Hermoso: “Nessun chiarimento dopo le offese di Folorunsho, il calcio italiano dovrebbe intervenire”
di Niccolò MaurelliLa Roma ha una “difficoltà strutturale”. Parola di Gian Piero Gasperini. Alla vigilia della sesta giornata di Europa League, il tecnico giallorosso torna sul problema realizzativo: mancano i gol. In casa del Celtic (giovedì ore 21) serve uno sprint. Perché “non siamo mai stati prolifici, per tutto l’anno”. In sintesi, non si può sbagliare. Non ora, quando “i punti cominciano a pesare”. Quindicesima nella classifica unica, la Roma non è ancora certa della qualificazione alla fase successiva della competizione. Pretende un atteggiamento diverso, Gasperini. Non tanto dal punto di vista fisico. “Perché sotto questo profilo, non si può certo parlare di stanchezza. La squadra regge bene. Ma la stanchezza può essere anche mentale, nervosa”.
Gli attaccanti hanno funzi…
La Roma ha una “difficoltà strutturale”. Parola di Gian Piero Gasperini. Alla vigilia della sesta giornata di Europa League, il tecnico giallorosso torna sul problema realizzativo: mancano i gol. In casa del Celtic (giovedì ore 21) serve uno sprint. Perché “non siamo mai stati prolifici, per tutto l’anno”. In sintesi, non si può sbagliare. Non ora, quando “i punti cominciano a pesare”. Quindicesima nella classifica unica, la Roma non è ancora certa della qualificazione alla fase successiva della competizione. Pretende un atteggiamento diverso, Gasperini. Non tanto dal punto di vista fisico. “Perché sotto questo profilo, non si può certo parlare di stanchezza. La squadra regge bene. Ma la stanchezza può essere anche mentale, nervosa”.
Gli attaccanti hanno funzionato in ‘modo alterno’
Ecco allora dove bisogna cambiare. I nervi vanno risaldati, proprio come il feeling con il gol. Difficile, per un “attacco con defezioni, anche lunghe”. Pesa lo stop di Artem Dovbyk. Lì davanti hanno giocato praticamente tutti, ma in pochi hanno convinto. È quello che fa intendere il tecnico quando menziona “Ferguson, Dybala e Baldanzi”. Tra loro, Tommaso “è quello che ha fatto meglio”. Gli altri hanno funzionato “in modo alterno”, sentenzia. Dybala viene da una settimana complicata, ma “può giocare novanta minuti”. L’influenza è “un contrattempo momentaneo, che ha superato, visto che si allena da mesi”. Ma in attacco farebbero comodo i gol dei centravanti. Senza Dovbyk, la responsabilità cade su Ferguson, che però ha deluso. Almeno finora. “Non ci sono antipatie o simpatie, ci sono le prestazioni”, dice l’allenatore quando parla dell’irlandese. “Ferguson ha avuto tante opportunità”.
Ferguson da aspettare, è giovane
Gasp si chiede pure se “lo dobbiamo aspettare?”, salvo poi rispondersi da solo: “Certo, è giovane”. Ma il senso è chiaro: in quel ruolo servono certezze. Quelle che – a tratti – ha fornito la difesa. Hermoso è uno dei suoi “leader, un esempio perfetto”. Durante la conferenza stampa, c’è lo spagnolo di fianco al tecnico. È l’occasione per tornare sull'episodio più discusso nella trasferta di Cagliari: lo scontro verbale con Folorunsho, che ha riempito il romanista di insulti. “Non ho avuto modo di confrontarmi con lui”, dice Hermoso. “La materia è sensibile. Non spetta a me commentare quello che è successo, perché si commenta da solo. La Lega dovrebbe decidere fino a che punto determinati atteggiamenti siano accettabili".
Hermoso e il caso Folorunsho
Chiusa questa parentesi, Hermoso parla del suo rapporto con Gasperini. Splendido. “Ero fuori dal progetto, ma grazie a lui ho ritrovato il piacere di giocare. Mi ha valorizzato. Siamo persone simili”. Il tecnico sorride, apprezza. Fa intendere che lo spagnolo rientra nella categoria dei fedelissimi. Per la trasferta scozzese il tecnico prepara delle novità: “Voglio dare spazio a Pisilli”. Mentre regna l’incertezza sulla questione coppa d’Africa. El Aynaoui e Ndicka dovrebbero partire il 15 dicembre, proprio quando la Roma sfida il Como. “Non so ancora se li avrò con me”, conclude Gasperini.