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Pelè elogia Balotelli "Mi piace il suo stile". E chiede pazienza: "Non fischiate il Brasile"

"Il Brasile è  in ritardo", ha confessato 'O Rey' che a un anno dai mondiali ha inaugurato l'orologio di Copacabana che terrà il conto alla rovescia. E parla anche del nostro Paese: “L’Italia mi piace perché nelle grandi manifestazioni tira fuori sempre il meglio. Balotelli? Adoro il suo stile, è un centravanti vero, che usa il fisico per farsi spazio fra gli avversari”
Dall’inviato FRANCESCO SAVERIO INTORCIA

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RIO DE JANEIRO – La nota sul registro la firma il professore più severo e inimitabile. “Il Brasile è in ritardo”, dice Pelè, invitato dalla Fifa a inaugurare il grande orologio che sulla spiaggia di Copacabana tiene il conto alla rovescia del tempo che manca al mondiale. Un anno esatto.

La Seleçao è ripartita da zero con Scolari in autunno, dopo il prematuro divorzio da Menezes, ed è ancora in giro per il paese in una tournée faticosa fra Goiania, Rio e Porto Alegre, prima del debutto contro il Giappone, il 15 giugno a Brasilia. E persino Pelé mette le mani avanti: “Il Brasile non è pronto. E’ un fatto. Ma con la qualità che hanno i nostri giocatori, possiamo avere sempre una Seleçao forte, all’altezza. Scolari è un allenatore d’esperienza, dovrà solo organizzare la manovra offensiva. In difesa e a centrocampo ci siamo già. E questa Confederations Cup servirà a trovare movimenti e schemi giusti”.

Non è che Pelé ci prenda sempre (nel 2002 non credeva nei suoi connazionali, e quelli invece portarono a casa il mondiale), ma lui come tutto il Brasile aspetta la coppa del mondo per riscattare il Maracanazo, il disastro sportivo del 1950, la partita finale persa contro l’Uruguay quando bastava un pari. “Avevo 9 anni, ricordo gli occhi di mio padre, ascoltava la partita alla radio e piangeva a ridotto. Vorrei non rivedere scene del genere, non auguro a nessuno di ripetere quest’esperienza. Però per vincere un mondiale ci vuole sempre un po’ di fortuna”.

C’è una partita che richiama più della finale, nella Confederations Cup. E’ Brasile-Italia, il 22 giugno a Salvador. La Fifa martedì ha messo in vendita gli ultimi 3700 biglietti, per dare un’ultima chance a chi era rimasto fuori: finiti anche quelli. Proprio come per la finale del 30 giugno. Ed è evidente che il test in programma fra dieci giorni, oltre ad annunciarsi decisivo per le sorti del girone, sarà il giro di ricognizione più importante in vista della coppa del mondo. “L’Italia mi piace perché nelle grandi manifestazioni tira fuori sempre il meglio. Balotelli? Adoro il suo stile, è un centravanti vero, che usa il fisico per farsi spazio fra gli avversari”.

E allora ecco l’appello di O Rei alla sua gente: “Anche se dovesse andare male, ricordate che la squadra si sta assestando e deve comunque essere sostenuta. Perciò, per favore, non fischiatela”.
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