ROMA - E' sempre stato un personaggio fuori dalle righe, da giocatore da tecnico, l'ex nazionale tedesco Bernd Schuster. L'ultima provocazione è il sì al doping, purchè serva ad accorciare i tempi di recupero dagli infortuni. Schuster, attuale allenatore del Malaga, lo ha dichiarato al magazine Sport Bild Plus. "Finchè si tratta esclusivamente di questo per me non rappresenta un problema. Se un giocatore può tornare in forma con due o tre settimane di anticipo a seguito di un infortunio allora ha un senso". Per il 53enne ex campione europeo con la Germania Ovest nel 1980, nel caso specifico "non si tratta di portare un giocatore al 120, 150 o 180%" delle proprie possibilità, "non si tratta di migliorare il rendimento ma di riaverlo di nuovo al suo livello il più presto possibile".
Schuster afferma poi che l'uso delle medicine nel calcio è molto diffuso. "Alcuni giocatori hanno più pillole e compresse nel proprio beauty case che non deodoranti o profumi. Sono molto sensibili, hanno bisogno sempre di qualcosa".
Ha spiegato inoltre che durante la sua carriera da calciatore i medici somministravano spesso diversi farmaci ma "non stimolanti nel senso classico". "Ci veniva dato sempre qualcosa dai dottori o dai fisioterapisti. A volte anche la mattina poco prima della partita se qualcuno non si sentiva bene o aveva qualche problema. In quel momento non ti chiedevi mai di cosa si trattasse".
Schuster afferma poi che l'uso delle medicine nel calcio è molto diffuso. "Alcuni giocatori hanno più pillole e compresse nel proprio beauty case che non deodoranti o profumi. Sono molto sensibili, hanno bisogno sempre di qualcosa".
Ha spiegato inoltre che durante la sua carriera da calciatore i medici somministravano spesso diversi farmaci ma "non stimolanti nel senso classico". "Ci veniva dato sempre qualcosa dai dottori o dai fisioterapisti. A volte anche la mattina poco prima della partita se qualcuno non si sentiva bene o aveva qualche problema. In quel momento non ti chiedevi mai di cosa si trattasse".