BARCELLONA - Se sarà un colpo di mercato storico, il colpo del terzo millennio, lo potrà dire solo il campo. Ma le premesse ci sono tutte. Nella prossima stagione il Barça ripartirà da una coppia da favola, quella che nessun club al mondo è mai riuscito ad avere: Messi & Neymar. E' un po' come dire Maradona & Pelé, i due fuoriclasse che da sempre si contendono il titolo di migliore calciatore di tutti i tempi, accoppiati per giunta nella fase cruciale delle rispettive carriere: Neymar ha compiuto 21 anni a febbraio, Messi ne compirà 26 a giugno.
E' innegabile che questa miscela più che mai esplosiva tra Brasile e Argentina faccia pensare proprio a Pelé e Maradona. E' a loro, d'altronde, che il quattro volte Pallone d'oro argentino e il suo rivale brasiliano vengono più frequentemente paragonati, anche se Neymar, per il momento, ha ancora una grande carriera da costruire e in comune con Pelé ha soprattutto il club di appartenenza, il Santos. La vetrina del Barcellona gli offrirà l'occasione di dimostrarsi all'altezza dell'impegnativo confronto.
NEYMAR NON SMENTISCE PIU' - La notizia del perfezionamento dell'affare col Santos è filtrata senza più cautele, a poche ore dal ritorno della semifinale di Champions al Camp Nou, in cui il Barcellona tenterà la rimonta più difficile della storia, dopo il 4-0 incassato dal Bayern nell'andata all'Allianz Arena di Monaco di Baviera. Lo stesso Neymar ha del resto smesso di negare l'imminente trasferimento in Catalogna, rispondendo qualche ora fa in Brasile in maniera appena diplomatica alla domanda diretta sul Barcellona. "Non si mai che cosa potrà succedere domani". Succederà, appunto, che il Santos lo cederà al Barça per una cifra altissima, sulla quale l'intenzione dei due club è di tenere il segreto fino all'annuncio ufficiale, e che la stella della Seleçao di Scolari anticiperà a luglio, dopo la Confederations Cup, il suo approdo in Europa. Nei piani originari della Cbf, la federazione brasiliana, il trasferimento avrebbe dovuto essere posticipato al 2014, dopo il Mondiale di casa.
100 MILIONI DA INVESTIRE - Ma il presidente del Barcellona Rosell, che in Brasile ha lavorato per anni, è riuscito ad accelerare i tempi, per battere la concorrenza. Gli scricchiolii della squadra in questa Champions League, dove ha rischiato concretamente l'eliminazione prima negli ottavi col Milan e poi nei quarti col Psg, lo hanno convinto assieme allo staff della necessità di procedere subito al rinnovamento, indipendentemente dall'esito della semifinale col Bayern. Il club ha 100 milioni da investire e ritiene che sia ormai necessario innestare nuovi campioni nella squadra che ha dominato la scena nell'ultimo quinquennio. Se la filosofia, durante il ciclo di Guardiola, era quella di ingaggiare calciatori in ascesa da integrare (vedi Sanchez) in un sistema di gioco ormai leggendario, la Champions ha detto inequivocabilmente che il loro livello internazionale deve essere subito massimo.
DERBY PER LEWANDOWSKI - Così ora il Barcellona ha anche un altro obiettivo malcelato: soffiare al Real Madrid la rivelazione del torneo, il centravanti del Borussia Dortmund Lewandowski, sul quale Florentino Perez ha da tempo messo gli occhi. Il perenne derby tra le due regine di Spagna vive già una nuova tappa. La Germania, con Borussia e Bayern, ha smascherato i loro punti deboli e le ha indotte a correre ai ripari. Così il Barça progetta il tridente Messi-Neymar-Lewandowski, ma il Real medita il tandem Lewandowski-Cristiano Ronaldo, ora che il campione portoghese, reduce dalla delusione della mancata finale di Wembley, ha svincolato ufficialmente il proprio destino da quello di Mourinho. Se l'allenatore del triplete interista andrà al Chelsea - facendo posto ad Ancelotti a Madrid - come ha lasciato intendere qualche minuto dopo l'inutile 2-0 del Bernabeu al Borussia ("in Spagna c'è chi mi odia, in Inghilterra mi vogliono bene e c'è un club pronto a prendermi"), Cristiano Ronaldo non lo seguirà. "Non mi interessa quello che farà Mourinho. A me importa del Real e di me stesso".
LA RIVOLUZIONE DI TITO - Il mercato del Barcellona sarà in ogni caso pieno di novità, sia negli arrivi sia nelle partenze. Tito Vilanova, il successore di Guardiola che ne ha raccolto un'eredità anagraficamente logora, ci sta lavorando da due mesi. I vistosi difetti della difesa hanno spinto la dirigenza a puntellare il reparto. Arriverà certamente almeno un centrale, anche se strappare al Psg l'obiettivo numero uno, Thiago Silva (che ovviamente piace anche al Real), sembra una vera impresa. Il tedesco Hummels, pilastro del Borussia, non è meno difficile da trattare e il belga Kompany, capitano del Manchester City, ha appena dichiarato di volere restare in Inghilterra. Le trattative più avviate, perché sono le più urgenti, riguardano il portiere. La rottura tra Valdes e il Barça, per il mancato rinnovo del contratto del numero 1 cresciuto nella cantera, ha infatti reso indispensabile la ricerca immediata di un sostituto, individuato in una rosa inizialmente larga, che ormai pare ristretta a Guaita del Valencia e a Reina del Liverpool, terzo portiere della nazionale campione del mondo. Che in Catalogna non sia più il tempo della nostalgia lo rivelano del resto i nomi dei molti potenziali partenti: Fabregas, che dovrebbe tornare all'Arsenal, Villa, lo stesso Sanchez e Montoya, accostato sempre più insistentemente all'Inter. Pure Sanchez piace all'Inter, ma anche alla Juventus: il suo ritorno in Italia è dunque probabile, però l'offerta dovrà essere congrua. Dalle cessioni illustri il Barcellona intende ricavare i soldi per la quinta pedina da mettere a disposizione di Vilanova: un giovane centrocampista di acclarato livello internazionale e di grande eclettismo tattico, per sostituire Fabregas e dare il cambio a Xavi, Iniesta e Busquets.
IL NEMICO SE NE VA - Intanto l'addio di Mourinho alla Spagna è quanto meno burrascoso. Dopo avere attaccato i nemici della stampa madrilena ("tra quelli che mi odiano ce n'è anche qualcuno in questa sala stampa"), se l'è presa con l'arbitro inglese Webb, contro il quale ha usato il sarcasmo. "E' una persona buona, perché non se l'è sentita di espellere Hummels e di fargli saltare la finale di Wembley". Gli ha replicato Klopp, l'allenatore del Borussia. "Per i falli che ha commesso Ramos su Lewandowski non sarebbe bastato un cartellino giallo: ce ne sarebbero voluti almeno sette". La stampa catalana ha riportato ogni battibecco di Mourinho con una certa enfasi. Nonostante il leader blaugrana Piqué si sia detto infastidito dall'ossessione per gli scontri dialettici a distanza col Real ("dobbiamo pensare soltanto ai nostri risultati, che sono grandi risultati, e per fortuna mi sembra che la mentalità stia cambiando"), in fondo il caro nemico mancherà a tutti. Anche al Barcellona del rinnovamento.
RUMMENIGGE E IL SOGNO BAYERN - Se il Barcellona programma il futuro, il Bayern Monaco ha già chiaro il suo obiettivo. ''Vogliamo diventare la migliore squadra del mondo'', ha detto alla Bild Karl-Heinz Rummenigge, presidente del club tedesco. ''E' un nostro sogno e abbiamo la possibilità di realizzarlo. Abbiamo vinto la Bundesliga, siamo in finale di Coppa di Germania e se riusciremo ad arrivare a Wembley (dove il 25 maggio si giocherà la finale di Champions League, ndr) avremo la possibilità di realizzare la tripletta. Già oggi siamo al livello dei più grandi club del mondo, l'obiettivo è lavorare per restare al top nei prossimi anni. E abbiamo le qualità per riuscirci''.
E' innegabile che questa miscela più che mai esplosiva tra Brasile e Argentina faccia pensare proprio a Pelé e Maradona. E' a loro, d'altronde, che il quattro volte Pallone d'oro argentino e il suo rivale brasiliano vengono più frequentemente paragonati, anche se Neymar, per il momento, ha ancora una grande carriera da costruire e in comune con Pelé ha soprattutto il club di appartenenza, il Santos. La vetrina del Barcellona gli offrirà l'occasione di dimostrarsi all'altezza dell'impegnativo confronto.
NEYMAR NON SMENTISCE PIU' - La notizia del perfezionamento dell'affare col Santos è filtrata senza più cautele, a poche ore dal ritorno della semifinale di Champions al Camp Nou, in cui il Barcellona tenterà la rimonta più difficile della storia, dopo il 4-0 incassato dal Bayern nell'andata all'Allianz Arena di Monaco di Baviera. Lo stesso Neymar ha del resto smesso di negare l'imminente trasferimento in Catalogna, rispondendo qualche ora fa in Brasile in maniera appena diplomatica alla domanda diretta sul Barcellona. "Non si mai che cosa potrà succedere domani". Succederà, appunto, che il Santos lo cederà al Barça per una cifra altissima, sulla quale l'intenzione dei due club è di tenere il segreto fino all'annuncio ufficiale, e che la stella della Seleçao di Scolari anticiperà a luglio, dopo la Confederations Cup, il suo approdo in Europa. Nei piani originari della Cbf, la federazione brasiliana, il trasferimento avrebbe dovuto essere posticipato al 2014, dopo il Mondiale di casa.
100 MILIONI DA INVESTIRE - Ma il presidente del Barcellona Rosell, che in Brasile ha lavorato per anni, è riuscito ad accelerare i tempi, per battere la concorrenza. Gli scricchiolii della squadra in questa Champions League, dove ha rischiato concretamente l'eliminazione prima negli ottavi col Milan e poi nei quarti col Psg, lo hanno convinto assieme allo staff della necessità di procedere subito al rinnovamento, indipendentemente dall'esito della semifinale col Bayern. Il club ha 100 milioni da investire e ritiene che sia ormai necessario innestare nuovi campioni nella squadra che ha dominato la scena nell'ultimo quinquennio. Se la filosofia, durante il ciclo di Guardiola, era quella di ingaggiare calciatori in ascesa da integrare (vedi Sanchez) in un sistema di gioco ormai leggendario, la Champions ha detto inequivocabilmente che il loro livello internazionale deve essere subito massimo.
DERBY PER LEWANDOWSKI - Così ora il Barcellona ha anche un altro obiettivo malcelato: soffiare al Real Madrid la rivelazione del torneo, il centravanti del Borussia Dortmund Lewandowski, sul quale Florentino Perez ha da tempo messo gli occhi. Il perenne derby tra le due regine di Spagna vive già una nuova tappa. La Germania, con Borussia e Bayern, ha smascherato i loro punti deboli e le ha indotte a correre ai ripari. Così il Barça progetta il tridente Messi-Neymar-Lewandowski, ma il Real medita il tandem Lewandowski-Cristiano Ronaldo, ora che il campione portoghese, reduce dalla delusione della mancata finale di Wembley, ha svincolato ufficialmente il proprio destino da quello di Mourinho. Se l'allenatore del triplete interista andrà al Chelsea - facendo posto ad Ancelotti a Madrid - come ha lasciato intendere qualche minuto dopo l'inutile 2-0 del Bernabeu al Borussia ("in Spagna c'è chi mi odia, in Inghilterra mi vogliono bene e c'è un club pronto a prendermi"), Cristiano Ronaldo non lo seguirà. "Non mi interessa quello che farà Mourinho. A me importa del Real e di me stesso".
LA RIVOLUZIONE DI TITO - Il mercato del Barcellona sarà in ogni caso pieno di novità, sia negli arrivi sia nelle partenze. Tito Vilanova, il successore di Guardiola che ne ha raccolto un'eredità anagraficamente logora, ci sta lavorando da due mesi. I vistosi difetti della difesa hanno spinto la dirigenza a puntellare il reparto. Arriverà certamente almeno un centrale, anche se strappare al Psg l'obiettivo numero uno, Thiago Silva (che ovviamente piace anche al Real), sembra una vera impresa. Il tedesco Hummels, pilastro del Borussia, non è meno difficile da trattare e il belga Kompany, capitano del Manchester City, ha appena dichiarato di volere restare in Inghilterra. Le trattative più avviate, perché sono le più urgenti, riguardano il portiere. La rottura tra Valdes e il Barça, per il mancato rinnovo del contratto del numero 1 cresciuto nella cantera, ha infatti reso indispensabile la ricerca immediata di un sostituto, individuato in una rosa inizialmente larga, che ormai pare ristretta a Guaita del Valencia e a Reina del Liverpool, terzo portiere della nazionale campione del mondo. Che in Catalogna non sia più il tempo della nostalgia lo rivelano del resto i nomi dei molti potenziali partenti: Fabregas, che dovrebbe tornare all'Arsenal, Villa, lo stesso Sanchez e Montoya, accostato sempre più insistentemente all'Inter. Pure Sanchez piace all'Inter, ma anche alla Juventus: il suo ritorno in Italia è dunque probabile, però l'offerta dovrà essere congrua. Dalle cessioni illustri il Barcellona intende ricavare i soldi per la quinta pedina da mettere a disposizione di Vilanova: un giovane centrocampista di acclarato livello internazionale e di grande eclettismo tattico, per sostituire Fabregas e dare il cambio a Xavi, Iniesta e Busquets.
IL NEMICO SE NE VA - Intanto l'addio di Mourinho alla Spagna è quanto meno burrascoso. Dopo avere attaccato i nemici della stampa madrilena ("tra quelli che mi odiano ce n'è anche qualcuno in questa sala stampa"), se l'è presa con l'arbitro inglese Webb, contro il quale ha usato il sarcasmo. "E' una persona buona, perché non se l'è sentita di espellere Hummels e di fargli saltare la finale di Wembley". Gli ha replicato Klopp, l'allenatore del Borussia. "Per i falli che ha commesso Ramos su Lewandowski non sarebbe bastato un cartellino giallo: ce ne sarebbero voluti almeno sette". La stampa catalana ha riportato ogni battibecco di Mourinho con una certa enfasi. Nonostante il leader blaugrana Piqué si sia detto infastidito dall'ossessione per gli scontri dialettici a distanza col Real ("dobbiamo pensare soltanto ai nostri risultati, che sono grandi risultati, e per fortuna mi sembra che la mentalità stia cambiando"), in fondo il caro nemico mancherà a tutti. Anche al Barcellona del rinnovamento.
RUMMENIGGE E IL SOGNO BAYERN - Se il Barcellona programma il futuro, il Bayern Monaco ha già chiaro il suo obiettivo. ''Vogliamo diventare la migliore squadra del mondo'', ha detto alla Bild Karl-Heinz Rummenigge, presidente del club tedesco. ''E' un nostro sogno e abbiamo la possibilità di realizzarlo. Abbiamo vinto la Bundesliga, siamo in finale di Coppa di Germania e se riusciremo ad arrivare a Wembley (dove il 25 maggio si giocherà la finale di Champions League, ndr) avremo la possibilità di realizzare la tripletta. Già oggi siamo al livello dei più grandi club del mondo, l'obiettivo è lavorare per restare al top nei prossimi anni. E abbiamo le qualità per riuscirci''.