MADRID - Josè Mourinho spariglia le carte: "Ho in mente di continuare". Lo Special One agita le acque nel finale di stagione del Real Madrid a 24 ore dall'appello del presidente Florentino Perez, che ha invocato unità e compattezza. Mourinho, che dovrebbe tornare al Chelsea, non ha in apparenza recepito il messaggio e non ha usato nemmeno una dose minima di diplomazia, attaccando tutti. A partire da Casillas: "Finché sarò allenatore del Real Madrid, in condizioni normali giocherà Diego Lopez. Io sono sotto contratto come tecnico, tra i miei compiti c'è la scelta della formazione. Non decido lanciando una moneta: rifletto, discuto, analizzo, studio, vedo partite. E come portiere Diego Lopez mi piace più di Casillas, è semplice. Mi piace un portiere che sa giocare con i piedi, che domina sui palloni alti ed è un fenomeno tra i pali", ha spiegato. "Casillas - ha aggiunto - può fare lo stesso discorso parlando di allenatori e può dire che apprezza di più un tecnico come Del Bosque, come Pellegrini, uno più malleabile".
Dopo aver sistemato Casillas, il tecnico portoghese si è dedicato al difensore suo connazionale Pepe, che aveva difeso il portiere: "E' molto facile analizzare la questione di Pepe - ha risposto Mou - Il suo problema ha un nome e un cognome, Raphael Varane (il giocatore che da mesi ne ha preso il posto in squadra, ndr). Da qui in poi, non c'è storia. Pepe non deve essere molto intelligente: una persona normale come me capisce che parliamo di frustrazione", ha detto. "Non è facile per un uomo di 31 anni lasciare il posto ad un ragazzino di 19. E' un ragazzino fantastico, io ho avuto il coraggio di lanciarlo. E' molto semplice, la vita di Pepe è cambiata".
Il trattamente riservato a Casillas da Mourinho ha fatto parlare anche a Barcellona ed è stato criticato da Andres Iniesta. Lo Special One non ha risparmiato neanche il 'mostro sacro' del calcio spagnolo: "Pensi quello che vuole. Posso solo dirgli che, quando non c'è Messi, la sua squadra è talmente diversa da fare quello che ha fatto nella semifinale di Champions League".
Anche il Real Madrid è uscito dalla Champions in semifinale. Lo Special One deve aggrapparsi alla finale di Coppa del Re per evitare di rimanere a mani vuote quest'anno. "Gli obiettivi di questa stagione erano sempre gli stessi, vincere in ogni competizione. Non ci siamo riusciti: avremmo potuto far meglio, ma anche peggio", ha osservato. "Tutte le grandi d'Europa hanno perso partite in casa, in Champions o in campionato. Noi, nella Liga, non abbiamo mai perso sul nostro campo. Non è troppo importante, non è un titolo. Ma vale comunque la pena di provare a non perdere contro Malaga e Osasuna nelle ultime due giornate della Liga".
Dopo aver sistemato Casillas, il tecnico portoghese si è dedicato al difensore suo connazionale Pepe, che aveva difeso il portiere: "E' molto facile analizzare la questione di Pepe - ha risposto Mou - Il suo problema ha un nome e un cognome, Raphael Varane (il giocatore che da mesi ne ha preso il posto in squadra, ndr). Da qui in poi, non c'è storia. Pepe non deve essere molto intelligente: una persona normale come me capisce che parliamo di frustrazione", ha detto. "Non è facile per un uomo di 31 anni lasciare il posto ad un ragazzino di 19. E' un ragazzino fantastico, io ho avuto il coraggio di lanciarlo. E' molto semplice, la vita di Pepe è cambiata".
Il trattamente riservato a Casillas da Mourinho ha fatto parlare anche a Barcellona ed è stato criticato da Andres Iniesta. Lo Special One non ha risparmiato neanche il 'mostro sacro' del calcio spagnolo: "Pensi quello che vuole. Posso solo dirgli che, quando non c'è Messi, la sua squadra è talmente diversa da fare quello che ha fatto nella semifinale di Champions League".
Anche il Real Madrid è uscito dalla Champions in semifinale. Lo Special One deve aggrapparsi alla finale di Coppa del Re per evitare di rimanere a mani vuote quest'anno. "Gli obiettivi di questa stagione erano sempre gli stessi, vincere in ogni competizione. Non ci siamo riusciti: avremmo potuto far meglio, ma anche peggio", ha osservato. "Tutte le grandi d'Europa hanno perso partite in casa, in Champions o in campionato. Noi, nella Liga, non abbiamo mai perso sul nostro campo. Non è troppo importante, non è un titolo. Ma vale comunque la pena di provare a non perdere contro Malaga e Osasuna nelle ultime due giornate della Liga".