LONDRA - In un quarto di secolo, in sostanza da quando il campionato di massima serie inglese fu riformato e diventò la Premier League, il Manchester United non ha mai finito il torneo con un piazzamento inferiore al terzo posto. In questa stagione, la prima da un quarto di secolo senza Alex Ferguson in panchina, i Diavoli Rossi hanno vinto soltanto tre delle loro prime otto gare e sono all'ottavo posto, fuori dalla zona Champions, a 8 punti di distacco dalla capolista Arsenal. Sabato hanno ricevuto l'ennesima delusione, costretti ad accontentarsi di un pareggio per 1-1 all'Old Trafford contro il Southhampton, una squadra che in passato non rappresentava certo un avversario preoccupante e che ora invece è davanti allo United in classifica. David Moyes, l'erede di Ferguson, stimato da tutti per il lavoro che ha fatto all'Everton ma che in vita sua non ha mai vinto niente, rischierebbe già di essere licenziato, se non fosse che proprio il leggendario sir Alex lo ha voluto al suo posto e continua a sostenerlo. Ma sentendo che la parola "crisi" è nell'aria ha ritenuto di dover intervenire, dal suo ruolo di dirigente e icona dei Red Devils, per proteggere l'uomo che lo ha rimpiazzato.
"Se Moyes quest'anno vincesse un trofeo, qualsiasi trofeo, sarebbe un'impresa fantastica", ha detto Ferguson intervistato da una tivù inglese. "Non ha importanza quale trofeo, la Coppa di Lega, la Coppa d'Inghilterra, una coppa europea o la Premier. Abbiamo degli obiettivi prioritari, ovviamente, e David lo sa bene, ma io spero che realizzi almeno questo". Tradotto in parole povere, significa questo: sembra ormai difficile, per non dire impossibile, che lo United vinca quest'anno il campionato, ma per un allenatore che ha sule spalle la pesante eredità di Ferguson sarebbe già un considerevole traguardo vincere almeno un premio di consolazione, perfino la Coppa di Lega, la meno prestigiosa delle competizioni nazionali.
Misurato contro la bacheca di Ferguson, Moyes sente inevitabilmente la pressione: nei 26 anni con sir Alex in panchina il Manchester United ha vinto 13 volte la Premier League (inclusa l'ultima, nel maggio scorso), due volte la Champions (e due volte è andato in finale), cinque volte la Coppa d'Inghilterra e quattro volte la Coppa di Lega, senza contare trofei minori. Il dubbio che ci siano sue responsabilità nella deludente e a tratti umiliante partenza di questa stagione serpeggia e lui si è sentito costretto a considerare il tema, dopo il pareggio con il Southampton. "Non penso che la causa delle nostre attuali difficoltà dipenda dal fatto che non c'è più Ferguson in panchina", ha dichiarato. "Non direi che, senza di lui, gli avversari abbiano meno timore reverenziale per lo United". Il "fattore paura", in realtà, era innegabile: dagli avversari agli arbitri ai suoi stessi giocatori, tutti avevano paura di Ferguson, e ci sono state non poche polemiche riguardo al suo ruolo nell'influenzare una partita, per esempio ottenendo decisioni a sua favore dai direttori di gara.
Ma Ferguson è fermamente dalla parte di Moyes. E' il primo a ricordare che anche lui, nel suo primo anno allo United, partì male e rischiò di essere esonerato. E comunque è vero che i Diavoli Rossi, nonostante una terribile partenza in campionato, hanno cominciato assai meglio la Champions, la Coppa di Lega e la Coppa d'Inghilterra. Vincere qualcosa, qualunque cosa: questo sarebbe dunque il premio di consolazione per Moyes e per lo United, nell'anno primo dell'era post-Ferguson. Sempre che le cose non peggiorino e la situazione per l'erede di sir Alex non diventi insostenibile.
"Se Moyes quest'anno vincesse un trofeo, qualsiasi trofeo, sarebbe un'impresa fantastica", ha detto Ferguson intervistato da una tivù inglese. "Non ha importanza quale trofeo, la Coppa di Lega, la Coppa d'Inghilterra, una coppa europea o la Premier. Abbiamo degli obiettivi prioritari, ovviamente, e David lo sa bene, ma io spero che realizzi almeno questo". Tradotto in parole povere, significa questo: sembra ormai difficile, per non dire impossibile, che lo United vinca quest'anno il campionato, ma per un allenatore che ha sule spalle la pesante eredità di Ferguson sarebbe già un considerevole traguardo vincere almeno un premio di consolazione, perfino la Coppa di Lega, la meno prestigiosa delle competizioni nazionali.
Misurato contro la bacheca di Ferguson, Moyes sente inevitabilmente la pressione: nei 26 anni con sir Alex in panchina il Manchester United ha vinto 13 volte la Premier League (inclusa l'ultima, nel maggio scorso), due volte la Champions (e due volte è andato in finale), cinque volte la Coppa d'Inghilterra e quattro volte la Coppa di Lega, senza contare trofei minori. Il dubbio che ci siano sue responsabilità nella deludente e a tratti umiliante partenza di questa stagione serpeggia e lui si è sentito costretto a considerare il tema, dopo il pareggio con il Southampton. "Non penso che la causa delle nostre attuali difficoltà dipenda dal fatto che non c'è più Ferguson in panchina", ha dichiarato. "Non direi che, senza di lui, gli avversari abbiano meno timore reverenziale per lo United". Il "fattore paura", in realtà, era innegabile: dagli avversari agli arbitri ai suoi stessi giocatori, tutti avevano paura di Ferguson, e ci sono state non poche polemiche riguardo al suo ruolo nell'influenzare una partita, per esempio ottenendo decisioni a sua favore dai direttori di gara.
Ma Ferguson è fermamente dalla parte di Moyes. E' il primo a ricordare che anche lui, nel suo primo anno allo United, partì male e rischiò di essere esonerato. E comunque è vero che i Diavoli Rossi, nonostante una terribile partenza in campionato, hanno cominciato assai meglio la Champions, la Coppa di Lega e la Coppa d'Inghilterra. Vincere qualcosa, qualunque cosa: questo sarebbe dunque il premio di consolazione per Moyes e per lo United, nell'anno primo dell'era post-Ferguson. Sempre che le cose non peggiorino e la situazione per l'erede di sir Alex non diventi insostenibile.