Roma-Brighton 4-0: i giallorossi dominano e ipotecano i quarti di Europa League
di Silvia ScottiROMA – Non c’erano le premesse, c’erano solo le promesse, poi ci sono serate in cui le cose accadono esattamente come erano state sognate e quelle cose dette non sono le solite, bellissime, inutili parole. Neanche due mesi fa c’erano un nono posto in classifica, una squadra nervosa, giocatori irriconoscibili, pochi punti, fiducia neanche ne parliamo.
De Rossi, parlano i risultati
C’erano tanti se e tanti ma che non facevano classifica, non facevano punti, mentre l’Europa era un secondo posto in un girone di Carneadi. Ora c’è una squadra bellissima che in 90 minuti ha maltrattato il Brighton di De Zerbi, l’allenatore che tutti vorrebbero e che da Roma torna a casa con 4 gol subiti e una lezione in tasca.
Nessuno aveva chiesto ‘chi è costui?’ a De Rossi, parlava per lui la storia, ma serve quello che c’è alle spalle? Arrivano le promesse ‘darò tutto’. Frasi già sentite? Sì, e le promesse valgono il tempo in cui vengono dette, parlare è sempre più facile che ma…
ROMA – Non c’erano le premesse, c’erano solo le promesse, poi ci sono serate in cui le cose accadono esattamente come erano state sognate e quelle cose dette non sono le solite, bellissime, inutili parole. Neanche due mesi fa c’erano un nono posto in classifica, una squadra nervosa, giocatori irriconoscibili, pochi punti, fiducia neanche ne parliamo.
De Rossi, parlano i risultati
C’erano tanti se e tanti ma che non facevano classifica, non facevano punti, mentre l’Europa era un secondo posto in un girone di Carneadi. Ora c’è una squadra bellissima che in 90 minuti ha maltrattato il Brighton di De Zerbi, l’allenatore che tutti vorrebbero e che da Roma torna a casa con 4 gol subiti e una lezione in tasca.
Nessuno aveva chiesto ‘chi è costui?’ a De Rossi, parlava per lui la storia, ma serve quello che c’è alle spalle? Arrivano le promesse ‘darò tutto’. Frasi già sentite? Sì, e le promesse valgono il tempo in cui vengono dette, parlare è sempre più facile che mantenere, ma le persone si valutano dai fatti e gli allenatori dai risultati.
Lo stadio ancora esaurito
De Rossi sapeva di dover passare le giornate a dimostrare di essere all’altezza e non ha dribblato le responsabilità. Lo stadio è il suo primo capolavoro, mantenere il tutto esaurito che c’era, risentire il tifo, l’amore del resto è l’unica cosa a cui non si resiste. Tornano i cori per calciatori che erano stati fischiati. E non solo per Svilar, che anche con il Brighton merita applausi per un intervento miracoloso su Welbeck, che è stato il suo primo atto di coraggio perfettamente riuscito, ma per tutti. Aver studiato Guardiola, che non parla di ‘ruoli’ ma di ‘funzioni’, ha i suoi effetti.
Dybala, primo gol europeo in stagione
I giocatori sembrano più leggeri, più liberi. Dybala è immarcabile, Igor prova a stargli addosso, non ce la fa: estro-fantasia-azzardo, veramente troppo. Tornato a essere il giocatore che sfugge alla banalità, che crea l’occasione, perché è sempre la classe a salvare le partite. Senza ruolo, parte da destra, gioca sottopunta, va in giro per il campo, cerca e trova la posizione, segna il primo gol in Europa in questa stagione e il primo dell’incontro, merita il lungo applauso a fine partita. Lascia spazio a Celik, eccellente nei primi 45 minuti, che a tratti ricorda giocatori di livello superiore, meglio non citare per evitare iperboli sconvenienti.
Giocatori rigenerati
Spinazzola sembrava soltanto in attesa di andare a svernare verso lidi caldi ed è tornato a essere un giocatore, Paredes è l’immagine del regista moderno, Ndicka ha dimenticato le sue insicurezze, Cristante è indispensabile, segna (il 4-0) e mantiene ordine, Mancini non discute più, guida i compagni e segna anche lui (il 3-0), El Sharaawy può non fare l’attaccante, ma l’esterno a tutto campo, Lukaku si è tolto di dosso il grigiore e la pesantezza che lo avevano travolto ed è di nuovo il valore aggiunto, e si vede dal gol del 2-0.
Mani sui quarti
Certo, poi ci vogliono le idee, quelle servono eccome, la normalità non fa bene a nessuno, nel calcio ancora meno. E quelle di De Rossi sono il manifesto del calcio moderno: bravissimo a non mettere la squadra nella terra di mezzo, fa pressing molto alto, uomo contro uomo, con grande intensità, oppure aspetta dietro l’avversario. In un tempo piccolo è diventato grande. De Rossi ha cambiato già la Roma e in meno di due mesi, ha vissuto una serata indimenticabile, ha messo le mani sui quarti di finale di Europa League, e soprattutto ha mantenuto quello che aveva detto. E le persone che mantengono le promesse sono poche. E sono le persone giuste.
Roma-Brighton 4-0 (2-0)
Roma (4-3-3): Svilar, Celik, Mancini, Ndicka, Spinazzola, Cristante, Paredes (27' st Bove), Pellegrini, Dybala (27' st Baldanzi), Lukaku (43' st Azmoun), El Shaarawy (43' st Zalewski). (1 Rui Patricio, 63 Boer, 2 Karsdorp, 6 Smalling, 14 Llorente, 20 Sanches, 22 Aouar, 69 Angelino). All. De Rossi
Brighton (3-4-2-1): Steele, Igor (30' st Veltman), Dunk, van Hecke, Lamptey, Gilmour (36' st Baleba), Gross, Adingra, Buonanotte (30' st Estupinian), Enciso (1' st Fati), Welbeck ( 36' st Ferguson). (1 Berbruggen, 38 McGill, 4 Webster, 14 Lallana, 15 Moder, 44 Peupion, 47 Baker-Boaitey). All. De Zerbi
Arbitro: Letexier (Francia)
Reti: nel pt 14' Dybala, 43' Lukaku; nel st 19' Mancini, 24' Cristante
Angoli: 5 a 5
Recupero: 2' e 5'
Note: ammoniti van Hecke, Spinazzola e Buonanotte per gioco falloso.
Spettatori: 64.877