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L'Inghilterra stecca e trema, ora la stampa rimpiange Capello

Il pari contro il Montenegro accolto con delusione, la nazionale di Hodgson è seconda nel girone di qualificazione ai prossimi mondiali e non può più sbagliare. Mentre il suo ex allenatore resta imbattuto con la Russia
dal corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

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LONDRA - L'Inghilterra del calcio continua a soffrire. E, forse, comincia a rimpiangere Fabio Capello. L'1-1- in trasferta contro il Montenegro ha lasciato la nazionale dei Tre Leoni al secondo posto nella classifica del suo girone di qualificazione per i Mondiali del prossimo anno in Brasile, due punti dietro appunto al Montenegro. Poco conta che la squadra di Roy Hodgson sia andata in vantaggio con un bel gol di testa di Rooney e abbia dominato il primo tempo: nella ripresa è sparita, permettendo agli ospiti di pareggiare al 77'. La prima classificata del girone si qualifica automaticamente ai Mondiali. La seconda ha la chance di qualificarsi lo stesso, ma deve giocare i playoff contro altre seconde qualificate degli altri gironi. "Abbiamo ancora il nostro destino nelle nostre mani", si consola l'allenatore, sottolineando che l'Inghilterra deve ancora giocare quattro partite, di cui tre in casa (contro Moldova, Montenegro e Polonia) e una sola fuori (contro l'Ucraina). Ma ora deve vincerle tutte o quasi, per non correre il rischio di finire alle spalle dei montenegrini. E deve pure temere brutti scherzi dalle sue dirette inseguitrici, Polonia e Ucraina, entrambe a quattro punti di distanza, in grado di ridurre il distacco se battono l'Inghilterra nell'incontro diretto.

Se anche alla fine gli inglesi ce la faranno a conquistare il primato del girone, psicologicamente non sono messi bene. Il Montenegro, se vince la sua prossima gara in casa contro l'Ucraina in giugno, potrebbe trovarsi con cinque punti di vantaggio su Rooney e compagni. E l'idea di competere fino all'ultima con una squadra simile per la vittoria del girone, diciamo la verità, non era esattamente nei sogni e nelle aspettative dei tifosi inglesi. I quali hanno avuto modo di vedere l'altra sera, perlomeno in televisione, la Russia andare vicina a battere per la prima volta il Brasile allo Stamford Bridge, sia pure in amichevole: i verdeoro hanno pareggiato soltanto al 90'. Al termine della gara, Capello era pimpante più che mai, soddisfatto della prestazione dei suoi, imbattuti da quando li allena lui, e fiducioso di portarli, come minimo, ai Mondiali.

La stampa inglese, che dopo un amore iniziale lo aveva preso in antipatia, lo ha trattato meglio stavolta, forse ricordandosi che almeno, sotto la sua guida, la qualificazione dell'Inghilterra ai Mondiali ebbe un cammino più facile di adesso: tanto da suscitare grandi speranze per il Sud Africa, puntualmente deluse. Viene in mente quello che scrisse un tabloid quando fu annunciato Capello come allenatore: "Se non torniamo a vincere il Mondiali con lui, non lo vinceremo mai più". Bè, non lo hanno vinto con Capello. Ma sembra difficile che lo vinceranno con Hodgson, se non riescono nemmeno a battere il Montenegro.
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