La Juve non si sblocca, Woltemade la salva su rigore: 2-2 con il Rennes
di Emanuele GambaTORINO - La crisi della Juve non è nel risultato, dato che il 2-2 contro il Rennes poco sposta nella prospettiva della classifica di Europa League, ma nel modo in cui l’ha ottenuto, prima lasciandosi sopraffare dal nervosismo e poi reagendo di nervi, ma mai aggrappandosi a concetti di gioco stabili, funzionali.
Il gol di Celik illude
C’è stata una sola giocata di livello (Woltemade-Celik per l’1-0), poi solo confusione e buona volontà, paura e fretta, che sono almeno serviti a limitare i danni e a tramutare i fischi in applausi che potremmo definire di incoraggiamento, come quando ci si congratula con l’allievo disastroso che ne ha fatta finalmente mezza giusta.
TORINO - La crisi della Juve non è nel risultato, dato che il 2-2 contro il Rennes poco sposta nella prospettiva della classifica di Europa League, ma nel modo in cui l’ha ottenuto, prima lasciandosi sopraffare dal nervosismo e poi reagendo di nervi, ma mai aggrappandosi a concetti di gioco stabili, funzionali.
Il gol di Celik illude
C’è stata una sola giocata di livello (Woltemade-Celik per l’1-0), poi solo confusione e buona volontà, paura e fretta, che sono almeno serviti a limitare i danni e a tramutare i fischi in applausi che potremmo definire di incoraggiamento, come quando ci si congratula con l’allievo disastroso che ne ha fatta finalmente mezza giusta.
La Juve si distrae, il Rennes pareggia
Eppure la Juve era partita benissimo e sembrava che il suo destino potesse essere in discesa: gran bella verticalizzazione di Woltemade per Celik e diagonale implacabile del terzino turco. Avrebbe potuto essere la svolta: un gol rasserenante, un modulo più cauto, un avversario non particolarmente agguerrito. E invece. Invece la Juve ha incassato il pareggio nella prima azione francese, distinguendosi per il modo in cui Cambiaso e Gatti non hanno marcato l’americano Reynolds (sponda di testa) e il giordano Al-Tamari (girata pronta). I bianconeri hanno accusato il colpo, ma hanno fatto ancora in tempo a sfiorare il vantaggio con Gatti e McKennie, neutralizzati da due grandi parate di Samba.
Gatti nervoso e dannoso
Nel frattempo, però, nella squadra montava il nervosismo e la Juve ha cominciato a giocare in maniera scomposta, disordinata, spaventata. Un buon esempio di quello che i bianconeri sono è Gatti, che da difensore puro è un colabrodo e quindi prova a rendersi utile andando a fare confusamente il centravanti, senonché si lascia spesso tradire da quello che molti chiamano carattere: al 19’ si è preso un’ammonizione (e gli è anche andata bene) per un inutile pugno a freddo nella schiena di Samba.
Dia porta avanti il Rennes
Il Rennes, che ha una difesa tutt’altro che ermetica ma che a pallone sa giocare, ha cominciato a prendere in mano la situazione, nonostante l’assenza del suo giocatore migliore (il centravanti Lepaul, capocannoniere della Ligue 1) e trascinato dall’esterno sinistro Nagida, 21enne del Camerun, che ci ha provato da tutte le parti fino a trovare, sulla sua conclusione meno insidiosa, la grottesca “parata” di Douglas Luiz, che si è tuffato e ha respinto con le mani un tiro che sarebbe finito fuori. Dal dischetto ha trasformato l’ex laziale Dia e la Juve è inevitabilmente andata in tilt, davanti a tifosi fischianti e a Spalletti impietrito, mentre il Rennes mandava all’aria diversi contropiede.
La mossa di Spalletti, dentro Nico Gonzalez
Lucio ha però usato l’intervallo per calmare la tensione dei suoi, togliere l’acciaccato Celik (dolore a una coscia) e poi incidere con un cambio che ha in effetti cambiato le cose, perché Nico Gonzalez, sistemato alle spalle di Kolo Muani e Woltemade, ha dato una scossa e soprattutto aggiunto l’energia emotiva che non c’era. L’argentino ha agitato le acque e conquistato il rigore del 2-2, con un colpo di testa che è andato a sbattere sul braccio dell’ex romanista Reynolds. Woltemade si è fatto dare il pallone da Kolo Muani (disastroso) prendendosi la responsabilità di un tiro pesantissimo, che non ha sbagliato, trasformandosi nel nuovo leader di questa sfarinata: sono stati i suoi spunti, a tratti persino rabbiosi, a tenere viva la Juve, che ha anche sognato il sorpasso, ma il sinistro in mischia di Lucumì è stato smascherato dal Var, che ha pescato il colombiano in fuorigioco. In questi casi si dice: va bene così, poteva andar peggio.
Juventus-Rennes 2-2 (1-2)
Juventus (3-5-2) Vicario 6.5 – Gatti 4 (15’ st Nico Gonzalez 6.5), Bremer 5, Kelly 5 (35’ st Lucumì sv) – Celik 6 (1’ st Kalulu 6), McKennie 6, Douglas Luiz 5, Koopmeiners 5, Cambiaso 5 (46’ st Alajbegovic sv) – Kolo Muani 4.5 (35’ st Boga sv), Woltemade 7.5. All. Spalletti 6.
Rennes (3-5-2) Samba 7 – Aït Boudial 5, Creeswell 5.5, Rouault 5 – Reynolds 5, Thomasson 6 (36’ st Szymanski sv), Rongier 6.5, Camara 6, Nagida 7.5 – Dia 6 (36’ st Soumaré sv), Al-Taamari 7 (36’ st Mayenda sv). All. Haise 6.5.
Arbitro: Krogh (Dan).
Reti: 5’ pt Celik, 15’ pt Al-Taamari, 43’ pt Dia (rig.), 22’ st Woltemade (rig.)
Note: ammoniti Gatti, Aït Boudial.
Spettatori 41.554.