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Roma-Salisburgo 2-0: Belotti e Dybala firmano la qualificazione agli ottavi di Europa League

Dybala esulta dopo il gol (agf)
I giallorossi ribaltano il ko di misura dell'andata e proseguono la loro avventura in Europa. Doppio assist di Spinazzola, a segno il Gallo e la Joya
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ROMA - L'avevamo lasciato urlante, sul prato dell'Allianz Arena di Monaco di Baviera, una notte di luglio di due anni fa. Era tornato, sì, ma quasi non ce ne eravamo accorti. E forse nemmeno lui. Tormentato dal pensiero che lo strappo al tendine d'Achille si fosse preso i suoi anni più belli. E invece, quando pareva che quelle corse dovessero restare un ricordo, anzi un rimpianto, Leonardo Spinazzola è tornato se stesso. Riecco l'Eurostar, la stella degli Europei del 2021: due assist, uno a Belotti e l'altro a Dybala, per i 2 gol al Salisburgo. Quelli con cui la Roma sale sul vagone degli ottavi di finale di Europa League insieme alla Juventus, se poi aggiungiamo al gruppo pure Lazio e Fiorentina, avanti in Conference, fa quattro su quattro.

<< La cronaca della partita >>

Gli assist di Spina, i gol di Belotti e Dybala

Solo quattro giorni prima, Spinazzola aveva servito di tacco a Solbakken la palla per il suo primo gol italiano. …

ROMA - L'avevamo lasciato urlante, sul prato dell'Allianz Arena di Monaco di Baviera, una notte di luglio di due anni fa. Era tornato, sì, ma quasi non ce ne eravamo accorti. E forse nemmeno lui. Tormentato dal pensiero che lo strappo al tendine d'Achille si fosse preso i suoi anni più belli. E invece, quando pareva che quelle corse dovessero restare un ricordo, anzi un rimpianto, Leonardo Spinazzola è tornato se stesso. Riecco l'Eurostar, la stella degli Europei del 2021: due assist, uno a Belotti e l'altro a Dybala, per i 2 gol al Salisburgo. Quelli con cui la Roma sale sul vagone degli ottavi di finale di Europa League insieme alla Juventus, se poi aggiungiamo al gruppo pure Lazio e Fiorentina, avanti in Conference, fa quattro su quattro.

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Gli assist di Spina, i gol di Belotti e Dybala

Solo quattro giorni prima, Spinazzola aveva servito di tacco a Solbakken la palla per il suo primo gol italiano. Mourinho ha saputo aspettarlo: era appena arrivato quando l'esterno incantava l'Europa, convincendo il Real a proporre alla Roma 40 milioni di euro per averlo. Saltò tutto per quell'infortunio maledetto. Mourinho che studiava la Roma si ritrovò senza di lui e senza un sostituto all'altezza, finendo per inventare in quel ruolo il giovane Zalewski. Ma avrebbe voluto il vero Spina. "Ho avuto paura di non riuscire a tornare", aveva ammesso un anno fa, quando la strada pareva una salita. L'ha ritrovato dopo diciotto mesi: quando ha nelle gambe la forza di spingere, è praticamente immarcabile. Così José a Pellegrini ha chiesto di arretrare per aprire il campo alla corsa dell'esterno, che così diventa ingiocabile. Belotti, spietato in Europa - 9 gol in 12 partite giocate nelle coppe, compresi gli anni al Torino - ringrazia. Idem Dybala, che su azione non segnava dal 15 gennaio: terzo gol europeo, per Paulo.

 

Dentro o fuori, Mou non sbaglia

Quando si fa sul serio, José Mourinho è dannatamente spietato. E l'Europa il suo teatro preferito. Non è mai successo al guru portoghese di non riuscire ad arrivare agli ottavi di finale: il Salisburgo, messo lì a metà strada tra quel traguardo e la fase a gironi, sembrava la trappola perfetta per suggerire il primo inciampo. Ma se c'è una cosa che Mourinho non ama sono le sfumature. Bianco o nero, vincere o perdere. Le partite a eliminazione diretta sembrano fatte per uno come lui, e infatti da quando allena di partite doppie da dentro o fuori in Europa ne ha vinte 37 su 49, più di due su tre. In più, quest'anima europea si sposa con quella della Roma, che dopo anni di magra, dal 2017 ha riscoperto un dna da coppa. Collezionando, prima di sollevare nel cielo di Tirana la prima Conference League della storia, una semifinale di Champions e una di Europa League. Che non sono vittorie, ma mattoni: grammi di credibilità e monete di convinzione, che pesano nell'esperienza di una squadra.

Belotti segna il gol dell'1-0 (reuters)

Senza Coppa Italia e col Napoli scappato via, salutare l'Europa League avrebbe voluto dire, per Mourinho, condannarsi a febbraio a una stagione da "zero titoli": il peggiore degli incubi, per un agonista come lui. E invece, la sua Roma tornata a vincere un anno fa non deve ancora pensare di smettere.

Roma-Salisburgo 2-0 (2-0)
Roma (5-4-1): Rui Patricio; Spinazzola, Smalling, G.Mancini, Ibanez, Zalewski (36' st Karsdorp); Lo.Pellegrini (36' st Wijnaldum), Cristante, Matic, Dybala (48' st El Shaarawy); Belotti (42' st Abraham). (63 Boer, 99 Svilar, 14 Llorente, 19 Celik, 20 Cámara, 24 Kumbulla, 52 Bove, 62 Volpato). All.: Mourinho.
Salisburgo (4-4-2): Kohn; Dedic (30' st Van der Brempt), Solet, Bernardo, Ulmer; Capaldo (39' st Koita), Gourna-Douath, Seiwald (30' st Gloch), Kjaergaard (46' pt Sucic); Adamu (29' st Sesko), Okafor. (33 Walke, 40 Stejskal, 5 Onguene, 6 Baidoo, 32 Amankwah). All.: Jaissle.
Arbitro: Vincic (Slovenia).
Reti: nel pt 33' Belotti e 40' Dybala.
Angoli: 8-0 per la Roma.
Recupero: 1' e 6'.
Ammoniti: Spinazzola, Ibanez, Zalewski, Lo.Pellegrini.
Note: spettatori 65.000.