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Stasera Leverkusen-Roma e Atalanta-Marsiglia. Per De Rossi e Gasperini una partita doppia tra veleni e speranze

Giallorossi chiamati all’impresa dopo la sconfitta (2-0) dell’Olimpico, bergamaschi che partono dal pari (1-1) in Francia
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Una strana notte per due, in cui una deve scoprire qual è il confine tra il difficile e l’impossibile, e l’altra se il suo limite si può finalmente superare, conquistando la prima finale della sua storia. C’è un destino, un obiettivo, una coppa che le unisce (almeno questa notte, poi si vedrà): le strade di Roma e Atalanta scorrono parallele oggi contro Leverkusen e Marsiglia. Poi si incroceranno domenica in campionato, e l’intreccio potrebbe durare ancora fino a fine stagione. Perché gli obiettivi erano e restano gli stessi: andare in fondo in Europa League e centrare la qualificazione in Champions League attraverso il piazzamento in Serie A. Probabilmente una toglierà all’altra il quinto posto che adesso vale il biglietto in più, ma forse una farà un favore all’altra se vincerà il trofeo e farà diventare sei i posti utili per le italiane nella Coppa più ambita, che dal prossimo anno debutta con la nuova formula. Senza contare il grande di una finale europea tutta italiana: molto dif…

Una strana notte per due, in cui una deve scoprire qual è il confine tra il difficile e l’impossibile, e l’altra se il suo limite si può finalmente superare, conquistando la prima finale della sua storia. C’è un destino, un obiettivo, una coppa che le unisce (almeno questa notte, poi si vedrà): le strade di Roma e Atalanta scorrono parallele oggi contro Leverkusen e Marsiglia. Poi si incroceranno domenica in campionato, e l’intreccio potrebbe durare ancora fino a fine stagione. Perché gli obiettivi erano e restano gli stessi: andare in fondo in Europa League e centrare la qualificazione in Champions League attraverso il piazzamento in Serie A. Probabilmente una toglierà all’altra il quinto posto che adesso vale il biglietto in più, ma forse una farà un favore all’altra se vincerà il trofeo e farà diventare sei i posti utili per le italiane nella Coppa più ambita, che dal prossimo anno debutta con la nuova formula. Senza contare il grande di una finale europea tutta italiana: molto difficile, non impossibile.

Domenica, a Bergamo, Atalanta e Roma saranno una di fronte all’altra, in uno spareggio già avvelenato: discussioni su calendari, sulle date di recupero, fino all’uscita assai infelice di Gasperini, «la partita con la Fiorentina è stata rinviata per un motivo serio non per un codice giallo», mettendo tragicamente a confronto il malore fatale del compianto Joe Barone e quello del giallorosso Ndicka che sembrava un infarto e poi, fortunatamente, si è rivelato meno grave. «Non rispondo ora» dice De Rossi che si è preparato per allontanare la polemica e non distogliere l’attenzione dal Bayer Leverkusen, «posso anche non riparlarne». Niente parole, solo pensieri, tutti rivolti a un’avversaria che non perde da 48 partite, «una squadra eccezionale, glielo riconosciamo», che ha vinto l’andata 2-0 all’Olimpico e che ora già ha spiegato ai suoi tifosi via social come acquistare i biglietti per la finale, in barba alla scaramanzia: «Hanno fatto un errore che non ci toglierà il sonno», taglia corto De Rossi.

Del resto c’è una bandiera rossonera in ogni angolo, giardino, balcone di questa minuscola cittadina dove vivono soprattutto i dipendenti della Bayer che produce le aspirine. Perché qui hanno già fatto qualcosa di enorme, spezzando la noia di un campionato dove vinceva sempre il Bayern. Ma i festeggiamenti per la Bundesliga sono stati freddi, brevi e già dimenticati, ora c’è un solo pensiero (oltre a quello della romanissima signora Voeller, Simona Adducci, che ha preparato un paio di torte e le ha lasciate allo stadio per «quelli della mia città che arrivano»). Il resto sono frasi di circostanza, con tono incerto, parole misurate, senza promesse, ma De Rossi che nell’aprile 2018 era in campo contro il Barcellona nell’incredibile rimonta che ha portato alla semifinale di Champions la Roma sa che esiste l’impossibile solo se non ci provi: «Il risultato è pesante, ma dobbiamo crederci. Servono forza mentale, pazienza e grande cuore».

Lo stesso che, a oltre 800 chilometri e una polemica di distanza, mette in campo l’Atalanta che aspetta a Bergamo l’Olympique Marsiglia, dopo l’1-1 dell’andata in Francia. Per Gasperini la prima finale sarebbe qualcosa di eccezionale: «Quello che si avverte in città è straordinario, la trepidazione, l’attesa. E saremo nel nostro stadio. Dovremo fare un’ottima gara. Quanto alla formazione, potranno esserci due o tre varianti». Al Velodrome è successo tutto nei primi venti minuti: gol di Scamacca e pareggio di Mbemba, con un gran tiro da fuori area. Prima della pausa, Aubameyang ha sfiorato la rete del 2-1. Nella ripresa, la squadra di Jean-Louis Gasset è cresciuta, quella del Gasp le ha resistito. L’allenatore francese ora rimugina: «Con due o tre dettagli in più, avremmo potuto vincere». Al Gewiss Stadium le cose potrebbero andare diversamente, ma nulla è scontato: «Come valore è la gara più importante della storia del club», dice Gasperini. Una strana notte per due, novanta minuti per capire per chi, domattina, ci sarà il sole.

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