BELO HORIZONTE - Nonostante le promesse del presidente Dilma Rousseff, che ha garantito interventi del governo su trasporti pubblici, educazione e sanità, in Brasile quella di mercoledì è stata un'altra giornata di manifestazioni e scontri, con il bilancio di diverse decine di feriti, tra cui uno grave. Gli incidenti più rilevanti si sono verificati a Belo Horizonte, nelle stesse ore in cui era in programma Brasile-Uruguay, semifinale della Confederations Cup. Circa 50mila persone hanno organizzato una manifestazione di protesta nel centro della città, ma una parte della folla, quella formata dalle frange più estreme, ha mosso verso la zona dello stadio.
Lungo il percorso si sono verificati saccheggi e incendi, e tra gli obiettivi ci sono state, al solito, le concessionarie di automobili. La polizia, nonostante il grande spiegamento di forze, ha faticato a contenere i dimostranti, soprattutto quando alcune migliaia si sono diretti verso lo stadio Mineirao tentando di forzare i blocchi a circa un chilometro dall'impianto lanciando sassi verso gli agenti. Lacrimogeni e pallottole di gomma sono stati la risposta della polizia, mentre alcuni facinorosi hanno divelto le transenne nel tentativo di penetrare nella zona rossa.
Dopo mezz'ora di scontri la polizia è riuscita a disperdere gli assalitori. Ma in un'altra zona della città, quella più esposta ai saccheggi, e in un tratto in cui campeggiava uno striscione con scritto "Fifa go home", un uomo è caduto dall'alto di un viadotto: sulle prime le sue condizioni sono state definite gravi, o gravissime. A metà serata la polizia ha comunicato di aver arrestato 25 persone, responsabili degli scontri.
Manifestazioni di un certo rilievo si sono verificate anche a Brasilia, sede del governo, e a Recife, di minore entità in un'altra decina di città. Dilma Rousseff ieri ha incontrato i sindacati, dopo aver parlato nei giorni scorsi con i responsabili del Movimento Passe Livre, e proseguirà i colloqui con le parti sociali anche nelle prossime ore. Ma il Brasile non è ancora pacificato, né sereno. E le manifestazioni continueranno.
Lungo il percorso si sono verificati saccheggi e incendi, e tra gli obiettivi ci sono state, al solito, le concessionarie di automobili. La polizia, nonostante il grande spiegamento di forze, ha faticato a contenere i dimostranti, soprattutto quando alcune migliaia si sono diretti verso lo stadio Mineirao tentando di forzare i blocchi a circa un chilometro dall'impianto lanciando sassi verso gli agenti. Lacrimogeni e pallottole di gomma sono stati la risposta della polizia, mentre alcuni facinorosi hanno divelto le transenne nel tentativo di penetrare nella zona rossa.
Dopo mezz'ora di scontri la polizia è riuscita a disperdere gli assalitori. Ma in un'altra zona della città, quella più esposta ai saccheggi, e in un tratto in cui campeggiava uno striscione con scritto "Fifa go home", un uomo è caduto dall'alto di un viadotto: sulle prime le sue condizioni sono state definite gravi, o gravissime. A metà serata la polizia ha comunicato di aver arrestato 25 persone, responsabili degli scontri.
Manifestazioni di un certo rilievo si sono verificate anche a Brasilia, sede del governo, e a Recife, di minore entità in un'altra decina di città. Dilma Rousseff ieri ha incontrato i sindacati, dopo aver parlato nei giorni scorsi con i responsabili del Movimento Passe Livre, e proseguirà i colloqui con le parti sociali anche nelle prossime ore. Ma il Brasile non è ancora pacificato, né sereno. E le manifestazioni continueranno.