SUNDERLAND - Sarà un derby infuocato. Iniziato già da una settimana per le tifoserie, con i supporters dei Magpies pronti ad accoglierlo con il saluto romano, Paolo Di Canio non si cura delle polemiche che il suo arrivo in Premier ha scatenato ed è convinto che il suo Sunderland riuscirà a salvarsi nonostante l'esordio con sconfitta in casa del Chelsea e la stracittadina alle porte. "Non sono preoccupato - assicura il tecnico dei Black Cats -. Qui non si tratta di provare o sperare, ma di fare. Se non funziona, Di Canio è un asino, ciao ciao. Ma sono sicuro che Di Canio è uno stallone".
DI CANIO VEDE OLTRE LA SALVEZZA - Il tecnico italiano è convinto che i suoi ragazzi giocheranno in Premier League anche la prossima stagione e prevede che il Sunderland possa presto sovrastare il Newcastle. "In futuro assolutamente - assicura Di Canio -. Prima dobbiamo raggiungere la salvezza, poi - non in una settimana o in un mese - ci serviranno una-due stagioni. Il Newcastle è un grandissimo club, ma lo è anche il Sunderland. Il problema è che non è stato gestito nel modo giusto. Ci sono 40-50 mila spettatori a ogni partita, sono stati spesi dei soldi e non è accettabile essere dove siamo. Con la giusta organizzazione, i giusti programmi e la giusta politica in futuro, le cose cambieranno. Vogliamo lottare per qualcosa di diverso dall'evitare la retrocessione".
DI CANIO VEDE OLTRE LA SALVEZZA - Il tecnico italiano è convinto che i suoi ragazzi giocheranno in Premier League anche la prossima stagione e prevede che il Sunderland possa presto sovrastare il Newcastle. "In futuro assolutamente - assicura Di Canio -. Prima dobbiamo raggiungere la salvezza, poi - non in una settimana o in un mese - ci serviranno una-due stagioni. Il Newcastle è un grandissimo club, ma lo è anche il Sunderland. Il problema è che non è stato gestito nel modo giusto. Ci sono 40-50 mila spettatori a ogni partita, sono stati spesi dei soldi e non è accettabile essere dove siamo. Con la giusta organizzazione, i giusti programmi e la giusta politica in futuro, le cose cambieranno. Vogliamo lottare per qualcosa di diverso dall'evitare la retrocessione".