Atalanta-Leverkusen 3-0: Lookman (tripletta) regala una storica Europa League ai nerazzurri
dal nostro inviato Emanuele GambaDUBLINO — Nel cielo d’Irlanda c’erano ancora dei bagliori di chiarore quando Ademola Lookman, futuro sindaco di Bergamo per i secoli a venire, ha segnato in contropiede il terzo dei suoi tre gol e anzi dei tre gol di tutti: non ha neanche più esultato, come sopraffatto dall’incredulità, o come se si stesse facendo calare nell’anima, goccia a goccia, il senso più intimo della notte bianca che ricorderà per sempre, che ricorderanno i 7.960 atalantini che erano qui, che ricorderà, si spera, l’Italia intera, cui Bergamo porge una coppa che ci mancava da 25 anni e che dovrà rendere grazie a una squadra che ci fa fare bella figura in mezza Europa, dove si stupiscono che da noi abbia potuto attecchire un fenomeno così.
L'Atalanta trionfa in Europa League, a Bergamo esplode la festa
Tripletta di Lookman
Le reti le ha fatte tutti Lookman, inglese di genitori nigeriani (è nazionale nigeriano, ma campione del mondo con l’under 20 dell’Inghilterra) …
DUBLINO — Nel cielo d’Irlanda c’erano ancora dei bagliori di chiarore quando Ademola Lookman, futuro sindaco di Bergamo per i secoli a venire, ha segnato in contropiede il terzo dei suoi tre gol e anzi dei tre gol di tutti: non ha neanche più esultato, come sopraffatto dall’incredulità, o come se si stesse facendo calare nell’anima, goccia a goccia, il senso più intimo della notte bianca che ricorderà per sempre, che ricorderanno i 7.960 atalantini che erano qui, che ricorderà, si spera, l’Italia intera, cui Bergamo porge una coppa che ci mancava da 25 anni e che dovrà rendere grazie a una squadra che ci fa fare bella figura in mezza Europa, dove si stupiscono che da noi abbia potuto attecchire un fenomeno così.
L'Atalanta trionfa in Europa League, a Bergamo esplode la festa
Tripletta di Lookman
Le reti le ha fatte tutti Lookman, inglese di genitori nigeriani (è nazionale nigeriano, ma campione del mondo con l’under 20 dell’Inghilterra) tipica scelta giusta di una società che sbaglia pochissimo e sa capire giocatori così. Ademola (vuol dire “corona che porta prosperità”, nel nome c’era un destino) era una brillante promessa scarsamente mantenuta: il Lipsia, che ci vede lungo, lo comprò nel 2019 per 18 milioni, ne rimase deluso e quattro anni dopo lo vendette all’Atalanta per 15 facendo la fortuna sua e di Bergamo e di Gasperini e di questa gente quadrata e romantica che risognerà per sempre il sogno della notte di Dublino, quando gli imbattibili sono finalmente caduti perché qualcuno, stavolta, non ha più avuto soggezione di loro.
Atalanta, partita perfetta
L’Atalanta è stata splendida. La partita, finché è esistita, è stata splendida: tre attaccanti di qua e tre difensori di là, quattro in mezzo, tutti a corrersi dietro uno con l’altro, senza mai guardarsi alle spalle ma più spesso negli occhi, sfacciati, per sfidarsi di continuo come si faceva quando il pallone era un gioco da bambini: è stato il meraviglioso spettacolo dell’antico calcio moderno, perché forse la modernità è giocare così, mettendo settimane di preparazione al servizio dell’istinto. L’Atalanta ha fatto una prima mezzora gigantesca, paradisiaca, di anticipi perentori (ma bisognava avere del coraggio, per sfidare uno contro uno gente come Wirtz e Frimpong), pressing assillanti, ripartenze immediate, precisione tecnica e poi gol, i gol, le due ciliegine di Ademola Lookman, che è andato di sinistro a prendersi un cross basso di Zappacosta e poi a ricamare di destro un’azione tutta sua, dopo essersi bevuto Xhaka e Tapsoba.
Una coppa per tre capitani
A lanciarlo era stato un grottesco retropassaggio di testa del centravanti (finto) Adli, il segno del totale disorientamento in cui l’Atalanta ha spedito il Bayer, perché nessuno aveva avuto il fegato di sprimacciarlo così. Al contrario di Gasperini, che aveva avuto il coraggio del tridente più sfrontato (e di dare a Lookman ciò che sarebbe stato di Lookman), Xabi Alonso ha dimostrato in partenza di avere un filo di paura, mettendo la squadra più cauta possibile (Frimpong avanzato, Stanisic a coprirlo, Boniface e Schick in panchina) salvo rinnegarla nell’intervallo, quando della paura non sapeva più che farsene e quando ormai era troppo tardi. A quel punto è cominciata una partita più normale, meno splendida, più spessa di curate attenzioni, piena di attese e consapevolezze. L’Atalanta non ha mai scelto di difendersi ma quando lo ha fatto l’ha fatto bene, chi è entrato (Scalvini specialmente: il monumentale Kolasinac si era arreso un attimo prima che cominciasse la ripresa) non ha fatto peggio di chi è uscito, Ederson ha giocato dal primo all’ultimo per due o anche per tre. Poi il cielo d’Irlanda è finalmente diventato nero, si sono accesi i fuochi e i tre capitani materiali e morali – De Roon, Djimsiti e Toloi – hanno alzato la coppa, unici a battere gli imbattibili.
Il tabellino di Atalanta-Bayer Leverkusen
Atalanta (3-4-3) Musso – Djimsiti, Hien, Kolasinac (1’ st Scalvini) – Zappacosta (39’ st Hateboer), Koopmeiners, Ederson, Ruggeri (46’ st Toloi) – De Ketelaere (12’ st Pasalic), Scamacca (39’ st Touré), Lookman. All. Gasperini.
Bayer Leverkusen (3-4-3) Kovar – Tapsoba, Tah, Hincapie – Stanisic (1’ st Boniface), Xhaka, Palacios (24’ st Andrich), Grimaldo (24’ st Hlozek) – Frimpong (36’ st Tella), Adli, Wirtz (36’ st Schick). All. Xabi Alonso.
Arbitro: Kovacs (Rom).
Reti: 12’ pt e 26’ pt e 29’ st Lookman
Note: ammoniti Djimsiti, Wirtz, Scamacca, Zappacosta, Tapsoba, Koopmeiners, Andrich. Spettatori 46 mila circa.