loro. A Gigi bisogna fare sentire la vicinanza. Deve pensare solo a giocare e a restare lucido e concentrato. Se pensa ad altre cose, l'errore è dietro l'angolo".
La stampa inglese ha accostato al Milan e in generale alla serie A Wilshere, il numero 10 dell'Arsenal in scadenza di contratto. Gattuso non parla di mercato, ammette semplicemente di apprezzarlo: "Lo ricordo a un torneo qui, era un ragazzino, ma si vedeva che era forte. Può giocare in qualsiasi campionato: fa andare veloce il pallone, sa sempre dove metterlo. Ha avuto problemi fisici, ma ha grande talento, l'ho sempre apprezzato. Ha corsa da inglese e tecnica da spagnolo".
STANCHEZZA MENTALE - Ma l'impresa è davvero possibile? "Noi siamo nati pronti, ma ci sono anche gli avversari. Nello sport non c'è cosa più bella che sovvertire i pronostici. Ho già detto che non saremmo venuti qui a fare la gita di Pasquetta e lo dimostrerà la squadra che metteremo in campo. Non dobbiamo ripetere l'andata, sembrava che avessero due marce più di noi. Non l'abbiamo sottovalutata, è che loro sono stati più bravi di noi e che, quando cominciamo a non essere compatti, diventiamo vulnerabili. Né io, né lo staff, né i giocatori dobbiamo dimenticarcene". L'entusiasmo per i 70 mila di San Siro ha tradito qualcuno: "L'esperienza non si compra al supermercato, bisogna prendere anche delle legnate. Ci sta, dopo tre mesi di lavoro, una prestazione al di sotto dello standard. L'importante è capire che cosa abbiamo sbagliato".
La stanchezza, dopo un ciclo di partite così impegnative, è fisiologica: "Ci mancano Abate, che ha un problema a un polpaccio ancora da smaltire, che non riesce ancora a lavorare. Sono due giocatori importanti, è innegabile che un po' di stanchezza ci sia e che dopo Genova qualcosa abbiamo pagato. Ma si sapeva, vedremo se fare respirare qualcuno. Resta il fatto che non deve essere un alibi. Ho giocatori forti, che si sono sempre allenati con grande professionalità. E che la stanchezza, quando si gioca tanto, non è solo fisica, ma soprattutto mentale. Nasce dal pensiero che non si può mai sbagliare". Potrebbe sbagliare anche l'Arsenal, per nulla continuo nel rendimento: "Se ci sarà qualche errore loro, ne dovremo approfittare, ma prima dobbiamo fare il nostro. Serve qualcosa in più a livello di proposizione di gioco". Cioè in attacco.
SUSO FONDAMENTALE - Kalinic potrebbe riposare: "Si recupera col lavoro, con l'arrivare al tiro in modo frequente. In questo momento abbiamo tre punte centrali: Curtrone con caratteristiche un po' diverse, Kalinic e Silva con caratteristiche simili. Nikola si muove bene, le partite a disposizione per tutti ci sono. Lo devo ringraziare, e con lui tutti gli altri, perché si sono messi tutti a disposizione anche nei momenti individualmente più difficili: ho visto una squadra matura da questo punto di vista".
I riflettori, per gli inglesi, saranno puntati soprattutto su Suso, dati i trascorsi al Liverpool: "Suso è un calciatore tecnico, può giocare in tutte le posizioni. Ha il piede per creare superiorità numerica e in Inghilterra è cresciuto: non gioca solo di tecnica, ma anche di forza e velocità". Il diretto interessato sente la partita: "A San Siro non è andata bene, serve una mentalità da squadra. Sarà emozionante questo stadio, ma la cosa fondamentale è che noi dobbiamo continuare a migliorare e provare a vincere". Tra tutti i giocatori del Milan, per esperienza diretta, è quello che conosce meglio l'Arsenal: "Non ci deve interessare quello che fanno loro, dobbiamo concentrarci su noi stressi. Certo, se facciamo un gol nel primo tempo è molto meglio, però non deve diventare un motivo d'ansia, se no diamo spazio al loro contropiede. Non abbiamo niente da perdere, ma la tensione c'è e in Europa è facile preparare la partita, era più difficile preparare quella di Genova. Non mi sorprende che l'Arsenal abbia incontrato difficoltà quest'anno in Premier League: è il livello del campionato inglese, altissimo, a determinare momenti così. Ma risalirà in classifica".
COMPLIMENTI A MONTELLA - I risultati di due allenatori italiani, Allegri e Montella contro Tottenham e Manchester United, sono incoraggianti. Suso spiega però che ogni situazione va valutata a parte: "La Juventus ha preparato bene la partita, ma chi pensava che il Tottenham si sarebbe qualificato facilmente non conosceva la forza della Juve". Gattuso fa i complimenti al suo predecessore Montella: "Ho visto la vittoria del Siviglia e sono contento per Vincenzo e per il suo staff. È stata una partita storica, con un risultato straordinario. Noi somigliamo un po' al Siviglia, comne caratteristiche, ma noi dobbiamo stare attenti a non dare campo all'Arsenal, se non è un problema". Chiusura con Çalahanoglu, con l'invito a essere più concreto sotto porta: "Io sono contento di Hakan. Magari fa qualche scivolata in meno dei primi tempi, ma aiuta sempre la squadra. Da lui mi aspetto di più nelle occasioni da gol: ha il piede per segnare".