BERLINO - Si chiude con un traguardo storico l'avventura di Jupp Heynckes sulla panchina del Bayern Monaco: nelle mani di Pep Guardiola arriva il più pesante dei testimoni, dopo che i bavaresi si sono aggiudicati la sedicesima Coppa di Germania della loro storia e, con essa, l'agognato 'Triplete'. Dopo il successo in Bundesliga e in Champions League, infatti, Schweinsteiger e compagni hanno avuto la meglio sullo Stoccarda per 3-2 nella finale di DFB Pokal, all'Olympiastadion di Berlino.
VANTAGGIO DAL DISCHETTO - Senza Dante e Luiz Gustavo, precettato dalla Seleçao, Heynckes si affida a Javi Martinez e Schweinsteiger in linea mediana, mentre Van Buyten e Boateng sono i due centrali di difesa: Gomez viene preferito a Mandzukic in avanti, mentre è Ibisevic il vertice alto del 4-2-3-1 dello Stoccarda. I bavaresi confermano subito l'ottima forma, sfiorando il vantaggio quando Mueller non ad arrivare su un pallone che danza davanti alla porta vuota, dopo l'affondo di Robben e il suo assist deviato da Ulreich. La risposta dello Stoccarda arriva con una bella girata di Maxim, che si perde di poco a lato; Schweinsteiger rischia l'autogol a metà frazione, ma è bravo Neuer a salvare la propria porta. Col passare dei minuti, torna a crescere il Bayern: non è efficace Alaba, ipnotizzato dall'uscita di Ulreich, Al 27' è bravo Ulreich in uscita su Alaba, mentre l'arbitro Grafe nega un rigore solare a Robben, abbattuto da Tasci. A dieci minuti dal riposo, è Traoré ad entrare in maniera scomposta su Lahm: stavolta, il direttore di gara non ha dubbi e assegna il penalty che Mueller trasforma spiazzando Ulreich. Si va al riposo col Bayern avanti e l'impressione che, con la giusta concentrazione, la squadra di Heynckes non debba faticare molto per raggiungere l'agognato "treble".
DOPPIO GOMEZ, HARNIK RIAPRE I GIOCHI - Non passano tre minuti nella ripresa che è già raddoppio: Robben serve Lahm sul corridoio di destra, appoggio al centro dell'area piccola per Gomez che, a porta sguarnita, riesce ad insaccare, deviando di stinco prima e di ginocchio poi. Allo scoccare dell'ora di gioco, sono ancora gli stessi tre i protagonisti dell'azione che porta Gomez a battere Ulreich per il 3-0, partita sempre da quella fascia dove l'ex juventino Molinaro appare in netto affanno. Al 71' arriva lo scatto d'orgoglio dello Stoccarda: cross di Sakan dalla trequarti sinistra, Harnik incrocia bene di testa superando Neuer, bravo tre minuti dopo a chiudere sulla conclusione del subentrato Okazaki. Grafe non aiuta gli uomini di Labbadia, che chiedono un penalty per un mani in area di Jerome Boateng, considerato involontario dall'arbitro.
BRIVIDO FINALE - Quando mancano poco più di dieci minuti alla fine, è ancora Harnik a punire la supponenza di un Bayern che pensava di aver già chiuso la pratica: su azione da calcio d'angolo, Okazaki viene fermato dal palo, il pallone finisce ancora a Harnik che prima sparacchia addosso a Neuer poi ribadisce rabbiosamente in rete. Heynckes inserisce Tymoschuk e ricompatta i suoi in vista del prevedibile assalto finale della squadra di Labbadia. La parata di Neuer sul colpo di testa di Niedermeier, al 4' di recupero, chiude ogni discorso e porta il Bayern 2012-13 dalla storia alla leggenda.
VANTAGGIO DAL DISCHETTO - Senza Dante e Luiz Gustavo, precettato dalla Seleçao, Heynckes si affida a Javi Martinez e Schweinsteiger in linea mediana, mentre Van Buyten e Boateng sono i due centrali di difesa: Gomez viene preferito a Mandzukic in avanti, mentre è Ibisevic il vertice alto del 4-2-3-1 dello Stoccarda. I bavaresi confermano subito l'ottima forma, sfiorando il vantaggio quando Mueller non ad arrivare su un pallone che danza davanti alla porta vuota, dopo l'affondo di Robben e il suo assist deviato da Ulreich. La risposta dello Stoccarda arriva con una bella girata di Maxim, che si perde di poco a lato; Schweinsteiger rischia l'autogol a metà frazione, ma è bravo Neuer a salvare la propria porta. Col passare dei minuti, torna a crescere il Bayern: non è efficace Alaba, ipnotizzato dall'uscita di Ulreich, Al 27' è bravo Ulreich in uscita su Alaba, mentre l'arbitro Grafe nega un rigore solare a Robben, abbattuto da Tasci. A dieci minuti dal riposo, è Traoré ad entrare in maniera scomposta su Lahm: stavolta, il direttore di gara non ha dubbi e assegna il penalty che Mueller trasforma spiazzando Ulreich. Si va al riposo col Bayern avanti e l'impressione che, con la giusta concentrazione, la squadra di Heynckes non debba faticare molto per raggiungere l'agognato "treble".
DOPPIO GOMEZ, HARNIK RIAPRE I GIOCHI - Non passano tre minuti nella ripresa che è già raddoppio: Robben serve Lahm sul corridoio di destra, appoggio al centro dell'area piccola per Gomez che, a porta sguarnita, riesce ad insaccare, deviando di stinco prima e di ginocchio poi. Allo scoccare dell'ora di gioco, sono ancora gli stessi tre i protagonisti dell'azione che porta Gomez a battere Ulreich per il 3-0, partita sempre da quella fascia dove l'ex juventino Molinaro appare in netto affanno. Al 71' arriva lo scatto d'orgoglio dello Stoccarda: cross di Sakan dalla trequarti sinistra, Harnik incrocia bene di testa superando Neuer, bravo tre minuti dopo a chiudere sulla conclusione del subentrato Okazaki. Grafe non aiuta gli uomini di Labbadia, che chiedono un penalty per un mani in area di Jerome Boateng, considerato involontario dall'arbitro.
BRIVIDO FINALE - Quando mancano poco più di dieci minuti alla fine, è ancora Harnik a punire la supponenza di un Bayern che pensava di aver già chiuso la pratica: su azione da calcio d'angolo, Okazaki viene fermato dal palo, il pallone finisce ancora a Harnik che prima sparacchia addosso a Neuer poi ribadisce rabbiosamente in rete. Heynckes inserisce Tymoschuk e ricompatta i suoi in vista del prevedibile assalto finale della squadra di Labbadia. La parata di Neuer sul colpo di testa di Niedermeier, al 4' di recupero, chiude ogni discorso e porta il Bayern 2012-13 dalla storia alla leggenda.