LONDRA - "Dittatore, tiranno, nevrastenico". Sono alcuni dei termini con cui i giocatori del Sunderland, e oggi i media inglesi, definiscono Paolo Di Canio, nel suo breve regno su una panchina della Premier League. Licenziato dopo l'ennesima sconfitta, sabato per 3-0 contro il West Bromwich, il tecnico italiano viene incolpato non soltanto per l'ultimo posto in classifica, con un solo punto (dopo la salvezza agguantata all'ultimo giornata nella scorsa stagione), ma pure per il suo atteggiamento di continuo conflitto con la squadra. "Non ha imparato la lezione di Ferguson, che è quella di non criticare mai in pubblico i propri giocatori", scrive oggi il Daily Mirror, ricordando le numerose volte in cui l'ex-laziale se l'è presa dopo una gara con uno o l'altro dei suoi uomini. E adesso la stampa rivela che, dopo la partita con il West Brom, i giocatori gli si sono praticamente ammutinati, rispondendo per le rime alle critiche dell'allenatore e minacciando con la società che sarebbero entrati in sciopero se Di Canio non fosse stato estromesso. Una vera e propria rivolta.
Poiché le polemiche lo avevano accompagnato anche quando allenava nelle serie minori, la carriera in panchina di Di Canio, che sembrava sul punto di decollare, rischia ora di subire un lungo intervallo. Al suo posto al Sunderland potrebbe arrivare, secondo le indiscrezioni, un altro italiano, forse Roberto Di Matteo, forse Gianfranco Zola, ma si parla anche di Gus Poyet e Alex McLeish. Di Canio ha vinto soltanto tre delle tredici partite in cui ha allenato il Sunderland, un bilancio poco incoraggiante a cui si aggiungono, osserva la Bbc, il suo carattere irascibile e i modi bruschi. Da ultimo ci sono le critiche suscitate per i suoi gesti del passato che sembravano inneggiare al fascismo, come il saluto romano ai tifosi della Lazio, critiche che spinsero un dirigente del Sunderland, l'ex-ministro degli Esteri laburistra David Miliband, a dimettersi quando è stato nominato allenatore.
Poiché le polemiche lo avevano accompagnato anche quando allenava nelle serie minori, la carriera in panchina di Di Canio, che sembrava sul punto di decollare, rischia ora di subire un lungo intervallo. Al suo posto al Sunderland potrebbe arrivare, secondo le indiscrezioni, un altro italiano, forse Roberto Di Matteo, forse Gianfranco Zola, ma si parla anche di Gus Poyet e Alex McLeish. Di Canio ha vinto soltanto tre delle tredici partite in cui ha allenato il Sunderland, un bilancio poco incoraggiante a cui si aggiungono, osserva la Bbc, il suo carattere irascibile e i modi bruschi. Da ultimo ci sono le critiche suscitate per i suoi gesti del passato che sembravano inneggiare al fascismo, come il saluto romano ai tifosi della Lazio, critiche che spinsero un dirigente del Sunderland, l'ex-ministro degli Esteri laburistra David Miliband, a dimettersi quando è stato nominato allenatore.