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Pioli e il turnover: “Decido coi dati sulle condizioni dei giocatori, ma con il Rennes non sentiamoci già qualificati”

Stefano Pioli
Stefano Pioli (ansa)

L’allenatore ha radunato la squadra al centro del campo e l’ha invitata a non sottovalutare lo spareggio di Europa League per il vantaggio dell’andata. Leao torna per trascinare l'attacco

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Rennes - Forti del 3-0 dell’andata, i millecinquecento milanisti in trasferta in teoria si preparano in teoria a una specie di gita, con accluse sia la partita contro il Rennes non rassegnato ma certamente inguaiato, sia la certificazione dell’ingresso negli ottavi di Europa League. La maggior parte di loro, però, non lo potrà fare: ci sarà un percorso obbligato fino allo stadio. In ogni caso Pioli, che non è qui per visitare Mont Saint Michel o per degustare ostriche, sidro e crêpes, ha spiegato alla squadra, radunata al centro del campo del Roazhon Park, che l’unica cosa per gourmet dovrà essere il gioco. “Ho detto ai ragazzi che ci siamo presi un vantaggio meritato, ma che sarebbe grave pensare di essere già qualificati. Il nostro destino è nelle nostre mani. Dobbiamo restare concentrati dall’inizio alla fine”

Pioli risponde alle critiche per il turnover

La batosta di Monza ha riscatenato la critica per l’eccesso di turnover. Il concetto delle turnazioni, dal punto di vista dell’allenatore, è chiaro: “Non mi piace per niente il termine turnover: per me c’è la gestione di un gruppo che deve giocare 5 partite in 15 giorni. Le scelte le ho fatte in base ai dati sulle condizioni dei giocatori. Lo farò anche qui e poi, finita la gara, pure su quella di domenica con l’Atalanta”. Gli avversari cercheranno, come ha dichiarato il loro allenatore Stéphan, un gol già nei primi minuti: “Ci aspettiamo che il Rennes faccia qualcosa di diverso rispetto all’andata: se non nelle posizoni in campo, nell’atteggiamento. Le critiche? Va bene tutto, in una grande squadra si lavora sempre per i risultati, le critiche non sono un problema”.

Florenzi con vista Europeo

La formazione di partenza del Milan è dunque legata alla necessità di decidere per quali giocatori risparmiare le energie ora, appunto in base ai dati sulle loro condizioni atletiche. Non pare improbabile il 4-3-3, con un dubbio a destra legato a Pulisic (Okafor in preallarme), la probabile presenza al centro dell’attacco di Jovic (squalificato in campionato dopo l’espulsione di Monza) per fare riposare Giroud, il ritorno di Leao dall’inizio e in difesa quello di Kjaer accanto a Gabbia, al posto di Thiaw. Il leader dichiarato è Florenzi, che in Francia ha giocato nel Psg e che ha insieme a Giroud sfoggia il più lungo curriculum europeo: “Stiamo bene: a parte Monza, veniamo da risultati davvero ottimi. Anche in Europa League vogliamo arrivare il più lonanto possibile. L’aneddoto più bello della mia carriera in questo torneo? Ho segnato un gol al volo all’Austria Vienna con la Roma, ma vorrei che l’aneddoto migliore arrivasse col Milan”. Sullo sfondo c’è l’ipotesi della convocazione in Nazionale per l’Europeo di giugno: “Io so quali sono i miei punti di forza e i miei difetti, che ho cercato sempre di correggere. La continuità è data dal lavoro quotidiano e la mia priorità è il Milan. Se poi dovesse arrivare la convocazione, ne sarò molto felice”.

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