MADRID - "Firmerei per perdere una sola partita delle prossime ventuno". Così aveva risposto Tata Martino, allenatore del Barcellona, alle domande dei giornalisti che gli chiedevano se era dispiaciuto per non aver raggiunto il record di Pep Guardiola di 21 partite senza sconfitte. Beh, ora che quell'unica partita che auspicava l'ha già persa in molti si aspettano che per il Barça le cose siano tranquille per le prossime venti gare. Ma difficilmente sarà così. Soprattutto se il Barcellona continuerà a fare fatica a ritrovare quel gioco che lo ha caratterizzato negli ultimi anni e che sembra aver smarrito con l'arrivo del tecnico argentino.
TIKI TAKA? - Un elemento sintomatico che preoccupa i critici spagnoli è l'atteggiamento del Barcellona. Questa trasformazione che più volte è stata spiegata dagli stessi protagonisti come "ricchezza tattica, maggiori alternative di gioco" ma che i giornalisti semplicemente descrivono come un cambio che rende il Barça di Martino irriconoscibile rispetto a quello dei sui più recenti predecessori. Un elemento su tutti: dopo aver subito il gol dell'Athletic - nella sconfitta di domenica per 1 a 0 - i primi a essere sostituiti tra le file dei catalani, per l'improbabile rimonta, sono stati Xavi e Iniesta, due dei pilastri di quel Tiki-Taka che ha dato il nome a trasmissioni sportive tanto in Italia quanto in Spagna, e che era il marchio di fabbrica dei Blaugrana.
NEYMAR NON È MESSI - Martino insiste dicendo che "voi giornalisti vedete solo il risultato, ma io ho visto uno dei migliori Barcellona della stagione. Almeno fino al minuto 70". Già il minuto 70. Il minuto del gol del piccolo Muniain. Il minuto che ha permesso all'Atletico Madrid di agganciare i catalani in vetta alla classifica e allo straripante Real di Carlo Ancelotti di portarsi a soli tre punti. E se l'Atletico continua la sua marcia inarrestabile, anche grazie ai gol di Diego Costa (15 in 15 partite) e il Real può supplire alla mancanza di Cristiano Ronaldo con un Hat Trick "perfetto" (gol di testa, di sinistro e di destro) di Gareth Bale, il Barça orfano di Messi non trova in Neymar il fuoriclasse in grado di caricarsi la squadra sulle spalle. Tanto che il quotidiano Marca rifila al brasiliano un impietoso 4 in pagella per la prestazione contro l'Athletic.
PAUSA PER LA COPPA - Due sconfitte consecutive il Barcellona non le subiva da 9 mesi, e in quel caso furono entrambe ad opera del Real Madrid (1-3 in Coppa del Re; 2-1 in campionato), e ora arriva una pausa che senza alcun dubbio è ben accetta da Tata Martino e dai suoi. La sfida in Coppa del Re contro il Cartagena non sarà certo un banco di prova affidabile, però toglierà un po' di pressione. Tata Martino lo aveva detto "la partita contro il Bilbao ci dirà come siamo messi". Non bene, pare. E se nel prossimo impegno di Champions contro il Celtic, basterà un pareggio al Barça per essere primo nel girone, critica e pubblico, mercoledí 11, sarà al Camp Nou non tanto per il risultato, ma per rivedere quel gioco che ha impressionato il Mondo e che sembra essere diventato ormai una pallida ombra di sé stesso in quel di Barcellona.
TIKI TAKA? - Un elemento sintomatico che preoccupa i critici spagnoli è l'atteggiamento del Barcellona. Questa trasformazione che più volte è stata spiegata dagli stessi protagonisti come "ricchezza tattica, maggiori alternative di gioco" ma che i giornalisti semplicemente descrivono come un cambio che rende il Barça di Martino irriconoscibile rispetto a quello dei sui più recenti predecessori. Un elemento su tutti: dopo aver subito il gol dell'Athletic - nella sconfitta di domenica per 1 a 0 - i primi a essere sostituiti tra le file dei catalani, per l'improbabile rimonta, sono stati Xavi e Iniesta, due dei pilastri di quel Tiki-Taka che ha dato il nome a trasmissioni sportive tanto in Italia quanto in Spagna, e che era il marchio di fabbrica dei Blaugrana.
NEYMAR NON È MESSI - Martino insiste dicendo che "voi giornalisti vedete solo il risultato, ma io ho visto uno dei migliori Barcellona della stagione. Almeno fino al minuto 70". Già il minuto 70. Il minuto del gol del piccolo Muniain. Il minuto che ha permesso all'Atletico Madrid di agganciare i catalani in vetta alla classifica e allo straripante Real di Carlo Ancelotti di portarsi a soli tre punti. E se l'Atletico continua la sua marcia inarrestabile, anche grazie ai gol di Diego Costa (15 in 15 partite) e il Real può supplire alla mancanza di Cristiano Ronaldo con un Hat Trick "perfetto" (gol di testa, di sinistro e di destro) di Gareth Bale, il Barça orfano di Messi non trova in Neymar il fuoriclasse in grado di caricarsi la squadra sulle spalle. Tanto che il quotidiano Marca rifila al brasiliano un impietoso 4 in pagella per la prestazione contro l'Athletic.
PAUSA PER LA COPPA - Due sconfitte consecutive il Barcellona non le subiva da 9 mesi, e in quel caso furono entrambe ad opera del Real Madrid (1-3 in Coppa del Re; 2-1 in campionato), e ora arriva una pausa che senza alcun dubbio è ben accetta da Tata Martino e dai suoi. La sfida in Coppa del Re contro il Cartagena non sarà certo un banco di prova affidabile, però toglierà un po' di pressione. Tata Martino lo aveva detto "la partita contro il Bilbao ci dirà come siamo messi". Non bene, pare. E se nel prossimo impegno di Champions contro il Celtic, basterà un pareggio al Barça per essere primo nel girone, critica e pubblico, mercoledí 11, sarà al Camp Nou non tanto per il risultato, ma per rivedere quel gioco che ha impressionato il Mondo e che sembra essere diventato ormai una pallida ombra di sé stesso in quel di Barcellona.