ROMA - Si chiama Correa è l'ultimo europeista della Lazio che, calcisticamente parlando, ha votato per la sua Brexit nella sciagurata partita interna con il Celtic. Correa dicevamo segna un bel gol, sbaglia il raddoppio, ma tiene viva una flebilissima fiammella di qualificazione in Europa League. Ci credono in pochi, a dire il vero, all'Olimpico, dove sugli spalti c'è il tifoso laziale "di nicchia"... Come all'andata, la Lazio fa bene nel primo tempo e si porta con merito in vantaggio. Al Cluji, cui manca un punto per la matematica qualificazione, sta bene il pari. Si direbbe almeno, visto l'atteggiamento molto rinunciatario dei rumeni, tutti dietro la linea del pallone tranne il lungo e grezzo Omrani che all'andata ha fatto la differenza con la sola focosità.
La squadra di Inzaghi in avvio sembra giocare una sorta di allenamento, ma col passare dei minuti, favorita dall'atteggiamento troppo remissivo degli ospiti, ci prende gusto. E se il giovane Adekanye ha tanta smania quanta imprecisione, la premiata ditta Luis Alberto-Correa regala lezioni di tocco ai pochi presenti, fino a confezionare un gol di ottima fattura, con la collaborazione del baby boom olandese che - facendo proseguire di petto un pallone arretrato da un rimpallo, non perde un tempo di gioco e consente a Correa, in spaccata di realizzare il gol del vantaggio.
Il gol riaccende i biancazzurri, inizialmente parsi rassegnati al loro destino continentale. E Luis Alberto continua a regalare giocate di abbacinante bellezza, come quando offre a Correa, tenuto in gioco da un difensore sul lato opposto, il pallone del 2 a 0. L'argentino fila via fin davanti ad Arlauskis per scagliare un bolide… fuori. Incredibile ma vero.
Il Cluji, strigliato da Petrescu, si fa vivo con un bolide estemporaneo di Djokovic che sorprende Proto, salvato sul suo palo dal legno stesso. Anche Burca ci aveva provato, sempre da fuori, con eccellente stile ma scarsa mira. Insomma, quello che in avvio sembrava un match di allenamento, viste le poche speranze italiane di qualificazione, col passare dei minuti diventa un match lottato e piacevole, con la Lazio a farsi preferire in virtù di un possesso palla debordante e di qualità. E con soluzioni inattese, perché Acerbi, spesso sganciatosi da esterno di difesa fino alla linea di fondo d'attacco, crea scompiglio.
Nella ripresa Petrescu ha strigliato i suoi che giocando con ben altro piglio, alzando non di poco il livello di fisicità e di intensità. la Lazio però continua a essere orchestrata dal suo fuoriclasse Luis Alberto, con una sola esitazione, fatale, quando riceve sul dischetto del rigore, cerca un ennesima finezza anziché tirare e perde il treno del 2 a 0. Ne escono comunque 45' senza gol ma con tante belle giocate. La Lazio avrebbe potuto sfruttare meglio alcune occasioni, giocando di rimessa, il Cluji vede sfumare il pareggio per un gol in fuorigioco del pilone Traorè, per un errore di tiro di Omrani stop e conclusione appena fuori e per una Lazio che arroccata nei minuti finali, stavolta non regala nulla in extremis.
E' la notte dei desideri, canta Jovanotti. Per la Lazio potrebbe essere questa, invece, la notte dei rimpianti.
LAZIO (3-5-2): Proto; Bastos, Vavro, Acerbi; M. Lazzari, Parolo, Cataldi, Luis Alberto (35' st Patric), Jony (29' st Lulic); Adekanye (20' st Caicedo), J. Correa. All.: Simone Inzaghi
CLUJ (4-3-3): Arlauskis; Mike, Boli, Burca, Camora; Bordeianu (17' st Deac), Djokovic, Culio; Peteleu (28' st Susic), Omrani, Paun (21' st Traorè). All.: Petrescu.
Arbitro: Palabiyik (Turchia)
Reti: 24' pt Correa
NOTE: Angoli: 7-5 per il Cluj Recupero: 2' e 4' Ammoniti: Adekanye, Traorè, Djokovic Spettatori: 3.000 circa
La squadra di Inzaghi in avvio sembra giocare una sorta di allenamento, ma col passare dei minuti, favorita dall'atteggiamento troppo remissivo degli ospiti, ci prende gusto. E se il giovane Adekanye ha tanta smania quanta imprecisione, la premiata ditta Luis Alberto-Correa regala lezioni di tocco ai pochi presenti, fino a confezionare un gol di ottima fattura, con la collaborazione del baby boom olandese che - facendo proseguire di petto un pallone arretrato da un rimpallo, non perde un tempo di gioco e consente a Correa, in spaccata di realizzare il gol del vantaggio.
Il gol riaccende i biancazzurri, inizialmente parsi rassegnati al loro destino continentale. E Luis Alberto continua a regalare giocate di abbacinante bellezza, come quando offre a Correa, tenuto in gioco da un difensore sul lato opposto, il pallone del 2 a 0. L'argentino fila via fin davanti ad Arlauskis per scagliare un bolide… fuori. Incredibile ma vero.
Il Cluji, strigliato da Petrescu, si fa vivo con un bolide estemporaneo di Djokovic che sorprende Proto, salvato sul suo palo dal legno stesso. Anche Burca ci aveva provato, sempre da fuori, con eccellente stile ma scarsa mira. Insomma, quello che in avvio sembrava un match di allenamento, viste le poche speranze italiane di qualificazione, col passare dei minuti diventa un match lottato e piacevole, con la Lazio a farsi preferire in virtù di un possesso palla debordante e di qualità. E con soluzioni inattese, perché Acerbi, spesso sganciatosi da esterno di difesa fino alla linea di fondo d'attacco, crea scompiglio.
Nella ripresa Petrescu ha strigliato i suoi che giocando con ben altro piglio, alzando non di poco il livello di fisicità e di intensità. la Lazio però continua a essere orchestrata dal suo fuoriclasse Luis Alberto, con una sola esitazione, fatale, quando riceve sul dischetto del rigore, cerca un ennesima finezza anziché tirare e perde il treno del 2 a 0. Ne escono comunque 45' senza gol ma con tante belle giocate. La Lazio avrebbe potuto sfruttare meglio alcune occasioni, giocando di rimessa, il Cluji vede sfumare il pareggio per un gol in fuorigioco del pilone Traorè, per un errore di tiro di Omrani stop e conclusione appena fuori e per una Lazio che arroccata nei minuti finali, stavolta non regala nulla in extremis.
E' la notte dei desideri, canta Jovanotti. Per la Lazio potrebbe essere questa, invece, la notte dei rimpianti.
LAZIO (3-5-2): Proto; Bastos, Vavro, Acerbi; M. Lazzari, Parolo, Cataldi, Luis Alberto (35' st Patric), Jony (29' st Lulic); Adekanye (20' st Caicedo), J. Correa. All.: Simone Inzaghi
CLUJ (4-3-3): Arlauskis; Mike, Boli, Burca, Camora; Bordeianu (17' st Deac), Djokovic, Culio; Peteleu (28' st Susic), Omrani, Paun (21' st Traorè). All.: Petrescu.
Arbitro: Palabiyik (Turchia)
Reti: 24' pt Correa
NOTE: Angoli: 7-5 per il Cluj Recupero: 2' e 4' Ammoniti: Adekanye, Traorè, Djokovic Spettatori: 3.000 circa