Milan-Slavia Praga 4-2: i rossoneri non brillano ma si avvicinano ai quarti
di Enrico CurròMILANO - Se lo Sparta piange, lo Slavia un po’ ride. E il Milan un po’ si preoccupa. Veniva pronosticato un giovedì ben poco da leoni per i giocatori delle due squadre di Praga, nell’andata degli ottavi di Europa League. In effetti l’una è stata travolta in casa dal Liverpool. Invece l’altra, in trasferta al Meazza col corredo di 4.500 tifosi, pur giocando un tempo e mezzo in 10 per l’espulsione di Diouf (piede a martello sula caviglia di Pulisic), è riuscita a contenere la fisiologica sconfitta, segnando due gol al non impeccabile Maignan.
Leao si risveglia in tempo
Alla testata dell’1-0 di Giroud sul cross a rientrare inventato da Leao ha opposto l’immediato pareggio, un destro al volo del fantasioso Doudera, che sarebbe sbagliato catalogare appunto come un tiro del giovedì. Nel finale del primo tempo, un rasoterra da fuori area in controtempo di Reijnders e un colpo di testa su corner di Loftus-Cheek sembravano il preludio alla goleada. Macché. Il Milan s…
MILANO - Se lo Sparta piange, lo Slavia un po’ ride. E il Milan un po’ si preoccupa. Veniva pronosticato un giovedì ben poco da leoni per i giocatori delle due squadre di Praga, nell’andata degli ottavi di Europa League. In effetti l’una è stata travolta in casa dal Liverpool. Invece l’altra, in trasferta al Meazza col corredo di 4.500 tifosi, pur giocando un tempo e mezzo in 10 per l’espulsione di Diouf (piede a martello sula caviglia di Pulisic), è riuscita a contenere la fisiologica sconfitta, segnando due gol al non impeccabile Maignan.
Leao si risveglia in tempo
Alla testata dell’1-0 di Giroud sul cross a rientrare inventato da Leao ha opposto l’immediato pareggio, un destro al volo del fantasioso Doudera, che sarebbe sbagliato catalogare appunto come un tiro del giovedì. Nel finale del primo tempo, un rasoterra da fuori area in controtempo di Reijnders e un colpo di testa su corner di Loftus-Cheek sembravano il preludio alla goleada. Macché. Il Milan si è spento e si è distratto. Così lo Slavia ha riacceso i suoi tifosi, sistemati nel terzo anello della Nord, col 2-3 sotto quella curva, un destro di controbalzo del neoentrato Schranz: assist offerto, sulla respinta in mischia a un calcio piazzato, dal redivivo Tomori, evidentemente non ancora rodato dopo il lungo infortunio. Leao, per lo più svagato, si è infine di nuovo risvegliato in tempo per lo slalom che ha permesso a Pulisic di firmare sulla linea un risultato più rassicurante, in vista del ritorno del 14 marzo a Praga, e tuttavia non definitivo.
Pioli, la coppa può decidere il futuro
Se dunque il Liverpoool ha confermato lo status di favorito – e per il separato in casa Klopp, che ha già annunciato il divorzio a fine stagione, si tratta solo della ratifica di un dato di fatto scontato -il Milan fatica ancora a meritare lo stesso ruolo. Per Pioli la conquista dell’unico trofeo che il club non ha ancora vinto sarebbe notoriamente un jolly da giocarsi nella difficile corsa per la riconferma, a dispetto della possibile defenestrazione a giugno in anticipo di un anno sulla scadenza del contratto, come le recenti parole dell’azionista di maggioranza Cardinale lasciano supporre.
Una difesa da rivedere
Ma è un guaio la solita fragilità difensiva, ribadita di fronte a un’avversaria fresca e capace di correre sempre e comunque, anche in inferiorità numerica e anche è espressione di un campionato non eccelso come quello ceco: per nove undicesimi autoctona (le eccezioni in partenza erano il suddetto senegalese Diouf e il liberiano Dorley, nipote calcistico dell’eroe rossonero Weah), è rimasta a galla senza mai dare l’impressione di affondare.Verba volant, specie nel volubile calcio contemporaneo, dove conviene registrarle in attesa degli eventi.
Le voci sull’ingresso del fondo Pif
È stato comunque fermo l’ad milanista Furlani, nell’etichettare come speculazioni le notizie diffuse anche dai media sauditi sull’ingresso nel Milan di nuovi soci riconducibili al fondo sovrano Pif e nel tratteggiare la perfetta sintonia con Ibrahimovic, che appare sempre più calato nel ruolo di dirigente al vertice del settore sportivo, al di là del labile titolo di consulente di Cardinale. Una verifica indiretta potrebbe arrivare in questo fine settimana a Gedda, dove il Gran Premio di Formula Uno sarà una specie di summit calcistico tra ospiti illustri, tra i quali figura proprio Ibra. Il quale, smascherato da un video durante la partita in cui Furlani gli parlava con fare ammiccante, non ha quasi degnato di uno sguardo l’interlocutore. L’ex campione non era certamente entusiasta della piega di una partita che non ha ancora consegnato al Milan un posto sicuro tra le prime otto dell’Europa League.
Milan-Slavia Praga 4-2 (3-1)
Milan (4-2-3-1): Maignan, Florenzi (1'st Calabria), Kjaer, Gabbia (1'st Tomori), Theo Hernandez, Adli, Reijnders (35'st Bennacer), Pulisic, Loftus-Cheek (21'st Jovic), Leao, Giroud (35'st Okafor). (57 Sportiello, 83 Mirante, 20 Kalulu, 21 Chukwueze, 28 Thiaw, 38 Terracciano, 80 Musah). All: Pioli
Slavia Praga (4-2-3-1): Stanek, Vicek, Holes, Zima, Diouf, Masopust (41'st Wallem), Dorley, Doudera (41' st Tomic), Provod (37'st Jureka), Zmrzly (37'st Boril), Chytil (16'st Schranz). (28 Mandous, 31 Sirotnik, 5 Agbu, 9 Tijani, 14 Van Buren, 15 Jurecka, 35 Jurasek, 43 Konecny). All: Triposvsky
Arbitro: Meler (Turchia)
Reti: nel pt 34' Giroud, 36' Doudera, 44' Reijnders, 47' Loftus-Cheek, nel st 21' Schranz, 40' Pulisic.
Angoli: 8-4 per il Milan
Recupero: 2' e 3'
Note: ammoniti Florenzi e Calabria per gioco falloso. Espulso Diouf per doppia ammonizione.
Spettatori: 59.325 per un incasso di 2.184.152,38 euro