Sport

Milan-Olympiacos 3-1, Cutrone e Higuain ribaltano i greci

Higuain e Cutrone (afp)
Rossoneri sotto dopo il primo tempo. Poi l'azzurrino (doppietta) e il Pipita fanno la differenza
3 minuti di lettura
MILANO - Arriva la seconda vittoria su due del Milan in Europa. Arriva alla fine di un match strano. Gattuso aveva chiesto continuità alla squadra dopo il successo col Sassuolo. E il Milan risponde alla consegna, ma solo nell'esito. La prestazione è ben lungi dal confermare una crescita, anzi. Ma chi legge si chiederà: come fa un 3 a 1 a non convincere? Per rispondere si potrebbe canticchiare un motivetto. Il più adatto a spiegare, è una canzone di Vasco Rossi. Perché cercare un senso in una partita come questa è una missione impossibile. Certo, si può dire, il Milan la ribalta perché almeno ha l'ostinazione di non darsi mai per vinto, anche quando il professor Yayà Tourè tra le linee e il professor Nachko, gambe e cervello, sembrano apparecchiare bla festa per i tremila tifosi venuti dal Pireo. Ma il gioco rossonero è sfilacciato, non ha alternativa nel cercare Suso come suggeritore. E Higuain, prima dei nove minuti che cambiano la storia, appare un leone innervosito, e ben ingabbiato dalla fisicità di Cissè e l'esperienza di Roderick. Invece arriva quello che non ti aspetteresti. Se in Lussemburgo era stato Higuain a trovare il bandolo della matassa, stavolta l'EuroMilan è rimesso sulle giuste rotaie dal suo "piccolo Pipita", quel Cutrone che non molla davvero mai. Capita quando l'Olympiacos abbassa la soglia dell'attenzione perché crede di avercela fatta. Non affonda mai, palleggia fino alla trequarti con proprietà di tocco e geometria. Ma si rilassa. Cutrone  è la "perturbazione" di Martins e cambia il cilo sopra la sua panchina...

Catastrofe biondo - L'avvio del Milan è convincente, in realtà. E L'Olympiacos si porta in campo tutte le perplessità sorte dalla debacle di Salonicco. La sognlia dell'attenzione, anche in partenza, è decisiva. Perché i greci titubanti, pagano l'impatto indeciso e il milan segna un bel gol con Bonaventura su cross del solito Suso. Ma Castillejos apre il suo pomeriggio da dimenticare andando a toccare il pallone che sta entrando sulla linea. Fuorigioco, ingenuità da dilettante. E lo scossone serve soprattutto all'ospite che scampato il pericolo, prende le misure. Martins ha cambiato tutta la squadra affondata dal Paok.  Roderick e Cissè tengono bene alla prova Higuain, col passare dei minuti Koutris prende le misure su Suso. E risponde allo schiaffone preso dallo spagnolo in occasione del gol annullato, con la stessa moneta. Va via e mette un pallone perfetto per lo stacco dell'unica punta, Guerrero. Un salto strepitoso e ancora meglio è l'incornata verso il palo lontano. Reina è battuto. Milan sotto choc, e Atrene se la ride. La reazione rossonera è furiosa ma scomposta. Tanto che Gattuso deve rivedere l'atteggiamento dei suoi, ordinando un 4-4-2 che non ha esiti sperati. Bakayoko non scioglie i dubbi sorti in questa sua prima fase di stagione, men che meno lo fa Castillejos che ronza attorno a Higuain ma non ha alcun impatto. Cresce invece la confience in mezzo degli esperti avversari. Sono le distanze a fare la differenza.

Rimonta impossibile? Nella ripresa, Gattuso prova inizialmente a insistere sulla squadra partente. Ma è l'Olympiacos a crescere, a trovare un dominio territoriale che svela ancora di più le ansie di un Milan mai visto in questi frangenti così in difficoltà. Bisogna cambiare: ecco allora Calhanoglu e Cutrone, al posto di un oggetto misterioso, Castillejos, e di un Bonaventura che una volta di più esce imbronciato. Ma se il Milan non sistema le cose stavolta è merito dell'ospite che ci prende gusto. Ogni fraseggio è suggerito da un Tourè nella doppia veste di regista e di allenatore in campo; il sostegno centrale è garantito da Nachko e Guilherme con una certa continuità, quello tra i lati da Koutris e Leiva. Guerrero è instancabile pendolino, davanti. Non si capisce cosa possa cambiare il corso delle cose, tanto più che HIguain sparisce dal campo, innervosito da alcune rudezze dei suoi avversari.

Fulmine a ciel sereno. Ma il calcio a volte è davvero imprevedibile, si prova a spiegarlo con le alchimie tattiche, le strategie, i ruoli, quando talvolta non c'è proprio niente da capire.
E' il 70',  è il destino del match pare segnato. Invece...  Rodriguez e Cutrone, come Koutris e Guerrero, confezionano un'azione fotocopia del gol dei greci. Traversone dello svizzero e incornata di Cutrone, scattato dietro al giovane Cissè. Uno a uno.  Comincia un'altra partita. All'Olympiacos tornano i brutti pensieri, quattro minuti e Higuain si rivede. Riceve in area, uno stop, una finta, un diagonale. Tre cose in un attimo, per rientrare prepotentemente in partita: due a uno. E l'Imponderabile non ha ancora deciso di lasciare il campo (come invece fa Tourè): minuto 34, cross che sembra innocuo di Calhanoglu, la difesa ospite resta a guardare il pallone che attraversa tutta l'area. Dove c'è il solito Cutrone che lo appoggia nella porta sguarnita. Così nasce un tre a uno piuttosto incidentale. Ma vincere fa sempre bene. E la continuità richiesta da Gattuso arriva nei risultati se non nel gioco.
Tutto in nove minuti, 540 secondi per restare al comando del girone,  per cambiare il corso degli eventi. Quasi lo stesso arco di tempo che cambiò il corso della storia, anni fa, ai rossoneri, in una notte a Istanbul. Ma è un'altra storia.   

MILAN: Reina, Calabria, Zapata, Romagnoli, Rodriguez; Bakayoko, Biglia, Bonaventura (54' Calhanoglu); Suso (80' Borini), Higuain, Castillejo (54' Cutrone).  All.: Gattuso
OLYMPIACOS : Sa; Torosidis (78' Meriah), Roderick, Cissé, Koutris; Gulherme, Natcho; Fetfatzidis, Yayà Touré (82' Fortounis), Leiva (72 Podenc); Guerrero.  All.: Pedro Martins
Arbitro: Madden (Sco)
RETI: 14' Guerrero;  70' e 79' Cutrone; 76' Higuain.
NOTE: Ammoniti: Calhanoglu. Recupero 1' e 3'. Spettatori 22mila circa.
I commenti dei lettori