LONDRA - Mario Balotelli farà i suoi errori anche a 30 anni. La previsione è di Roberto Mancini, che conosce bene il centravanti rossonero, per averlo lanciato e allenato a lungo (prima all'Inter, poi a Manchester), salvo lasciarlo partire a gennaio dopo l'ennesimo litigio. "Insieme io e Mario abbiamo vinto tanti trofei, c'è stato sempre nelle vittorie - premette il tecnico del City in un'intervista a Sky Sport 24 -. E' migliorato, ma non penso che possa cambiare del tutto. I suoi errori li farà sempre, anche quando avrà 30 anni, ma questo è normale, l'importante è che capisca che deve dare sempre il massimo in campo". Proprio il Mancio è quello che più di tutti ha difeso e coperto il suo pupillo, prima di una furiosa lite in allenamento che ha sancito la rottura con l'Inghilterra. Anche se oggi, l'interessato tende a sminuire l'episodio, immortalato anche dai tabloid. "Tra me e lui non c'è stato niente - assicura Mancini in un'intervista rilasciata a Sky Sport 24 -, ha fatto un fallo su un suo compagno durante una partitella che stavo giocando anch'io e l'ho mandato via, ma non c'è stato nulla nonostante le foto".
JUVE MODELLO PRIMO LIPPI - Supermario non è l'unico protagonista del calcio nostrano, al centro delle analisi del Mancio. Luci puntate sulla capolita Juventus e sul tuo tecnico. "Credo che Conte abbia dato una nuova mentalità, - è il giudizio del tecnico del City - è una squadra che gioca sempre al massimo, una squadra solida. Assomiglia alla prima Juve di Lippi, sta facendo un ottimo lavoro". Un lavoro che potrebbe portarla lontano anche in Champions, dopo il passaggio ai quarti. "In Europa è tutto aperto - ha continuato Mancini -. In due gare passa anche la squadra che non è più forte, nessuno pensava che il Milan battesse il Barcellona, basta vedere il Chelsea l'anno scorso, dopo il 3-1 del Napoli nessuno pensava potesse arrivare in finale e vincere, la Champions è una competizione particolare".
"CON LA ROMA NON C'E' STATO NIENTE" - Conclusione sul proprio futuro professionale. "Panchina della Roma? Prima di tutto non c'è mai stato niente, questo è da chiarire - precisa il tecnico jesino che comunque non avrebbe remore nonostante i trascorsi laziali -. Io sono un professionista, il giorno che verrò via di qua e deciderò di tornare in Italia, se ci sarà una squadra che mi farà un'offerta... Quando uno fa questo lavoro cambia squadra. Non si può stare sempre nella stessa".
JUVE MODELLO PRIMO LIPPI - Supermario non è l'unico protagonista del calcio nostrano, al centro delle analisi del Mancio. Luci puntate sulla capolita Juventus e sul tuo tecnico. "Credo che Conte abbia dato una nuova mentalità, - è il giudizio del tecnico del City - è una squadra che gioca sempre al massimo, una squadra solida. Assomiglia alla prima Juve di Lippi, sta facendo un ottimo lavoro". Un lavoro che potrebbe portarla lontano anche in Champions, dopo il passaggio ai quarti. "In Europa è tutto aperto - ha continuato Mancini -. In due gare passa anche la squadra che non è più forte, nessuno pensava che il Milan battesse il Barcellona, basta vedere il Chelsea l'anno scorso, dopo il 3-1 del Napoli nessuno pensava potesse arrivare in finale e vincere, la Champions è una competizione particolare".
"CON LA ROMA NON C'E' STATO NIENTE" - Conclusione sul proprio futuro professionale. "Panchina della Roma? Prima di tutto non c'è mai stato niente, questo è da chiarire - precisa il tecnico jesino che comunque non avrebbe remore nonostante i trascorsi laziali -. Io sono un professionista, il giorno che verrò via di qua e deciderò di tornare in Italia, se ci sarà una squadra che mi farà un'offerta... Quando uno fa questo lavoro cambia squadra. Non si può stare sempre nella stessa".