Milan-Roma 0-1, Mancini ancora decisivo. Il primo round dei quarti di Europa League è giallorosso
di Enrico CurròMILANO – La vittoria della Roma a San Siro era il risultato meno pronosticato: ha irritato la folla milanista e soprattutto l’azionista di maggioranza americano Gerry Cardinale, che pregustava il successo e si era fatto accompagnare dall’ambasciatore Usa Jack Markell, esibendo ostentata serenità verso l’indagine della magistratura milanese sulla proprietà del club.
Il gol di Mancini
Ma l’esito del primo atto del duello, che vale un posto tra le prime quattro dell’Europa League, è stato tecnicamente ineccepibile. Al di là del gol su corner di Mancini, il difensore con guizzi da attaccante che stavolta ha evitato di festeggiare con striscioni zoomorfi come sabato scorso con la Lazio, la squadra di De Rossi si è infatti dimostrata più verticale e affilata di quella di Pioli, troppo barocca, ridondante e torpida per risultare efficace. La qualificazione non è ancora scritta. Però tra una settimana, all’Olimpico, al Milan servirà ben altro ritmo per capovolgere l…
MILANO – La vittoria della Roma a San Siro era il risultato meno pronosticato: ha irritato la folla milanista e soprattutto l’azionista di maggioranza americano Gerry Cardinale, che pregustava il successo e si era fatto accompagnare dall’ambasciatore Usa Jack Markell, esibendo ostentata serenità verso l’indagine della magistratura milanese sulla proprietà del club.
Il gol di Mancini
Ma l’esito del primo atto del duello, che vale un posto tra le prime quattro dell’Europa League, è stato tecnicamente ineccepibile. Al di là del gol su corner di Mancini, il difensore con guizzi da attaccante che stavolta ha evitato di festeggiare con striscioni zoomorfi come sabato scorso con la Lazio, la squadra di De Rossi si è infatti dimostrata più verticale e affilata di quella di Pioli, troppo barocca, ridondante e torpida per risultare efficace. La qualificazione non è ancora scritta. Però tra una settimana, all’Olimpico, al Milan servirà ben altro ritmo per capovolgere la situazione.
I fischi a Lukaku
Per essere luccicante ed europea, come era stata ottimisticamente presentata nel solco delle pirotecniche sfide di Champions, la partita si è rivelata piuttosto italiana, e non nell’accezione migliore del termine: spezzettata, nervosetta e piena di proteste verso l’arbitro. Il quotato francese Turpin, dopo il fuorigioco non fischiato a Lukaku che ha originato il decisivo corner di Dybala, i fischi se li è presi lui: il centravanti belga era fuggito in posizione assai sospetta sulla fascia sinistra della difesa milanista, che Theo Hernandez ha coperto con l’intermittenza dovuta alla nota predilezione per l’attacco e che l’ottimo ex El Shaarawy, schierato a sorpresa a destra, ha percorso con profitto, allargandosi o accentrandosi come in occasione del destro rimpallato che ha obbligato Maignan ad alzare il pallone per il calcio d’angolo fatale, contestato da Pioli (un presagio?) fino all’ammonizione.
Le mosse di De Rossi
Ma non può certo essere addebitato a Turpin il presepe delle statuine in maglia rossonera sulla parabola di Dybala, schiacciata in porta da Mancini. Né è colpa del fischietto straniero, se nel primo tempo il languido e arzigogolato balletto degli attaccanti e dei centrocampisti di Pioli, in particolare di Leao e Pulisic inclini a lasciarsi carpire sempre il pallone, ha prodotto solo i tiri resistibili di Reijnders, parati senza affanno da Svilar. Invece De Rossi ha preparato mosse semplici quanto lineari, e tuttavia utili a inguaiare il rivale. Nel 4-4-1-1 di partenza, che in fase offensiva si apriva a fisarmonica alle digressioni di Pellegrini e alle avanzate di Spinazzola, ha piazzato appunto a destra l’ispirato El Shaarawy e ha garantito a Dybala la massima libertà di ronzare secondo l’estro attorno a Lukaku: l’ex interista detestato dai milanisti, più mobile del previsto, ha aperto corridoi per i compagni, ma ha pure impedito sulla linea, in mischia, l’immediato pari di Giroud.
Fuori Leao e Pulisic
Il secondo tempo, nel quale Bennacer ancora infiacchito dal Ramadan è stato rimpiazzato da Adli (un destro arcuato, salvato da Svilar), la scena più emblematica è stata la doppia sostituzione di Leao e Pulisic a una dozzina di minuti dalla fine: una bocciatura anche sonora, al netto dei cori della Curva Sud per l’abulico Rafa. L’ingresso di Okafor e Chukwueze ha segnato forse un passaggio tecnico: il funambolo nigeriano si è guadagnato probabilmente la maglia di Pulisic al ritorno (dove mancherà alla Roma Cristante, ammonito con troppa severità e squalificato) con lo slalom che Giroud ha sprecato da due passi, centrando la traversa. Non era la serata dei francesi. Quella degli americani un po’ sì: per i Friedkin, proprietari della Roma.
Milan-Roma 0-1 (0-1)
Milan (4-2-3-1): Maignan; Calabria, Thiaw, Gabbia, Théo Hernandez; Bennacer (14'st Adli), Reijnders; Pulisic (33'st Chukwueze), Loftus-Cheek, Leao (33'st Okafor); Giroud.(57 Sportiello, 69 Nava, 15 Jovic, 24 Kjaer, 38 Terracciano, 42 Florenzi, 80 Musah, 85 Zeroli, 95 Bartesaghi). All. Pioli.
Roma (4-3-3): Svilar; Celik, Mancini, Smalling, Spinazzola; Cristante, Paredes (44'st Bove), Pellegrini (44'st Aouar); Dybala (36'st Abraham), Lukaku (46'st Llorente), El Shaarawy. (1 Rui Patricio, 63 Boer, 2 Karsdorp, 20 Renato Sanches, 35 Baldanzi, 59 Zalewski, 67 Joao Costa, 69 Angelino). All.: De Rossi.
Arbitro: Turpin (Francia)
Reti: nel pt 17' Mancini
Angoli: 9-3 per il Milan
Recupero: 3' e 4'
Ammoniti: Pioli per proteste, Pulisic, Cristante, Adli e Loftus Cheek per gioco falloso.
Spettatori: 75.023 per un incasso di 4.504.241,28 euro