✕

Roma-Milan 2-1: ancora Mancini e poi Dybala, giallorossi in semifinale di Europa League

I giocatori della Roma festeggiano a fine partite, c'è anche Ndicka (agf)
La squadra di De Rossi bissa il successo del Meazza e passa nonostante l’uomo in meno per oltre un’ora (espulso Celik). Il difensore nuovamente a segno, bis dell’argentino. Nel finale in gol Gabbia. Ora il Bayer Leverkusen, come un anno fa
2 minuti di lettura

ROMA - La serie A è stata tale di nome e pure di fatto: in Europa non è più una comprimaria. L’Italia avrà 5 squadre nella prossima Champions e 3 nelle semifinali delle coppe europee, anche se in questa edizione è assente dalla più importante. Il terzetto è guidato anche simbolicamente dalla Roma di De Rossi, che all’Olimpico festante ha eliminato dall’Europa League il pallido Milan di Pioli, incapace di sfruttare la superiorità numerica per più di un’ora. Così ha ottenuto la sua quarta semifinale consecutiva, la quinta negli ultimi 7 anni: affronterà il 2 e il 9 maggio, nel bis della sfida del 2023, il Bayer Leverkusen fresco campione di Germania, con l’obiettivo della finale del 22 maggio a Dublino, lo stesso della formidabile Atalanta, mentre in Conference League la Fiorentina contenderà al Brugge il diritto all’ultimo atto del torneo, il 29 maggio ad Atene.

«La cronaca della partita»

Mancini e Dybala a segno

L’approdo della Roma è stato del tutto naturale. Ha obbedito alla pura lo…

ROMA - La serie A è stata tale di nome e pure di fatto: in Europa non è più una comprimaria. L’Italia avrà 5 squadre nella prossima Champions e 3 nelle semifinali delle coppe europee, anche se in questa edizione è assente dalla più importante. Il terzetto è guidato anche simbolicamente dalla Roma di De Rossi, che all’Olimpico festante ha eliminato dall’Europa League il pallido Milan di Pioli, incapace di sfruttare la superiorità numerica per più di un’ora. Così ha ottenuto la sua quarta semifinale consecutiva, la quinta negli ultimi 7 anni: affronterà il 2 e il 9 maggio, nel bis della sfida del 2023, il Bayer Leverkusen fresco campione di Germania, con l’obiettivo della finale del 22 maggio a Dublino, lo stesso della formidabile Atalanta, mentre in Conference League la Fiorentina contenderà al Brugge il diritto all’ultimo atto del torneo, il 29 maggio ad Atene.

«La cronaca della partita»

Mancini e Dybala a segno

L’approdo della Roma è stato del tutto naturale. Ha obbedito alla pura logica tecnica delle due partite, dominate innanzitutto tatticamente: qui non ha mutato lo scenario nemmeno l’espulsione di Celik dopo mezz’ora, quando i due gol in soli 22’ - di Gianluca Mancini e di Dybala - sommati a quello segnato dallo stesso mattatore Mancini a San Siro, sembravano avere già indirizzato l’esito di un confronto lucidamente scolpito dall’allenatore giovane. Il friabile castello del suo collega veterano si è sbriciolato subito. Poi, in 11 contro 10 grazie allo sciagiurato intervento a metà campo dell’esterno turco su Leao, il Milan, che sullo 0-1 aveva sfiorato il pari con un destro schiacciato da Loftus-Cheek sul prato e schizzato sulla traversa, non è andato al di là della caotica ammucchiata in attacco.

Anzi, ha rischiato di subire pure il terzo gol, su due spunti del tagliente El Shaarawy: glielo hanno risparmiato in contropiede Spinazzola, con un sinistro sfiatato su Maignan, e in mischia Abraham, con una girata alta da un passo. Una testata del difensore Gabbia nel finale, su cross di Leao, ha solo fornito un lembo di illusione.

Pioli, destino segnato

Il risultato non scriverà il destino di De Rossi, perché avevano già provveduto ad anticiparlo Friedkin padre e figlio con una scelta che a posteriori può dirsi lungimirante: a poche ore dalla partita i proprietari americani della Roma hanno fatto sapere di avergli rinnovato il contratto. Pare invece ineluttabile l’addio di Pioli a giugno al Milan americano, a prescindere dal derby di lunedì prossimo, che potrebbe consegnare all’Inter la seconda stella. La sconfitta nel duello tattico è stata ancora netta, come all’andata.

Milan, una caduta dolorosa

Stavolta Pioli ha architettato un vano arzigogolo offensivo: Musah terzino-ala, per stringere Calabria mediano e dare totale libertà a Pulisic. De Rossi non si è scomposto, limitandosi ad allargare di più Lukaku per garantire a Dybala le incursioni frontali. È bastata un’invenzione di Pellegrini: un tiro a giro sul palo, con Mancini pronto ad avventarsi sulla respinta. Il sinistro affilato del 2-0 di Dybala, al culmine di un’azione di forza di Lukaku (uscito per infortunio muscolare), ha impedito che il successivo rosso a Celik diventasse un guaio enorme. De Rossi ha dovuto sacrificare Dybala e Pioli ha ripudiato la formazione di partenza, ma Leao è inciampato con Hernandez sulla soglia del successo: una caduta dolorosa. Il volto scuro del plenipotenziario sportivo Ibrahimovic era tutto un programma.

Il tabellino di Roma-Milan

Roma-Milan 2-1 (2-0)
Roma (4-4-2): Svilar; Celik, Mancini, Smalling, Spinazzola; El Shaarawy, Bove (36' st Renato Sanches), Paredes, Pellegrini (36' st Angelino); Dybala (43' pt Llorente), Lukaku (28' pt Abraham). (1 Rui Patricio, 63 Boer, 2 Karsdorp, 17 Azmoun, 22 Aouar, 35 Baldanzi, 59 Zalewski, 67 Joao Costa). All.: De Rossi.
Milan (3-4-2-1): Maignan; Gabbia, Tomori, Théo Hernandez; Musah (24' st Florenzi), Calabria (1' st Reijnders), Bennacer (40' pt Jovic), Leao; Pulisic (24' st Okafor), Loftus-Cheek (1' st Chukwueze); Giroud. (57 Sportiello, 69 Nava, 7 Adli, 28 Thiaw, 38 Terracciano, 85 Zeroli, 95 Bartesaghi). All.: Pioli.
Arbitro: Marciniak (Polonia).
Reti: nel pt 12' Mancini, 22' Dybala; nel st 41' Gabbia.
Angoli: 11 a 0 per il Milan.
Recupero: 7' e 5'.
Espulsi: Celik per gioco falloso.
Ammoniti: Gabbia per gioco falloso, Adli, Jovic e Calabria comportamento non regolamentare.
Spettatori: 66.025.

Leggi i commenti