MILANO - “Essendo francese, da ragazzo ho avuto come idoli e modelli Barthez e Lama. Ma mi sono sempre ispirato a tutti i grandi portieri, perciò anche agli italiani che hanno fatto la storia del calcio, come Buffon e Toldo. Ogni volta che gioco contro una squadra italiana non posso non ricordarmene”. C’è una sfida nella sfida a San Siro. Steve Mandanda, 39 anni tra poco più di un mese, campione del mondo nel 2018 e vicecampione nel 2022 con la Francia, portiere e capitano del Rennes con un passato da protagonista nel Marsiglia, è l’uomo al quale si affida soprattutto la squadra bretone per fermare gli attacchi del Milan. Mandanda è il giocatore più carismatico e il suo duello speciale sarà con l’altro connazionale Maignan, al quale ha consegnato il ruolo di erede di Lloris nei Bleus, lui che ne è stato a lungo la riserva affidabile. La stima, assicura, è reciproca: “Mi intendo molto bene con Mike: apprezzo l’uomo, non solo il portiere. Tecnicamente è completo, sa giocare coi piedi e ha un rendimento costantemente alto”. Quanto a Hernandez e Giroud, il confronto sarà diretto, perché si tratta di due tra i migliori tiratori del Milan: “Li conosco bene, ovviamente, ma anche loro conoscono bene me e il Rennes. Sappiamo che cosa ci aspetta. Dobbiamo essere molto attenti, la loro qualità è massima”.
Mandanda ritrova San Siro
Il portiere del Rennes ha dimestichezza col palcoscenico, già frequentato con l’OM: “A San Siro ho giocato due volte, una col Milan e una con l’Inter. Sono state due partite molto diverse, ma quello che non cambia è lo stadio: un posto mitico, giocarci è sempre un piacere e un onore”. Su quest’ambiente speciale lui ha catechizzato i compagni: “Questa non è una partita come un’altra. Affrontiamo una squadra dalla storia enorme, in uno stadio leggendario. Tutto il gruppo lo sa, ma non abbiano paura. Siamo eccitati da questa partita. Dobbiamo prenderci tutto il gusto di giocare una partita come questa. Il mio ruolo è soprattutto di mettere in guardia i miei compagni sulla difficoltà della partita, ma anche di non avere rimpianti, di approfittare di questi momenti, di dare il massimo. Non siamo obbligati a vincere, perché questa è l’andata e ci sarà anche il ritorno. Serviranno intelligenza e giudizio. Ma nello stesso tempo non dobbiamo fare calcoli, dobbiamo dare il massimo”.
Dalla Bretagna per la storia
Mandanda illustra anche l’altro significato della serata milanese, alla quale presenzieranno settemila tifosi in arrivo dalla Bretagna: per loro è un appuntamento storico: “Dimostra i progressi del club. Il numero impressionante di tifosi che ci seguiranno ci rende orgogliosi: dobbiamo essere alla loro altezza”. L’allenatore Julien Stéphan - rivoluto sulla panchina del Rennes dal proprietario, il miliardario del lusso François Pinault e dal figlio François-Henry (marito dell’attrice messicana Salma Hayek), dopo il trionfo in Coppa di Francia nel 2019 contro il Psg – ribadisce il concetto: “Dobbiamo iniziare al massimo, continuare al massimo, finire al massimo. Il che non vuol dire che si debba giocare senza saggezza e intelligenza. Il Milan è la squadra più francese della serie A? Questo non ci spaventa, però dimostra l’enorme valore tecnico della squadra che affrontiamo. La tattica non sarò io a deciderla, perché la storia della partita la fanno sempre i giocatori, non gli allenatori. Posso solo dire che il Milan è una squadra molto verticale, che dovremo stare particolarmente attenti ai movimenti di Loftus-Cheek. E non dimenticarci mai che questa è la partita più importante della storia del Rennes in Europa”.