ROMA - Il suo record di punti (91) alla guida della Juve è salvo, dopo il pari imposto dal Cagliari proprio ai bianconeri di Conte. Però Fabio Capello, ormai osservatore esterno del calcio italiano, non può che essere prodigo di elogi nei confronti dei campioni d'Italia.
CAPELLO: "JUVE VINCERA' ANCHE ANNO PROSSIMO" - "La Juventus vincerà anche l'anno prossimo, senza problemi, perché è la squadra più forte, che cerca di rinforzarsi - il giudizio del commissario tecnico della Russia che ha concesso una lunga intervista alla trasmissione 'Super 8' su Rai Sport 1 -. Non vedo altre squadre che possano cercare di scalzare la Juve dal tetto. Soprattutto perché non ci sono i soldi per effettuare degli investimenti e comprare dei giocatori. I giocatori italiani più importanti sono cercati dalle altre squadre, dalle altre nazioni, e quindi tutti si indeboliscono mentre l'unica che si sta rinforzando è la Juventus".
"LA ROMA E' IL CLUB CHE PUO' FARE DI PIÙ" - Dovendo indicare una possibile rivale in prospettiva per la Vecchia Signora, l'allenatore friulano indica un'altra sua ex squadra. "Il club che penso possa fare di più è la Roma - afferma Capello -. Perché ha una buonissima squadra, un buon potenziale, è una squadra giovane, una realtà che dopo due anni con un po' di confusione dall'aspetto tecnico, quest'anno dovrebbe prendere una decisione importante e prendere un tecnico che la possa guidare dall'inizio alla fine. Quale allenatore sceglierei per la Roma? Sono amico di Franco Baldini, lascio a lui questo compito".
"IN RUSSIA HO TROVATO COSE CHE NON MI ASPETTAVO" -Dispiaciuto per l'esonero di Roberto Mancini dal Manchester City ("Non me l'aspettavo, ma lì credo che ci sia stata una faida interna"), Capello parla della sua esperienza in Russia ed esclude un ritorno in Italia. "Ci sono cose che non mi aspettavo. Parto da quelle più negative. Pensavo di vedere stadi pieni e invece non c'è molta gente che va allo stadio. E questo mi ha un po' sorpreso, vista la passione con cui era stata seguita la nazionale agli Europei di Ucraina e Polonia. Lo stadio che è sempre pieno è quello dello Zenit e alcuni stadi a sud della Russia. Poi, non c'è molta gente che parla inglese o spagnolo. Quindi la comunicazione viene sempre fatta con un interprete e sappiamo che la parola giusta la può usare solo chi la dice, se viene tradotta qualche volta non ha lo stesso senso o lo stesso valore".
"IN ITALIA NON TORNO: PAESE CHE PARLA MA NON FA" - Quanto alle cose positive, "ho trovato giocatori validi, che mi seguono, con molta voglia di fare. Ho scelto di vivere a Mosca, per capire la mentalita', per capire i russi e il momento storico in cui viviamo". Gli aspetti negativi però non indurranno Capello a rientrare in Italia: "No, no. In Italia? Lasci stare. Purtroppo è un paese in cui si litiga e non si fa - il pensiero dell'uomo di Pieris -. Un'amarezza. A tutti i livelli. A livello politico. Non si decide mai. Si parla, si parla, si decide poco. E a uno come me che è molto decisionista fa tristezza. Sono molto attaccato, molto orgoglioso della mia patria, sono uno che viene dal confine con la Jugoslavia. Però purtroppo è un Paese che parla, parla, ma non decide e si critica e basta".
"TECNICI ITALIANI HANNO VISIONE GLOBALE DEL CALCIO" - La scuola tecnica italiana risulta la prima nel mondo, ad esempio Ancelotti e Ranieri hanno vinto in Francia. Successi che arrivano "perché siamo elastici, sappiamo interpretare i vari moduli, capiamo dove viviamo, sappiamo valorizzare i giocatori che abbiamo a disposizione. Questa elasticità manca a molte persone. Abbiamo una visione globale del calcio, e questa ci aiuta molto". E alla domanda sul perché in Italia non si riescono a costruire progetti a lunga scadenza come quello di Ferguson al Manchester United, Capello risponde raccontando un episodio: "Al 5° anno al Milan, nel 1995, dopo che avevo vinto 3 scudetti, 3 finali di Coppa Campioni, Supercoppe, lasciamo stare, mi fu detto 'Noi dobbiamo vincere, se non vince la mandiamo via', allora io dissi al signor Galliani: 'Guardi io vinco e vado via': vinsi e andai via. Ferguson per 6 anni non vinse niente e rimase sulla panchina del Manchester. Da noi se uno non vince viene mandato via, sapendo che da noi c'era molta competitività. C'era il Parma di Tanzi, la Lazio di Cragnotti, la Fiorentina di Cecchi Gori, senza dimenticare Juve e Inter".
"FOSSI IN BERLUSCONI AL MILAN TERREI ALLEGRI" - Parlando di rossoneri, inevitabile una domanda sull'attuale conduzione tecnica, cioè se essendo al posto di Silvio Berlusconi confermerebbe o meno Massimiliano Allegri. "Assolutamente sì - dice il ct della Russia -. Ha rifondato il Milan e credo che il Milan con due giocatori giusti nel posto giusto, anche senza spendere molto, può fare un grande campionato". Capello, a proposito della situazione che si è creata tra l'allenatore e il presidente, ammette che "non è facile lavorare in queste situazioni, però leggo che la squadra è con l'allenatore e questo è molto importante. Quindi l'allenatore avendo altre richieste può lavorare molto tranquillamente. Ho letto che Galliani è favorevole alla conferma di Allegri. Il presidente ogni tanto parla, dice delle cose perché vuole entrare nel merito tecnico, però è sempre innamorato del Milan e quindi credo che alla fine confermerà Allegri con merito".
"RAZZISMO? ITALIA IMPARI DA INGHILTERRA E SPAGNA" - L'attualità di questi giorni ha portato il pallone italico alla ribalta per gli episodi di razzismo che si sono visti domenica sera a San Siro. "L'Italia deve imparare dall'Inghilterra, dove sono state prese delle decisioni molto dure contro il razzismo - sottolinea Capello - e dalla Spagna stessa dove si gioca molto tranquillamente, senza nessun buuu. Questo nasce dagli ultrà come sempre. E' una lotta che io cerco di portare avanti da anni. Sono d'accordo con Tommasi quando dice che queste sono zone franche e soprattutto quando parla di una giustizia, non sportiva ma ordinaria, che prende poche decisioni rispetto a quello che è successo in Inghilterra".
"COMPLIMENTI AL LAVORO DI PRANDELLI IN NAZIONALE" - Infine da commissario tecnico di una rappresentativa dalle grandi tradizioni un elogio per la Nazionale di Cesare Prandelli. "Devo fare i complimenti a Prandelli, perché ha degli ottimi giocatori, giovani. Sta facendo un buonissimo lavoro. Dietro a quelli un po' più anziani, un po' più temprati ci sono dei giovani che stanno venendo su bene. Credo - conclude Capello - che le prospettive siano molto molto buone, molto allettanti".
CAPELLO: "JUVE VINCERA' ANCHE ANNO PROSSIMO" - "La Juventus vincerà anche l'anno prossimo, senza problemi, perché è la squadra più forte, che cerca di rinforzarsi - il giudizio del commissario tecnico della Russia che ha concesso una lunga intervista alla trasmissione 'Super 8' su Rai Sport 1 -. Non vedo altre squadre che possano cercare di scalzare la Juve dal tetto. Soprattutto perché non ci sono i soldi per effettuare degli investimenti e comprare dei giocatori. I giocatori italiani più importanti sono cercati dalle altre squadre, dalle altre nazioni, e quindi tutti si indeboliscono mentre l'unica che si sta rinforzando è la Juventus".
"LA ROMA E' IL CLUB CHE PUO' FARE DI PIÙ" - Dovendo indicare una possibile rivale in prospettiva per la Vecchia Signora, l'allenatore friulano indica un'altra sua ex squadra. "Il club che penso possa fare di più è la Roma - afferma Capello -. Perché ha una buonissima squadra, un buon potenziale, è una squadra giovane, una realtà che dopo due anni con un po' di confusione dall'aspetto tecnico, quest'anno dovrebbe prendere una decisione importante e prendere un tecnico che la possa guidare dall'inizio alla fine. Quale allenatore sceglierei per la Roma? Sono amico di Franco Baldini, lascio a lui questo compito".
"IN RUSSIA HO TROVATO COSE CHE NON MI ASPETTAVO" -Dispiaciuto per l'esonero di Roberto Mancini dal Manchester City ("Non me l'aspettavo, ma lì credo che ci sia stata una faida interna"), Capello parla della sua esperienza in Russia ed esclude un ritorno in Italia. "Ci sono cose che non mi aspettavo. Parto da quelle più negative. Pensavo di vedere stadi pieni e invece non c'è molta gente che va allo stadio. E questo mi ha un po' sorpreso, vista la passione con cui era stata seguita la nazionale agli Europei di Ucraina e Polonia. Lo stadio che è sempre pieno è quello dello Zenit e alcuni stadi a sud della Russia. Poi, non c'è molta gente che parla inglese o spagnolo. Quindi la comunicazione viene sempre fatta con un interprete e sappiamo che la parola giusta la può usare solo chi la dice, se viene tradotta qualche volta non ha lo stesso senso o lo stesso valore".
"IN ITALIA NON TORNO: PAESE CHE PARLA MA NON FA" - Quanto alle cose positive, "ho trovato giocatori validi, che mi seguono, con molta voglia di fare. Ho scelto di vivere a Mosca, per capire la mentalita', per capire i russi e il momento storico in cui viviamo". Gli aspetti negativi però non indurranno Capello a rientrare in Italia: "No, no. In Italia? Lasci stare. Purtroppo è un paese in cui si litiga e non si fa - il pensiero dell'uomo di Pieris -. Un'amarezza. A tutti i livelli. A livello politico. Non si decide mai. Si parla, si parla, si decide poco. E a uno come me che è molto decisionista fa tristezza. Sono molto attaccato, molto orgoglioso della mia patria, sono uno che viene dal confine con la Jugoslavia. Però purtroppo è un Paese che parla, parla, ma non decide e si critica e basta".
"TECNICI ITALIANI HANNO VISIONE GLOBALE DEL CALCIO" - La scuola tecnica italiana risulta la prima nel mondo, ad esempio Ancelotti e Ranieri hanno vinto in Francia. Successi che arrivano "perché siamo elastici, sappiamo interpretare i vari moduli, capiamo dove viviamo, sappiamo valorizzare i giocatori che abbiamo a disposizione. Questa elasticità manca a molte persone. Abbiamo una visione globale del calcio, e questa ci aiuta molto". E alla domanda sul perché in Italia non si riescono a costruire progetti a lunga scadenza come quello di Ferguson al Manchester United, Capello risponde raccontando un episodio: "Al 5° anno al Milan, nel 1995, dopo che avevo vinto 3 scudetti, 3 finali di Coppa Campioni, Supercoppe, lasciamo stare, mi fu detto 'Noi dobbiamo vincere, se non vince la mandiamo via', allora io dissi al signor Galliani: 'Guardi io vinco e vado via': vinsi e andai via. Ferguson per 6 anni non vinse niente e rimase sulla panchina del Manchester. Da noi se uno non vince viene mandato via, sapendo che da noi c'era molta competitività. C'era il Parma di Tanzi, la Lazio di Cragnotti, la Fiorentina di Cecchi Gori, senza dimenticare Juve e Inter".
"FOSSI IN BERLUSCONI AL MILAN TERREI ALLEGRI" - Parlando di rossoneri, inevitabile una domanda sull'attuale conduzione tecnica, cioè se essendo al posto di Silvio Berlusconi confermerebbe o meno Massimiliano Allegri. "Assolutamente sì - dice il ct della Russia -. Ha rifondato il Milan e credo che il Milan con due giocatori giusti nel posto giusto, anche senza spendere molto, può fare un grande campionato". Capello, a proposito della situazione che si è creata tra l'allenatore e il presidente, ammette che "non è facile lavorare in queste situazioni, però leggo che la squadra è con l'allenatore e questo è molto importante. Quindi l'allenatore avendo altre richieste può lavorare molto tranquillamente. Ho letto che Galliani è favorevole alla conferma di Allegri. Il presidente ogni tanto parla, dice delle cose perché vuole entrare nel merito tecnico, però è sempre innamorato del Milan e quindi credo che alla fine confermerà Allegri con merito".
"RAZZISMO? ITALIA IMPARI DA INGHILTERRA E SPAGNA" - L'attualità di questi giorni ha portato il pallone italico alla ribalta per gli episodi di razzismo che si sono visti domenica sera a San Siro. "L'Italia deve imparare dall'Inghilterra, dove sono state prese delle decisioni molto dure contro il razzismo - sottolinea Capello - e dalla Spagna stessa dove si gioca molto tranquillamente, senza nessun buuu. Questo nasce dagli ultrà come sempre. E' una lotta che io cerco di portare avanti da anni. Sono d'accordo con Tommasi quando dice che queste sono zone franche e soprattutto quando parla di una giustizia, non sportiva ma ordinaria, che prende poche decisioni rispetto a quello che è successo in Inghilterra".
"COMPLIMENTI AL LAVORO DI PRANDELLI IN NAZIONALE" - Infine da commissario tecnico di una rappresentativa dalle grandi tradizioni un elogio per la Nazionale di Cesare Prandelli. "Devo fare i complimenti a Prandelli, perché ha degli ottimi giocatori, giovani. Sta facendo un buonissimo lavoro. Dietro a quelli un po' più anziani, un po' più temprati ci sono dei giovani che stanno venendo su bene. Credo - conclude Capello - che le prospettive siano molto molto buone, molto allettanti".