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Siviglia-Juventus 2-1: Lamela butta fuori i bianconeri nei supplementari

Lamela esulta dopo il gol (reuters)
Vlahovic segna nella ripresa, Suso pareggia subito. Decisiva nei supplementari la rete dell'ex Roma che porta gli spagnoli in finale di Europa League
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SIVIGLIA - La Juve ha raccolto quel che è tutto l'anno che semina, cioè un pugno di mosche che ronzano, in questa seconda stagione di fila senza un titolo e anche senza un gioco. A Siviglia è uscita ai supplementari dopo una gara di trincea e rappresaglia che per un'ora è stata perfetta, almeno fino a quando la trincea è diventata un concetto troppo spinto: a forza di lasciarsela attaccare, gli andalusi l'hanno violata. È stata la natura del calcio.

<< La cronaca della partita >>

Di Maria sbaglia, Kean prende il palo

Il Siviglia è una squadra tatticamente elementare, è corsa e furore, è rapporto intimo con il pallone e sanno cosa farne, ma non ha un tessuto organizzativo ed è per …

SIVIGLIA - La Juve ha raccolto quel che è tutto l'anno che semina, cioè un pugno di mosche che ronzano, in questa seconda stagione di fila senza un titolo e anche senza un gioco. A Siviglia è uscita ai supplementari dopo una gara di trincea e rappresaglia che per un'ora è stata perfetta, almeno fino a quando la trincea è diventata un concetto troppo spinto: a forza di lasciarsela attaccare, gli andalusi l'hanno violata. È stata la natura del calcio.

<< La cronaca della partita >>

Di Maria sbaglia, Kean prende il palo

Il Siviglia è una squadra tatticamente elementare, è corsa e furore, è rapporto intimo con il pallone e sanno cosa farne, ma non ha un tessuto organizzativo ed è per questo che la Juve ha saputo resistere e ribaltare la frittata ogni volta che ha potuto, perché Allegri conosceva i difetti dell'avversario e ha giocato su quelli, certo non sulle virtù dei suoi. Così ne è venuta fuori una partita semplicemente d'altri tempi, con il Siviglia che ha spesso rinchiuso la Juve nei 30 metri davanti a Szczesny (lo juventino più avanzato stava a 35) cercando una cruna dove infilare il filo di un pallone, e i bianconeri sempre pronti a sfruttare i 70 metri spalancati che gli andalusi - che per altro non avevano nessuna impellenza di attaccare a tutto spiano: lo hanno fatto perché a pallone si gioca per segnare - hanno spesso lasciato cosicché, malgrado il flusso del gioco fosse unidirezionale, le occasioni sono spuntate una di qua (specie due parate formidabili di Szczesny su Ocampos e Acuña) e una di là, in particolare un pallonetto malamente svirgolato da Di Maria e un diagonale di Kean che ha toccato il palo lontano.

Vlahovic segna, Suso pareggia subito

Se la Juve ha avuto un torto, oltre a quello di non alzare mai pressing e baricentro (ma quella era una scelta, e non ha pagato) è stato quello di sprecare le tante scavallate nel deserto, fino al gol di Vlahovic, nato però grazie a un paio di rimpalli che gli hanno permesso di passare tra gli sciagurati Gudelj (che in un duro contrasto con Fagioli gli ha procurato la sospetta frattura della clavicola) e Badé. È in quel momento che la Juve ha sbagliato davvero: si è raggrinzita a ridosso della propria area ancora più di prima, dandosi a un atteggiamento completamente passivo punito da un meraviglioso sinistro dal limite di Suso, l'unica cosa che Szczesny non sia riuscito ad andare a prendere nei suoi voli da un palo all'altro, il più eclatante dei quali al 90' su En-Nesyri.

Lamela porta il Siviglia in finale

È stato il gesto che ha mandato la partita ai supplementari con lo stesso copione di prima e l'insistenza imperturbabile del Siviglia ha portato all'inevitabile gol del sorpasso (Lamela di testa) perché per la legge dei grandi numeri prima o poi un pallone dalla cruna sarebbe passato, terremotando uno stadio del tutto somigliante alla squadra che sosteneva: debordante, indifferente a qualunque ragione del sangue freddo. Voleva il gioco del pallone, non il calcio da speculazione. La Juve del calcolo e del raziocinio ha retto fin che la lucidità ha avuto un ruolo, ma in condizioni così estreme la resistenza era impossibile. Se l'è voluta.

Siviglia-Juventus 2-1 dts (0-0, 1-1, 2-1)
Siviglia (4-2-3-1): Bounou; Navas (1' sts Gomez), Badé, Gudelj, Acuña; Fernando, Rakitic; Ocampos (25' st Lamela), Torres (17' st Suso, 13' sts Rekik), Gil (10' pts Montiel); En-Nesyri (1 Dmitrovic, 31 Flores, 3 Telles, 12 Rafa Mir, 38 Hormigo, 43 Bueno). All. Mendilibar
Juventus (3-5-1-1): Szczesny; Gatti, Bremer, Danilo; Cuadrado (1' sts Milik), Fagioli (41' pt Paredes), Locatelli (41' st Miretti), Rabiot, Iling-Junior (41' st Kostic); Di Maria (19' st Chiesa); Kean (19' st Vlahovic) (23 Pinsoglio, 36 Perin, 12 Alex Sandro, 24 Rugani, 42 Barbieri). All. Allegri Arbitro: Makkelie (Olanda).
Reti: nel st 20' Vlahovic, 26' Suso; nel pts 5' Lamela.
Angoli: 18-9 per il Siviglia.
Recupero: 3', 2', 1', 4'.
Espulsi: al 10' sts Acuna per doppia ammonizione.
Ammoniti: Kean, Acuna, Danilo, Paredes, Suso, Montiel.