Sport

Confederations Cup, ultimatum Fifa al Brasile: "Basta proteste o torneo sarà sospeso"

La federazione internazionale è preoccupata per le manifestazioni che si stanno svolgendo ogni giorno nelle città coinvolte nella manifestazione. Sarebbe stata l'Italia a esprimere preoccupazione per la sicurezza, ma la delegazione azzurra smentisce
dal nostro inviato ANDREA SORRENTINO

2 minuti di lettura
SALVADOR - E' il caos assoluto. In Brasile e di riflesso sulla Confederations Cup. Che rischierebbe di essere sospesa. I disordini e le manifestazioni in tutte le città del paese stanno mettendo in subbuglio il Brasile, la sicurezza non sembra garantita per nessuno. Da qui le voci, sempre più insistenti, di un duro confronto tra la Fifa e il governo brasiliano: o la situazione torna alla normalità, avrebbero detto i dirigenti della principale organizzazione calcistica mondiale, o qui non si gioca più al calcio. Nello statuto della Fifa, tra l'altro, è specificato che qualsiasi manifestazione può essere sospesa se nei luoghi in cui si disputano partite ufficiali non è pienamente garantita la sicurezza. Le voci sulla possibile sospensione della Confederations Cup si spargono velocemente nella mattinata brasiliana, nelle stesse ore in cui ben 75 città in tutto il paese contano i danni e i feriti di un giovedì pesantissimo, con oltre un milione di persone in piazza e anche il primo morto dopo dieci giorni di tumulti: un giovane di 18 anni finito sotto le ruote di un Suv a Ribeirao Preto, nello stato di San Paolo. Ma a un tratto arriva la smentita della Fifa, che ai più suona come un tentativo di prendere tempo: "Non abbiamo mai parlato di una sospensione della Confederations Cup col comitato organizzatore".

BRASILE: UN MILIONE IN PIAZZA, ROUSSEFF CONVOCA VERTICE

Eppure la situazione rimane fluida, foriera di sviluppi in un senso o nell'altro. Del resto il disagio cresce da parte di tutti coloro che partecipano alla manifestazione, visto che si moltiplicano gli episodi preoccupanti. Due autobus che trasportavano funzionari e impiegati della Fifa sono stati assaltati ieri a Salvador, e un paio di funzionari nell'aggressione avvenuta davanti al loro hotel hanno riportato ferite: terrorizzati, si sono barricati in albergo e ne usciranno senza indossare le divise Fifa, come gli è stato consigliato. Nei giorni scorsi si è registrato il furto nell'hotel che ospitava la Spagna a Recife (mille euro in tutto, ma la federazione spagnola si è infuriata) e soprattutto la rapina subita a Fortaleza da Susana Werner, la moglie di Julio Cesar che è il portiere del Brasile: a bordo di un'auto con il padre e un'amica, la Werner si è vista puntare una pistola alla testa e ha dovuto consegnare soldi e gioielli, e come lei gli occupanti dell'auto.

Insomma il clima è pessimo, e dalle varie nazionali impegnati nella Coppa sono partite proteste e rimbrotti, perché ognuna ha avuto la sua parte di disagi e inconvenienti. Al punto che ora si sarebbe sparsa un'altra voce, l'abbiamo raccolta personalmente dalla stampa brasiliana: la Fifa avrebbe deciso di minacciare la sospensione della Confederations Cup su pressione proprio dell'Italia, che avrebbe espresso fortissime perplessità sulla sicurezza a Salvador, dove domani c'è la sfida contro il Brasile nel giorno in cui sono previste altre manifestazioni di piazza. Ma anche qui arriva una secca smentita, e proprio da parte della delegazione azzurra: "Non abbiamo mai nemmeno preso in esame l'ipotesi di ritirarci dalla Confederations Cup - ha detto Demetrio Albertini, vicepresidente della Figc e capodelegazione azzurro - E' una totale invenzione. Siamo dispiaciuti per quello che sta accadendo qui in Brasile ma la nostra sicurezza è garantita con grande professionalità, e noi siamo tranquilli".

 
I commenti dei lettori