LONDRA - Lo hanno visto cenare con Roman Abramovich a un tavolo di "La Famiglia", il ristorante italiano a due passi dallo Stamford Bridge, lo stadio del Chelsea, di cui è diventato la mensa ufficiosa. E tanto è bastato a infittire le indiscrezioni: Josè Mourinho avrebbe già raggiunto un accordo per tornare sulla panchina della squadra londinese che ha condotto a due titoli di Premier League. Per ragioni di contratto, scrivono i tabloid della capitale, il portoghese prenderebbe ufficialmente la guida della società soltanto il primo luglio. Ma in realtà parteciperebbe già da ora alle decisioni per riportare i Blues verso l'alto, in campionato e in Europa, dopo una stagione per molti versi deludente.
Paradossalmente, se la notizia è vera, il ritorno di Mou sarebbe stato deciso proprio nel momento di massimo riscatto per Rafa Benitez, lo spagnolo subentrato a Roberto Di Matteo a campionato in corso, contestatissimo dai tifosi, dai media, pare perfino dai giocatori. I suoi risultati erano stati finora deludenti: eliminazione in Champions, eliminazione in Coppa d'Inghilterra, lotta dall'esito ancora in certo per ottenere la qualificazione alla Champions della prossima stagione piazzandosi fra le prime quattro in Premier. Ma ieri sera è giunta finalmente una buona notizia: il suo Chelsea, battendo 3-1 in casa il Basilea, già sconfitto 2-1 all'andata in trasferta, ha superato le semifinali di Europa League e guadagnato l'accesso alla finale, che giocherà ad Amsterdam contro il Benfica. Vincesse anche quella partita, a cui arriva sulla carta come favorito, Benitez potrebbe vantarsi di avere portato almeno un trofeo nella bacheca di Abramovich; e qualcuno in teoria potrebbe chiedersi se ha senso chiudere subito il suo "interim" in panchina o non sarebbe il caso di metterlo alla prova almeno per un altro anno.
Ma l'Europa League non è la Champions: è la coppa europea di serie B. E Benitez chiaramente non è Mourinho: perfino ieri sera, negli ultimi minuti di una gara che il Chelsea dominava, sugli spalti sono partiti cori contro lo spagnolo e slogan che chiedevano Mou al suo posto. "Dico ai nostri tifosi che dovrebbero rispettare me e la squadra per quello che abbiamo fatto", ha dichiarato Rafa dopo la partita. Ma non c'è niente da fare: lui ai tifosi non piace. Non gli perdonano le polemiche, contro il Chelsea guidato proprio da Mourinho, quando allenava il Liverpool ed eliminò un paio di volte in semifinale in circostanze controverse il club di Londra. E non amano il suo carattere, privo del carisma di Mou o della simpatia umana di un Di Matteo, altro beniamino dello stadio, non solo perché è stato capace di vincere la Champions. Insomma, sembra fatta, si parla di 10 milioni di sterline (12 milioni di euro) all'anno per Josè e di pace raggiunta tra lui e Abramovich. Ma con il petroliere russo non si sa mai fino all'ultimo. Per avere la certezza che lo "Special One" tornerà a cenare regolarmente ai tavoli di "La Famiglia", conviene aspettare l'annuncio ufficiale. L'unica cosa di cui a Londra sono tutti sicuri è che il mese prossimo, dopo avere vinto o perso l'Europa League, Rafa Benitez dovrà cercarsi un'altra squadra. Sempre che non l'abbia già trovata: la sicurezza con cui polemizza con fans e società lascia intendere che non teme di restare a lungo disoccupato.
Paradossalmente, se la notizia è vera, il ritorno di Mou sarebbe stato deciso proprio nel momento di massimo riscatto per Rafa Benitez, lo spagnolo subentrato a Roberto Di Matteo a campionato in corso, contestatissimo dai tifosi, dai media, pare perfino dai giocatori. I suoi risultati erano stati finora deludenti: eliminazione in Champions, eliminazione in Coppa d'Inghilterra, lotta dall'esito ancora in certo per ottenere la qualificazione alla Champions della prossima stagione piazzandosi fra le prime quattro in Premier. Ma ieri sera è giunta finalmente una buona notizia: il suo Chelsea, battendo 3-1 in casa il Basilea, già sconfitto 2-1 all'andata in trasferta, ha superato le semifinali di Europa League e guadagnato l'accesso alla finale, che giocherà ad Amsterdam contro il Benfica. Vincesse anche quella partita, a cui arriva sulla carta come favorito, Benitez potrebbe vantarsi di avere portato almeno un trofeo nella bacheca di Abramovich; e qualcuno in teoria potrebbe chiedersi se ha senso chiudere subito il suo "interim" in panchina o non sarebbe il caso di metterlo alla prova almeno per un altro anno.
Ma l'Europa League non è la Champions: è la coppa europea di serie B. E Benitez chiaramente non è Mourinho: perfino ieri sera, negli ultimi minuti di una gara che il Chelsea dominava, sugli spalti sono partiti cori contro lo spagnolo e slogan che chiedevano Mou al suo posto. "Dico ai nostri tifosi che dovrebbero rispettare me e la squadra per quello che abbiamo fatto", ha dichiarato Rafa dopo la partita. Ma non c'è niente da fare: lui ai tifosi non piace. Non gli perdonano le polemiche, contro il Chelsea guidato proprio da Mourinho, quando allenava il Liverpool ed eliminò un paio di volte in semifinale in circostanze controverse il club di Londra. E non amano il suo carattere, privo del carisma di Mou o della simpatia umana di un Di Matteo, altro beniamino dello stadio, non solo perché è stato capace di vincere la Champions. Insomma, sembra fatta, si parla di 10 milioni di sterline (12 milioni di euro) all'anno per Josè e di pace raggiunta tra lui e Abramovich. Ma con il petroliere russo non si sa mai fino all'ultimo. Per avere la certezza che lo "Special One" tornerà a cenare regolarmente ai tavoli di "La Famiglia", conviene aspettare l'annuncio ufficiale. L'unica cosa di cui a Londra sono tutti sicuri è che il mese prossimo, dopo avere vinto o perso l'Europa League, Rafa Benitez dovrà cercarsi un'altra squadra. Sempre che non l'abbia già trovata: la sicurezza con cui polemizza con fans e società lascia intendere che non teme di restare a lungo disoccupato.