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Mourinho, modestia sospetta. "Punta solo alla panchina di Ferguson"

L'espulsione di Nani, forse decisiva per la qualificazione del Real con lo United, è stata accolta con apparente distacco dal portoghese ("Hanno perso i migliori"). Ciò, secondo la stampa inglese, per non turbare la suscettibilità dello scozzese, che quando smetterà di allenare potrebbe indicarlo come suo successore. Mercato: Rooney verso la cessione
dal corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

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LONDRA - Josè Mourinho ne ha fatta un'altra delle sue. Però un po' diversa dal solito. Invece di attaccare gli arbitri, la squadra rivale, il destino, l'allenatore del real Madrid ha fatto tutto il contrario: ha dato ragione ai suoi avversari. Le sue dichiarazioni dopo la gara di ritorno contro il Manchester United suscitano oggi qualche ironia sulla stampa inglese. E' vero che la partita è stata influenzata da una controversa decisione del direttore di gara, l'espulsione di Nani all'11 della ripresa, quando i padroni di casa stavano vincendo 1-0 e il loro mitico coach Alex Ferguson cominciava a pregustare la qualificazione ai quarti di finale, e forse anche già sognava la finale di Wembley e un giro di campo alla fine con la Champions in mano. Ma il modo in cui Mou ha riconosciuto l'importanza dell'episodio è apparso esagerato perfino alla stampa locale. "Hanno perso i migliori", ha detto lo "Speciale", come lo chiamavano quando era sulla panchina del Chelsea. "Se avessimo giocato tutti i 90 minuti 11 contro 11, non avremmo vinto". Non sembrava neanche contento. Insomma, non sembrava lui.

E invece era sempre lui, un allenatore che, se non è sempre speciale, è sicuramente furbissimo, commentano ora i cronisti inglesi. Mourinho sembrava tanto dimesso, afferma per esempio il Guardian di Londra, per una sola ragione: voleva farsi benvolere da Ferguson, che ha preso talmente male l'espulsione di Nani da non essere neanche andato alla conferenza stampa dopo la partita, mandando al suo posto il suo vice. I rapporti tra sir Alex e Josè sono buoni, il portoghese gli porta sempre in dono una bottiglia di gran vino quando va a trovarlo, si fa per dire, all'Old Trafford. E gli ha dato anche qualche consiglio dietro le quinte, quando i Red Devils hanno dovuto affrontare il Barcellona. A fine gara, martedì sera, Mourinho ha non solo abbracciato Ferguson, gli ha fatto perfino un'amorevole carezza: ancora un po' e se lo sarebbe baciato.

Ma non è che sia innamorato del burbero scozzese. Al di là del rispetto che prova, come tutti, per un allenatore entrato nella leggenda, il vero scopo dell'atteggiamento di Mou è un altro, perlomeno secondo la maliziosa stampa inglese: ottenere il suo posto. Josè sa benissimo che, quando Ferguson un giorno si ritirerà (e il giorno non può essere tanto lontano, tenuto conto che ha 71 anni - potrebbe anche arrivare alla fine dell'attuale stagione, da celebrare con un titolo di Premier pressoché sicuro), sarà Sir Alex a decidere il nome del proprio successore o come minimo ad avere una pesante voce in capitolo. Perciò ha per lui sempre parole di elogio. Per questo gli porta il vino in omaggio. E per la stessa ragione ha cercato di consolarlo per la sconfitta dell'altra sera, al punto da affermare che la vittoria del Real è stata immeritata.

Un commento che a qualcuno appare un po' ipocrita. Roy Keane, ex-simbolo del Manchester United, era tra i commentatori della partita trasmessa dalla rete privata britannica Itv. E mentre molti si sono lamentati dell'espulsione di Nani, lui è stato di parere contrario: "Un giocatore non deve fare mai nulla che possa metterlo a rischio di espulsione, specie in una partita così importante. L'arbitro può avere esagerato, ma il primo errore lo ha commesso Nani". E vari giornali, tra cui il Daily Mirror, notano che non si può dare l'esclusiva colpa della sconfitta dello United al cartellino rosso a Nani. Tante squadre hanno superato un turno di Champions pur restando in 10 (tra le ultime il Chelsea, dopo l'espulsione di Terry, contro il Barcellona, nella semifinale della scorsa stagione). I Diavoli Rossi non hanno perso il portiere o un uomo cruciale. Potevano chiudersi in difesa. Potevano cambiare qualcosa in campo. Invece a cambiare è stato, prontissimo, Mourinho, facendo entrare Modric, che ha segnato quasi subito, seguito a ruota da Ronaldo. Il primo, nota Keane, un tiro imparabile. Il secondo, un errore della difesa di casa. E beccare due gol in cinque minuti è un problema su cui Ferguson dovrebbe riflettere, anziché prendersela soltanto con l'arbitro. Tutto questo Mourinho lo sa perfettamente. Ma ha preferito fare finta di non saperlo, nella speranza di arrivare un giorno sulla panchina di sir Alex. Di diventarne l'erede.

A parte questi giochetti, tuttavia, una conseguenza quasi certa dell'eliminazione del Manchester United è che Wayne Rooney sarà messo in vendita. Ferguson non lo ha schierato dall'inizio, e forse ha fatto bene, considerato come stava andando la partita. Il centravanti comunque non segnava in Champions da mesi. E non ha preso bene l'esclusione. Secondo le indiscrezioni il rapporto tra allenatore e giocatore non si è più ripreso dopo che due anni fa Wayne minacciò di non rinnovare il contratto e andarsene. All'epoca, Ferguson fece pace con Rooney, dopo avergli fatto una ramanzina. Ma la decisione di acquistare Van Persie dall'Arsenal, l'estate scorsa, è apparsa a molti un brutto segno per Wayne: come se il club puntasse su un altro goleador, migliore di lui. Ora i tabloid scrivono che in estate Rooney sarà ceduto, a un prezzo tra 20 e 30 milioni di sterline. Forse andrà al Paris St Germain. Come è già capitato a Beckham, un'altra stella dei Red Devils si prepara a fare le valige. L'unico che resta sempre è Ferguson. Chissà se sarà Mourinho, alla fine, a rimpiazzarlo.
 
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