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Fenomeno Cristiano Ronaldo, superato il 'complesso' Messi

I numeri del portoghese fanno impressione: nel 2013, 66 gol in 55 partite. Ha segnato tutte e quattro le reti che hanno portato la sua nazionale ai mondiali, dallo scorso agosto ne ha messi a segno 31 in 19 partite. Stavolta il Pallone d'Oro non gli sfuggirà. E anche Blatter si arrende: "Fantastica esibizione", ha twittato dopo la gara con la Svezia
di ANDREA SORRENTINO

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ROMA - Si è arreso anche Sepp Blatter, quindi l'ultimo baluardo è crollato: "Fantastica esibizione di Cristiano Ronaldo", ha twittato in fretta e furia il presidente della Fifa, un istante dopo la fine di Svezia-Portogallo. Del resto ci sono numeri che da soli raccontano ogni cosa e cristallizzano ogni discorso e ogni polemica, un po' come i gol di raggelante bellezza che Cristiano Ronaldo continua a segnare con una regolarità che non ha eguali nella storia del calcio moderno.

Ebbene, dopo la tripletta di Stoccolma, che ha trascinato il Portogallo alla qualificazione mondiale, il 2013 del fenomeno di Funchal è riassunto in queste cifre: 55 partite ufficiali (tra Real e Portogallo), 66 gol, 16 assist. Cioè, una cosa mai vista nel calcio, men che meno a questi livelli, che sono i livelli di eccellenza assoluta. Le cifre si possono anche mescolare e rivisitare senza che la sensazione di mostruosità si attenui, e allora prendiamo in esame solo la stagione 2013-2014, iniziata da agosto: CR ha giocato 19 partite segnando 31 gol, e in quei 31 ci sono cinque triplette. E se qualcuno obiettasse che magari questo è un rendimento eccezionale in una stagione eccezionale, ecco in soccorso le cifre di Cristiano al Real Madrid, cioè dal 2009 a oggi: 216 partite ufficiali e 225 gol segnati, quindi più di uno a partita (per l'esattezza, 1,04). In particolare, nelle ultime tre stagioni il portoghese ha sempre segnato più di 50 gol ufficiali: 53 nel 2010-2011, 60 nel 2011-2012, 55 nel 2012-2013. Ecco perché ieri notte, negli spogliatoi di Stoccolma e a impresa ancora calda, a chi gli chiedeva se il tutto fosse una risposta a Blatter che di recente l'aveva preso in giro, Ronaldo ha detto: "Non devo rispondere a nessuno perché le mie risposte arrivano sempre in campo. E lo dimostro ogni anno: credo che segnare 50 gol a stagione non sia alla portata di tutti. Comunque non sono ossessionato dall'idea del Pallone d'oro".

A proposito: ormai non dovrebbero esserci più molti dubbi, sull'assegnazione del trofeo. In occasione dei playoff mondiali, la Fifa ha all'uopo prolungato il termine per votare il Pallone d'oro 2013 fino al 29 novembre, e sono stati playoff trionfali per Ronaldo che ha segnato tutti e quattro i gol del Portogallo nella doppia sfida alla Svezia (diventando anche, ovviamente, il miglior marcatore della storia lusitana: 47 gol, agganciato Pauleta), mentre il suo principale rivale Ribery ha faticato a portare la Francia al Mondiale anche se ha messo il piede in tutte e tre le azioni decisive dei Bleus contro l'Ucraina. Ma insomma le prestazioni di Ronaldo rubano talmente l'occhio, e talmente eccezionali sono i suoi numeri e la fattura dei suoi gol (sempre stoccate di potenza e precisione indimenticabili, mai reti banali anche se mai di tocco o di leggerezza, ma non si può avere tutto) che il dualismo con Ribery sembrerebbe proprio impossibile da proporre.

Certo, il francese quest'anno è stato uno degli artefici dei successi del Bayern, e si sa che la conquista della Champions League pesa parecchio sulla valutazione dei giurati, ma non è dirimente in assoluto: Lionel Messi ha vinto due dei suoi quattro Palloni d'oro in annate in cui non si era aggiudicato la Champions col Barcellona, ma era stato in ogni caso il migliore di tutti. Un po' come Cristiano quest'anno, che però non è riuscito nemmeno a vincere la Liga col Real, superato dal Barça di Messi. L'argentino sarebbe il terzo incomodo nella lotta per il Pallone d'oro 2013, ma è staccato nei consensi e ora è anche uscito di scena per un infortunio che lo terrà lontano dai campi fino a gennaio, quindi non ce la farà. Lotta a due tra CR e Ribery, dunque, con il portoghese favoritissimo. "Io sono qui", ha detto in campo a Stoccolma, dopo aver segnato il primo gol. Dopo il terzo, persino Ibrahimovic l'ha applaudito, salvo poi schiumare rabbia alla fine: "E' inutile vedere il Mondiale se non ci sono io". Ci sarà invece Cristiano, e tra coloro che lo guarderanno ci sarà sicuramente Alex Ferguson, che di recente ha dichiarato: "Cristiano Ronaldo è il giocatore più forte che ho mai allenato". Fu proprio sir Alex a trascinare il portoghese nel grande calcio, dopo un'amichevole tra Sporting Lisbona e Manchester United nell'estate del 2003: un diciottenne con uno strambo nome fece impazzire il Manchester, lo Sporting vinse 2-0. Sull'aereo di ritorno, Giggs e Scholes andarono a parlare col manager: "Quel ragazzino è un fenomeno". Il mattino dopo la trattativa fu avviata e il 13 agosto 2003 Cristiano Ronaldo diventava un giocatore del Manchester United.  
 
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