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Mondiali 2022, lavoratori sfruttati: intervengono Platini e l'Onu

Sulla questione, sollevata nei giorni scorsi, delle condizioni disumane a cui sono sottoposti i lavoratori nepalesi e indiani per la costruzione degli impianti, sollecita chiarimenti anche il presidente dell'Uefa: "Più preoccupato più dagli abusi che dal dubbio se spostare il torneo in inverno per il caldo..."
dal corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

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LONDRA - "Sono più preoccupato dagli abusi sui lavoratori immigrati che costruiscono gli impianti per il Mondiale del 2022 in Qatar, che dal dubbio se spostare il torneo in inverno a causa delle temperature troppe alte che ci sono d'estate". E' la reazione di Michel Platini, presidente dell'Uefa, alla vigilia della riunione della Fifa a Zurigo che ha all'ordine del giorno proprio la situazione nel piccolo ma ricchissimo emirato del Golfo Persico in vista dell'appuntamento che attirerà in Qatar gli occhi dei tutto il football mondiale. E Platini, che pure aveva votato a favore della controversa assegnazione del Mondiale al Qatar, non è il solo a chiedere misure più severe per controllare il trattamento degli immigrati assunti dall'emirato per i massicci lavori di costruzione di impianti e infrastrutture necessari a ospitare il Mondiale.

Nei giorni scorsi un'inchiesta del Guardian aveva rivelato che centinaia di migliaia di immigrati sono tenuti in condizioni di semi schiavitù in Qatar: viene loro ritirato il passaporto all'arrivo, dormono in baracche, a volte viene perfino loro negata l'acqua. E le condizioni sul luogo di lavoro sono anche peggiori, secondo lo scoop del quotidiano londinese: 44 immigrati nepalesi sono morti nei cantieri tra giugno e agosto di quest'anno, altri 70 dall'inizio del 2012 e centinaia di lavoratori provenienti da Nepal, India e Sri Lanka negli ultimi anni.

Ora le Nazioni Unite, attraverso la United Nations International Labour Organization, l'associazione che riunisce le confederazioni sindacali di tutto il mondo, hanno fatto appello alla Fifa, la federazione internazionale calcio, affinché usi tutta la sua influenza per ottenere immediati miglioramenti nel modo in cui sono trattati gli immigrati in Qatar. Secondo una stima dei sindacati, 4 mila lavoratori potrebbero morire in Qatar da adesso fino al 2022, se le pratiche di lavoro nei cantieri e le condizioni di vitto e alloggio non miglioreranno. Rappresentanti delle famiglie delle vittime, riporta oggi il Guardian (che ha ottenuto e richiesto anche il commento di Platini), si sono costituite parte legale e hanno chiesto alla Fifa di riassegnare il Mondiale a un altro paese, se il Qatar non garantirà rapidamente la sicurezza dei lavoratori immigrati.

I lavori per i mondiali sono un'impresa faraonica per l'emirato: un milione e mezzo di immigrati dovranno erigere nove stadi, autostrade, linee ferroviarie e metropolitane, alberghi e altre infrastrutture con un investimento stimato in 100 miliardi di euro. Il governo si è anche impegnato a fornire agli impianti degli speciali sistemi di aria condizionata per dare una temperatura artificiale intorno ai 30 gradi o inferiore, in campo e sugli spalti, invece dei 40-50 gradi che ci sono normalmente in estate. Proprio la temperatura ha sollevato dubbi sull'opportunità di svolgere il Mondiale in estate, facendo circolare proposte per spostarlo in inverno, modifica che tuttavia richiederebbe un intervallo anomalo di almeno un mese ai campionati di tutti i paesi partecipanti.

Ma adesso è la sicurezza dei lavoratori immigrati a sollevare nuovi dubbi e polemiche. Le autorità di Doha si sono impegnate a moltiplicare le ispezioni per verificare che gli immigrati ricevano un trattamento in linea con le norme internazionali. La Fifa, nella riunione di due giorni che inizia domani a Zurigo, dovrà considerare sia la questione del caldo che quella della sicurezza dei lavoratori.
 
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