LONDRA - E' nata una stella nel calcio inglese. E forse anche per la nazionale dell'Inghilterra. Si chiama Adnan Januzaj, ha 18 anni e ha segnato entrambe le reti nella vittoria di sabato del Manchester United per 2-1 contro il Sunderland. E' stato il suo vero esordio in Premier League, la prima partita in cui ha giocato 90 minuti scendendo in campo dal fischio d'inizio, e che esordio: David Moyes, l'allenatore dei Red Devils, uno che se ne intende di esordi di ragazzi prodigio avendo lanciato Wayne Rooney a 16 anni quando era sulla panchina dell'Everton, lo ha paragonato appunto subito al suo centrattacco: "E' forte come Rooney alla sua età, un fenomeno".
Il primo problema di Moyes sarà fare firmare a Januzaj un nuovo contratto quando a fine stagione scade quello attuale, firmato nel 2011, al suo arrivo a Manchester dalle file dell'Anderlecht, che lo tesserò quando era un bambino di appena 10 anni: i media inglesi già ipotizzano che tutte le maggiori squadre d'Europa faranno offerte per convincere il ragazzo a trasferirsi da loro.
Ma non è l'unico dilemma che il giovane talento dovrà risolvere. Un altro sarà che nazionalità scegliere e in che nazionale giocare. Nato in Belgio da genitori kosovari-albanesi, Januzaj ha infatti l'imbarazzo della scelta: in teoria potrebbe giocare per il Belgio, per l'Albania, per il Kosovo (che però non ha ancora riconoscimento Fifa e Uefa) o anche per l'Inghilterra, si è lasciato scappar detto stamane Moyes, rivelando che la federazione calcio inglese sta valutando come fargli prendere la nazionalità britannica. Se il giovanotto prendesse la residenza nel Regno Unito, dopo cinque anni avrebbe diritto di ottenere anche cittadinanza e passaporto: dunque a 23 anni, se non prima, potrebbe già scendere in campo per la nazionale dei Tre Leoni.
Nelle giovanili del Manchester United si era subito fatto notare, tanto da spingere Alex Ferguson a definirlo un giocatore "dotato di un bellissimo equilibrio". Andò in panchina con la prima squadra nella scorsa stagione per l'ultima partita allenata da Ferguson, poi ha segnato in un'amichevole a Hong Kong questa estate, è entrato in campo in una gara ufficiale come sostituto contro il Wigan nella finale della Community Shield e ha fatto altre sostituzioni in Coppa di Lega e in Premier, solo manciate di minuti che non gli avevano però permesso di dimostrare quel che può fare. Oggi invece contro il Sunderland è partito dall'inizio, segnando due reti preziosissime per una vittoria di cui lo United, con il peggior inizio di campionato dal 1989, aveva disperato bisogno, e il secondo gol è stato un piccolo capolavoro, spingendo Robin van Persie a correre ad abbracciarlo come se anche lui avesse riconosciuto un acerbo se stesso nel 18enne campioncino belga-kossovaro-albanese e forse, un domani, chissà, inglese.
Il primo problema di Moyes sarà fare firmare a Januzaj un nuovo contratto quando a fine stagione scade quello attuale, firmato nel 2011, al suo arrivo a Manchester dalle file dell'Anderlecht, che lo tesserò quando era un bambino di appena 10 anni: i media inglesi già ipotizzano che tutte le maggiori squadre d'Europa faranno offerte per convincere il ragazzo a trasferirsi da loro.
Ma non è l'unico dilemma che il giovane talento dovrà risolvere. Un altro sarà che nazionalità scegliere e in che nazionale giocare. Nato in Belgio da genitori kosovari-albanesi, Januzaj ha infatti l'imbarazzo della scelta: in teoria potrebbe giocare per il Belgio, per l'Albania, per il Kosovo (che però non ha ancora riconoscimento Fifa e Uefa) o anche per l'Inghilterra, si è lasciato scappar detto stamane Moyes, rivelando che la federazione calcio inglese sta valutando come fargli prendere la nazionalità britannica. Se il giovanotto prendesse la residenza nel Regno Unito, dopo cinque anni avrebbe diritto di ottenere anche cittadinanza e passaporto: dunque a 23 anni, se non prima, potrebbe già scendere in campo per la nazionale dei Tre Leoni.
Nelle giovanili del Manchester United si era subito fatto notare, tanto da spingere Alex Ferguson a definirlo un giocatore "dotato di un bellissimo equilibrio". Andò in panchina con la prima squadra nella scorsa stagione per l'ultima partita allenata da Ferguson, poi ha segnato in un'amichevole a Hong Kong questa estate, è entrato in campo in una gara ufficiale come sostituto contro il Wigan nella finale della Community Shield e ha fatto altre sostituzioni in Coppa di Lega e in Premier, solo manciate di minuti che non gli avevano però permesso di dimostrare quel che può fare. Oggi invece contro il Sunderland è partito dall'inizio, segnando due reti preziosissime per una vittoria di cui lo United, con il peggior inizio di campionato dal 1989, aveva disperato bisogno, e il secondo gol è stato un piccolo capolavoro, spingendo Robin van Persie a correre ad abbracciarlo come se anche lui avesse riconosciuto un acerbo se stesso nel 18enne campioncino belga-kossovaro-albanese e forse, un domani, chissà, inglese.