Juventus-Siviglia 1-1: Gatti al 97' salva i bianconeri. Proteste per un rigore negato a Rabiot
di Maurizio CrosettiTORINO — Quanta fatica per la Juve, quanta pioggia fuori e dentro, prima che il corazziere Gatti la tenesse in vita al 97', nell'ora in cui tutti i bambini sono a nanna e neppure un micio miagola sui tetti. Il difensore di scorta, ma non di scarto, ha trovato un pari che a quel punto pareva fantasia estrema dopo un'ora e mezza di dolori piccoli e grandi, di soluzioni cercate e mai trovate. Invece il batti e ribatti di Gatti rende ancora aperta la caccia alla 16ª finale nella storia juventina, tra una settimana in Andalusia. E sia come sia.
Il nervosismo di Vlahovic, i numeri di Pogba
La Coppa senza orecchie ha rischiato a lungo di restare anche senza i bianconeri, in svantaggio dopo una ventina di minuti in un momento di totale latitanza difensiva: assente Alex Sandro nel rincorrere Ocampos, assente Cuadrado nel tamponare lo stoccatore En-Nesyri, arrancante Bonucci nello sforzo di evitare l'inevitabile. Il gol…
TORINO — Quanta fatica per la Juve, quanta pioggia fuori e dentro, prima che il corazziere Gatti la tenesse in vita al 97', nell'ora in cui tutti i bambini sono a nanna e neppure un micio miagola sui tetti. Il difensore di scorta, ma non di scarto, ha trovato un pari che a quel punto pareva fantasia estrema dopo un'ora e mezza di dolori piccoli e grandi, di soluzioni cercate e mai trovate. Invece il batti e ribatti di Gatti rende ancora aperta la caccia alla 16ª finale nella storia juventina, tra una settimana in Andalusia. E sia come sia.
Il nervosismo di Vlahovic, i numeri di Pogba
La Coppa senza orecchie ha rischiato a lungo di restare anche senza i bianconeri, in svantaggio dopo una ventina di minuti in un momento di totale latitanza difensiva: assente Alex Sandro nel rincorrere Ocampos, assente Cuadrado nel tamponare lo stoccatore En-Nesyri, arrancante Bonucci nello sforzo di evitare l'inevitabile. Il gol del forte centravanti marocchino, colui che al mondiale in Qatar aveva mandato a casa Cristiano Ronaldo nei quarti, meritando di diventare Membro di Terza Classe dell'Ordine del Trono di Rabat, ha denudato una Juve che altre manchevolezze avrebbe poi scoperto. Quella di Vlahovic, prima di tutto: Allegri lo ha sostituito nella ripresa, il ragazzo non ha gradito ma lo ha meritato. L'allenatore ha deciso di togliere pure l'ala propulsiva Kostic, per affidarsi al giovane slalomista Iling jr, dotato di talento e coraggio. E che non fosse serata lo si è capito soprattutto quando è stato chiamato fuori Di Maria, insolitamente girovago. Al suo posto il totem Pogba, che si muove ancora come una pantera, però alla moviola. Ma che ad Allegri è piaciuto: "È stato determinante. E il pari meritato".
L'infortunio di Bonucci, l'ingresso in campo di Gatti
In questa giostra senza divertimento, nel luna park juventino con quasi tutte le luci spente e nessuno che acciuffasse la coda di volpe per un altro giro gratis, è stato un quarto cambio, questo però forzato, a spostare la bilancia della sfida. Quando Bonucci, alla gara bianconera n. 500 (più di lui, nella storia, solo Del Piero, Buffon, Chiellini, Scirea e Furino), si è toccato l'inguine e ha ammainato la gialla bandiera da capitano che gli sventola al braccio, e quando Federico Gatti ha raggiunto di corsa il centro dell'aria (la propria, e nel finale pure quella altrui), il destino ha deciso di spostare l'equilibrio e scivolare su una delle molte pozzanghere in questa notte di un autunno fuori stagione.
Il rigore negato a Rabiot, la rete di Gatti al 97'
Proprio Gatti, centrale che nelle movenze e nell'irruenza ricorda un po' il giovane Chiellini, già decisivo con lo Sporting, ha trasportato la Juve dal pantano alla speranza: a recupero già quasi scaduto, dopo un rigore negato per fallo su Rabiot, un'altra roba da Gatti ha permesso alla Juve di rimettersi in piedi per viaggiare in Spagna con qualche fuoco dentro. Non sarà facile andare a vincere laggiù, dove perdono quasi tutti e quasi sempre in Europa League, ma assai peggio sarebbe stato andarci con il peso fatale di un gol a zero. Ma l'eventuale finale di Budapest (31 maggio) potrà prendersela solo una Juve ben diversa da questa, ritrovando prima di tutto il sublime argentino e il serbo lunatico.
Il tabellino di Juventus-Siviglia
Juventus 1 (52' st Gatti)
Siviglia 1 (26' pt En-Nesyri)
Juventus (3-5-1-1): Szczesny 7 - Danilo 6.5, Bonucci 5 (25' st Gatti 7), Alex Sandro 5.5 - Cuadrado 5, Miretti 5 (1' st Chiesa 5.5), Locatelli 5.5, Rabiot 5, Kostic 5 (1' st Iling-Junior 6.5) - Di Maria 5 (25' st Pogba 6.5) - Vlahovic 4.5 (16' st Milik 5). All. Allegri 5.5.
Siviglia (4-2-3-1): Bounou 5 - Jesus Navas 5.5, Badé 5, Gudelj 5.5, Acuña 6.5 - Fernando 6, Rakitic 6.5 - Ocampos 7 (34' pt Montiel 5.5), Oliver Torres 7 (29' st Gomez sv), Bryan Gil 6.5 (37' st Lamela sv) - En-Nesyri 6.5. All. Mendibilibar 6.
Arbitro: Siebert (Ger) 6.
Note: ammoniti Rabiot, Rakitic, Locatelli, Bryan Gil, Chiesa, Badé e Lamela. Spettatori 34.816, incasso 2.681.702 euro.