BUENOS AIRES - Un tour di incontri e conferenze in giro per il mondo prima di mettersi al timone del Bayern Monaco e iniziare una nuova avventura sportiva. Dopo la Colombia Josep Guardiola si è trasferito in Argentina, suscitando grande interesse, non solo fra gli addetti ai lavori, ma anche tra i più giovani. Anzi, proprio sollecitato dalle domande dei tanti bambini delle scuole primarie di Buenos Aires, il tecnico spagnolo è tornato a parlare della sua esperienza in azulgrana.
GUARDIOLA: BARCELLONA TAPPA FANTASTICA MA CHIUSA" - "Barcellona è una tappa chiusa. Uno diventa adulto. E' stata una fantastica tappa nella mia vita, ma è finita", ha detto Guardiola rispondendo alla domanda di un bimbo che gli aveva chiesto se sarebbe tornato a guidare il Barca, durante un incontro organizzato dal governo locale ne 'La Usina del Arte'. Quando il capo del governo della citta', Mauricio Macri, ha chiesto a Guardiola chi avrebbe vinto il Mondiale di Brasile 2014, l'allenatore ha fornito il suo pronostico: "la Spagna è la prima candidata... e poi ci sono i soliti, Argentina, Brasile, Germania, questi quattro". "E' un orgoglio molto grande avere fatto parte del Barcellona, ma la vita prosegue e bisogna cercare altre sfide - ha aggiunto il tecnico, insistendo sul fatto che sarà difficile tornare a dirigere la squadra catalana -. Non si possono ottenere grandi risultati con persone cattive". E ai bimbi ha confidato che lasciando il Barcellona ha sentito "una grande tranquillità".
"NON POTREI MAI ALLENARE QUI IN ARGENTINA" - Guardiola si è però astenuto dal parlare del Bayern Monaco, che ha battuto seccamente il Barcellona nelle semifinali di Champions League. "Sarebbe scorretto parlare di quello che posso fare al Bayern che è in piena corsa per vincere la competizione. Quando arriverò li', possiamo cominciare a parlarne - ha detto il catalano che ha anche confessato che sarebbe difficile per lui allenare in Argentina - Credo che non potrei allenare mai qui, è impressionante l'aspettativa che risveglio. Buenos Aires è una città che ti opprime".
"MESSI? E' ANCHE IL MIGLIOR DIFENSORE CHE C'È" - Quindi l'ex timoniere dei blaugrana si è spostato al teatro Gran Rex, dove lo aspettavano 3500 persone, tra invitati e tifosi che avevano acquistato i biglietti, pagati tra i 250 ed i 1200 pesos (tra 35 e 175 euro circa), esauriti già dopo 48 ore dalla messa in vendita. Nella sua lunga conferenza ha parlato di tutto, dal metodo 'Pep' alle sue esperienze da giocatore e tecnico, da dove ha potuto apprendere di piu', oltre che dalla Spagna, "dall'Italia, dal Messico, dal Qatar... dove ho migliorato lo swing". Dietro di lui uno schermo gigante con le immagini dei movimenti del suo Barcellona e di Lionel Messi, a cui ha cambiato anche posizione. "Non mi è costato nulla convincerlo. Ha capito rapidamente. E se lo metti a fare il laterale sinistro, apprende velocemente anche quello. Leo è anche il migliore difensore che c'e'. Marcelo Bielsa mi disse che i buoni e i cattivi li vede chiunque; Messi lo vedeva anche un cieco. Se gli ho insegnato qualcosa? Per favore, per favore... i suoi genitori lo hanno fatto bene così".
GUARDIOLA: BARCELLONA TAPPA FANTASTICA MA CHIUSA" - "Barcellona è una tappa chiusa. Uno diventa adulto. E' stata una fantastica tappa nella mia vita, ma è finita", ha detto Guardiola rispondendo alla domanda di un bimbo che gli aveva chiesto se sarebbe tornato a guidare il Barca, durante un incontro organizzato dal governo locale ne 'La Usina del Arte'. Quando il capo del governo della citta', Mauricio Macri, ha chiesto a Guardiola chi avrebbe vinto il Mondiale di Brasile 2014, l'allenatore ha fornito il suo pronostico: "la Spagna è la prima candidata... e poi ci sono i soliti, Argentina, Brasile, Germania, questi quattro". "E' un orgoglio molto grande avere fatto parte del Barcellona, ma la vita prosegue e bisogna cercare altre sfide - ha aggiunto il tecnico, insistendo sul fatto che sarà difficile tornare a dirigere la squadra catalana -. Non si possono ottenere grandi risultati con persone cattive". E ai bimbi ha confidato che lasciando il Barcellona ha sentito "una grande tranquillità".
"NON POTREI MAI ALLENARE QUI IN ARGENTINA" - Guardiola si è però astenuto dal parlare del Bayern Monaco, che ha battuto seccamente il Barcellona nelle semifinali di Champions League. "Sarebbe scorretto parlare di quello che posso fare al Bayern che è in piena corsa per vincere la competizione. Quando arriverò li', possiamo cominciare a parlarne - ha detto il catalano che ha anche confessato che sarebbe difficile per lui allenare in Argentina - Credo che non potrei allenare mai qui, è impressionante l'aspettativa che risveglio. Buenos Aires è una città che ti opprime".
"MESSI? E' ANCHE IL MIGLIOR DIFENSORE CHE C'È" - Quindi l'ex timoniere dei blaugrana si è spostato al teatro Gran Rex, dove lo aspettavano 3500 persone, tra invitati e tifosi che avevano acquistato i biglietti, pagati tra i 250 ed i 1200 pesos (tra 35 e 175 euro circa), esauriti già dopo 48 ore dalla messa in vendita. Nella sua lunga conferenza ha parlato di tutto, dal metodo 'Pep' alle sue esperienze da giocatore e tecnico, da dove ha potuto apprendere di piu', oltre che dalla Spagna, "dall'Italia, dal Messico, dal Qatar... dove ho migliorato lo swing". Dietro di lui uno schermo gigante con le immagini dei movimenti del suo Barcellona e di Lionel Messi, a cui ha cambiato anche posizione. "Non mi è costato nulla convincerlo. Ha capito rapidamente. E se lo metti a fare il laterale sinistro, apprende velocemente anche quello. Leo è anche il migliore difensore che c'e'. Marcelo Bielsa mi disse che i buoni e i cattivi li vede chiunque; Messi lo vedeva anche un cieco. Se gli ho insegnato qualcosa? Per favore, per favore... i suoi genitori lo hanno fatto bene così".