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Brasile, morte ex amante: Bruno condannato a 22 anni

L'ex portiere del Flamengo condannato per l'omicidio di Eliza Samudio, uccisa e fatta a pezzi nel 2010. Rischiava fino a 41 anni, sconto per aver confessato il crimine

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RIO DE JANEIRO - Bruno Fernandes, ex portiere del Flamengo, è stato condannato a 22 anni e 3 mesi di carcere per la morte dell'ex amante Eliza Samudio. Al giocatore sono stati comminati 17 anni e sei mesi per l'omicidio, tre anni e tre mesi per il sequestro di Bruninho, il figlio avuto dalla donna e che si rifiutava di riconoscere, e un anno e sei mesi per occultamento di cadavere. Bruno, definito dalla giustizia brasiliana una persona "fredda, violenta e falsa", è stato riconosciuto mandante dell'omicidio avvenuto nel giugno del 2010. L'ex giocatore del Flamengo, che in base alle accuse rischiava fino a 41 anni di reclusione, ha ottenuto uno sconto della pena per aver "confessato" il crimine.

I FATTI -
Eliza Samudio aveva conosciuto Bruno nel maggio 2009 e rimase incinta di Bruninho, nato nel febbraio dell'anno dopo. La donna aveva già denunciato l'ex portiere per non voler pagare gli alimenti per il figlio e per aver provato, nell'ottobre precedente, a farla abortire contro la sua volontà. Nel giugno 2010 Eliza sparisce e solo durante il dibattimento il 27enne portiere brasiliano ha ammesso di sapere che fine aveva fatto, raccontando che era stata uccisa e fatta a pezzi, con i resti dati in pasto ai suoi rottweillers e in parte murati. Il portiere, in lacrime durante il processo, ha negato però di aver mai ordinato la sua morte e ha puntato il dito contro l'amico Luiz Henrique Romao, che avrebbe assoldato un killer per occuparsi della donna. Romao è stato già condannato a 15 anni di carcere ma secondo gli inquirenti Bruno, assieme ad altre otto persone tra cui la moglie Dayane (assolta) e un ex agente Marcos Santos, avrebbe pianificato il sequestro e l'omicidio di Eliza e avrebbe assistito anche alle torture inflitte dallo stesso Santos alla donna prima di aiutarlo a farla a pezzi.
 
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