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Le pagelle di Juventus-Sporting Lisbona: Perin si supera, Milik stecca. Gonçalves minaccia costante

Gatti abbraccia Perin a fine partita (agf)
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Juventus

Szczesny 7: salva per due volte il risultato su Coates e Nuno Santos, appena prima di accasciarsi con le palpitazioni. Esce con le lacrime agli occhi e tra gli applausi. Dal 44' pt Perin 7.5: parate vere lui non deve farne fino al 90', quando si supera con due capolavori nella stessa azione.
Gatti 7: se la cava bene nella trincea del primo tempo, provando anche ad avanzare per sostenere la manovra offensiva, ma il meglio lo dà con quel tocco sotto misura nell'area altrui con cui firma la sua prima rete in bianconero e consegna alla Juve una vittoria importantissima.
Bremer 7: si mette in saccoccia il giovane Chermiti e soprattutto salva sulla linea il sinistro di Nuno Santos. Decisivo.
Danilo 6.5: fatica parecchio nel primo tempo, specialmente quando viene fronteggiato in velocità, ma alla lunga cresce moltissimo, previene i contropiede portoghesi e dà una bella mano anche al centrocampo. Rischia l'ammonizione che gli avrebbe fatto saltar…

Juventus

Szczesny 7: salva per due volte il risultato su Coates e Nuno Santos, appena prima di accasciarsi con le palpitazioni. Esce con le lacrime agli occhi e tra gli applausi. Dal 44' pt Perin 7.5: parate vere lui non deve farne fino al 90', quando si supera con due capolavori nella stessa azione.
Gatti 7: se la cava bene nella trincea del primo tempo, provando anche ad avanzare per sostenere la manovra offensiva, ma il meglio lo dà con quel tocco sotto misura nell'area altrui con cui firma la sua prima rete in bianconero e consegna alla Juve una vittoria importantissima.
Bremer 7: si mette in saccoccia il giovane Chermiti e soprattutto salva sulla linea il sinistro di Nuno Santos. Decisivo.
Danilo 6.5: fatica parecchio nel primo tempo, specialmente quando viene fronteggiato in velocità, ma alla lunga cresce moltissimo, previene i contropiede portoghesi e dà una bella mano anche al centrocampo. Rischia l'ammonizione che gli avrebbe fatto saltare il ritorno.
Cuadrado 5.5: spesso al traino di Nuno Santos, anche se nella ripresa riesce a contrattaccare un paio di volte. Finisce da terzino puro.
Locatelli 5.5: sempre in affanno di fronte a centrocampisti più tecnici e più dinamici di lui. Anche questa volta il meglio lo dà nella copertura difensiva. Dal 40' st Paredes sv.
Rabiot 6:
viaggia a corrente alternata e in particolare nel primo tempo sembra ingabbiato nella ragnatela portoghese. Ma alla lunga i suoi strappi diventano importanti.
Kostic 5.5: non riesce mai ad andare al cross né, in generale, a proporre alcun genere di soluzione offensiva, come se la presenza di Chiesa davanti a lui lo limitasse. È perlomeno efficace nel lavoro difensivo. Dal 17' st Fagioli 6.5: porta precisione di tocco ed equilibrio.
Di Maria 6: fatica a liberarsi per cercare giocate delle sue, ma resta il fatto che gli unici due palloni interessanti e pericolosi sono opera sua: nel primo tempo arma Chiesa, nel secondo fa partire il cross che sarà all'origine del gol di Gatti. Dal 40' st Pogba sv.
Milik 5:
tocca appena 18 palloni, un po' perché la Juve attacca poco e male e un po' perché non si fa notare dai colleghi centrocampisti. Punta centrale non è il suo ruolo. Dal 17' st Vlahovic 6.5: non ha modo di tirare in porta né di rendersi pericoloso, ma la sponda aerea che favorisce il gol decisivo di Gatti è uno degli episodi chiave del match.
Chiesa 6.5: sbaglia moltissimo, spreca diversi cross e anche al tiro non è preciso, d'accordo, però è di gran lunga lo juventino più adrenalinico e alla fine è lui a scompaginare un poco lo Sporting.
All. Allegri 6: subisce per almeno 60' la superiorità tattica dello Sporting. A premiarlo, anche questa volta, sono gli episodi, visto che di azioni offensive la sua squadra non ne produce più di un paio mentre i migliori juventini in campo sono i portieri.

Sporting

Adan 5: in avvio respinge su Chiesa, ma l'uscita a vuoto sul gol juventino è imperdonabile.
St. Juste 6.5: copre bene la zona di pertinenza senza quasi mai lasciare spazio a Chiesa, che pure è più veloce. S'infortuna al termine di un'improvvisa sortita nell'area avversaria. Dal 49' pt Diomande 5: tutta un'altra pasta rispetto al compagno: annaspa spesso e respinge goffamente sui piedi di Gatti che segna.
Coates 6.5: capitano e leader, giganteggia nella sua area e per poco non lascia il segno anche in quella altrui.
Gonçalo Inacio 6: becca presto un'ammonizione ma poi riesce a controllarsi, riducendo al minimo i danni.
Esgaio 5.5: molto timido sulla fascia destra, probabilmente perché preoccupato dalla doppia azione di Kostic e Chiesa. Dal 32' st Bellerin 6: sfiora il pari nell'ultima azione.
Morita 6.5: gioca a tutto campo con lucidità e buona visione di gioco, sfiora anche il gol di testa. Un po' in affanno nel periodo di maggior pressione della Juve, ma ne esce sempre con soluzioni pertinenti.
Pedro Gonçalves 6.5: sa fare davvero tutto ed è di gran lunga il più bravo dei suoi, anche se nella prima fase non lo fa notare. È una minaccia costante e nel finale soltanto Perin gli nega il pari.
Nuno Santos 6.5: vince senza grandi problemi il confronto con Cuadrado, che costringe a fare il terzino puro, ma Amorim lo toglie non appena al colombiano riesce la prima controffensiva. Vicinissimo al gol nel primo tempo. Dal 17' st Matheus Reis 5: molto ma molto peggio rispetto al collega: dopo il suo ingresso, lo Sporting perde del tutto il controllo della fascia sinistra.
Edwards 6: è sua l'azione più ubriacante dei portoghesi e Danilo fatica a contenerlo, almeno nel primo tempo. Esce dai giochi troppo presto. Dal 32' st Essugo sv.
Chermiti 5.5:
la grande promessa del vivaio dello Sporting porta a spasso i suoi 18 anni lasciando però soltanto intravvedere le sue notevoli qualità, oltre che il suo impatto fisico. Bremer, che ha un altro pelo sullo stomaco, gli fa capire che non è ancora ora per un cambio generazionale. Dal 17' st Arthur Gomes 5: invisibile, irrilevante.
Trinc
ão 5: era uno dei più attesi, invece non trova mai lo spunto per piazzare il suo dribbling e gironzola al largo dell'area di rigore.
All. Amorim 6: tatticamente domina la partita, però i cambi peggiorano di molto la situazione. Ha una scusa valida: sulla sua panchina non ci sono le alternative di lusso che invece può sciorinare Allegri.

Arbitro Meler: ha il merito di essere sempre vicino all'azione.