RIO DE JANEIRO - Che il Brasile sia un paese in cui i sindacati hanno ancora un forte peso è cosa nota: l'ex presidente Lula, il politico più influente dell'ultimo ventennio, ha cominciato appunto la sua ascesa dal sindacato. Anche il sindacalismo nel calcio ha una lunga storia, dagli anni Ottanta del campione Socrates e della sua democrazia corinthiana che teorizzava l'autogestione nello spogliatoio e nel club. Ma adesso, a poche ore dal sorteggio del Mondiale venerdì a Costa do Sauipe, la protesta dei suoi eredi rischia addirittura di travolgere la Cbf, la potente federazione del paese che, 63 anni dopo la beffa del Maracanazo del 1950, vive l'organizzazione della Coppa del mondo come una vetrina da non perdere e un'opportunità da non fallire.
Mentre la Fifpro (il sindacato mondiale) incalza la Fifa per lo spostamento degli orari di alcune partite programmate alle 13 - sotto la spinta del vicepresidente brasiliano Rinaldo Martorelli, che ha raccolto un corposo dossier medico sulla pericolosità degli orari più caldi per la salute degli atleti, assieme a Turibio Leite, medico di Kakà fin dagli albori al San Paolo - imperversa nel campionato di serie A, il Brasileirao, la protesta del Fc Bom Senso. Si tratta della squadra virtuale, composta dai calciatori più celebri e influenti, che chiede il cambio del calendario e delle condizioni di lavoro.
Il leader, come il leggendario Socrates, è ancora un calciatore del Corinthians, il difensore Paulo André. Ma lo affiancano personaggi famosi. L'ex rossonero Seedorf, centrocampista del Botafogo e allenatore del Milan in pectore per la prossima stagione. L'altro ex milanista Dida, portiere del Gremio. Juninho Pernambucano, centrocampista del Vasco de Gama ed ex Lione. Alex, regista del Coritiba ed ex del Fenerbahce. Fernando Prass, portiere del Palmeiras. Juan, difensore dell'Internacional ed ex della Roma. E' crescente il successo del movimento, che ha minacciato di fermare il campionato e che domenica, nella penultima giornata, è simbolicamente sceso in campo con le braccia incrociate. Le richieste per il prossimo campionato sono numerose e articolate: 30 giorni di vacanza e almeno 20 di preparazione all'inizio della stagione a gennaio, un massimo di 7 partite al mese, orari meno assurdi (si gioca alle 16 d'estate e alle 22 d'inverno), il fair-play finanziario (con penalizzazioni in classifica fino alla radiazione per i club che non pagano gli stipendi), più partite per i club di serie C e D (così che possano stipulare contratti di durata stagionale).
A soli due mesi dalla fondazione, l'influenza di Bom Senso presso i tifosi sta già diventando tale da mettere in imbarazzo il presidente della Cbf Marin e il suo delfino Del Nero, favoritissimo per la successione alle elezioni del 2014. Il movimento, infatti, ha alzato il tiro: vuole la partecipazione diretta dei calciatori ai consigli tecnici della federazione centrale e delle 27 che amministrano il calcio nei singoli stati del Brasile. L'unione degli atleti rischia di terremotare le vecchie strutture dirigenziali e di sconvolgere la campagna elettorale per la Cbf. Il voto è fissato per aprile e il tema della riforma del calendario, con la conseguente rivoluzione dei campionati statali seguitissimi in Brasile, può spostare molti voti, rompendo equilibri politici consolidati.
Se Marin cede ai calciatori, guadagna il consenso popolare, ma rischia di perdere la maggioranza del collegio elettorale, composto dai 27 presidenti delle federazioni statali e dai 20 dei club della serie A. La strategia sua e di Del Nero è dunque quella di trattare sul fair-play finanziario e di opporsi alla riforma del calendario. Bom Senso, però, non accetta e minaccia lo sciopero. Le federazioni statali pretendono invece il mantenimento dello status quo. Ogni tentennamento della Cbf rafforza l'opposizione, capeggiata dall'ex presidente del Corinthians Andrés Sanchez e da Francisco Novelletto, presidente della federazione Gaucha.
L'ipotesi delle elezioni anticipate, per spiazzare l'opposizione prima che si consolidi troppo, viene per il momento esclusa da Marin: darebbe la sensazione di pensare all'orticello di casa proprio nei giorni in cui la federazione brasiliana ha gli occhi del mondo addosso per il sorteggio della Coppa. "Ho in testa solo il Mondiale e la sua perfetta riuscita", garantisce Marin. Ma l'opposizione affila le armi: se Sanchez dovesse pagare il legame troppo stretto col Corinthians, avanzerebbe le candidature più trasversali di Novelletto o del presidente della federazione di Rio Rubinho. Entrambe le fazioni cercano i voti fondamentali delle federazioni del Nord e del Nordeste, che lamentano la propria emarginazione. L'attuale vertice tenta di tenerseli stretti. Per questo ha intasato ulteriormente il calendario con la creazione della Copa Verde e in occasione del sorteggio di Costa do Sauipe ospiterà i grandi elettori in un lussuoso resort del litorale bahiano: una tecnica già adottata nei viaggi all'estero e rinfacciata dall'implacabile fustigatore Romario, l'ex fuoriclasse della Seleçao oggi deputato. In questo caotico scenario i calciatori possono diventare decisivi. Il leader Paulo André ne è perfettamente conscio. "Non appoggeremo alcun candidato, ma vogliamo partecipare al dibattito. Noi atleti esigiamo di conoscere i programmi. Ci auguriamo che il futuro presidente non si preoccupi solo della serie A, della serie B e della Seleçao, ma abbia come priorità la vera conduzione di tutto il calcio brasiliano. Per il momento non vediamo nessuno con queste caratteristiche".
Mentre la Fifpro (il sindacato mondiale) incalza la Fifa per lo spostamento degli orari di alcune partite programmate alle 13 - sotto la spinta del vicepresidente brasiliano Rinaldo Martorelli, che ha raccolto un corposo dossier medico sulla pericolosità degli orari più caldi per la salute degli atleti, assieme a Turibio Leite, medico di Kakà fin dagli albori al San Paolo - imperversa nel campionato di serie A, il Brasileirao, la protesta del Fc Bom Senso. Si tratta della squadra virtuale, composta dai calciatori più celebri e influenti, che chiede il cambio del calendario e delle condizioni di lavoro.
Il leader, come il leggendario Socrates, è ancora un calciatore del Corinthians, il difensore Paulo André. Ma lo affiancano personaggi famosi. L'ex rossonero Seedorf, centrocampista del Botafogo e allenatore del Milan in pectore per la prossima stagione. L'altro ex milanista Dida, portiere del Gremio. Juninho Pernambucano, centrocampista del Vasco de Gama ed ex Lione. Alex, regista del Coritiba ed ex del Fenerbahce. Fernando Prass, portiere del Palmeiras. Juan, difensore dell'Internacional ed ex della Roma. E' crescente il successo del movimento, che ha minacciato di fermare il campionato e che domenica, nella penultima giornata, è simbolicamente sceso in campo con le braccia incrociate. Le richieste per il prossimo campionato sono numerose e articolate: 30 giorni di vacanza e almeno 20 di preparazione all'inizio della stagione a gennaio, un massimo di 7 partite al mese, orari meno assurdi (si gioca alle 16 d'estate e alle 22 d'inverno), il fair-play finanziario (con penalizzazioni in classifica fino alla radiazione per i club che non pagano gli stipendi), più partite per i club di serie C e D (così che possano stipulare contratti di durata stagionale).
A soli due mesi dalla fondazione, l'influenza di Bom Senso presso i tifosi sta già diventando tale da mettere in imbarazzo il presidente della Cbf Marin e il suo delfino Del Nero, favoritissimo per la successione alle elezioni del 2014. Il movimento, infatti, ha alzato il tiro: vuole la partecipazione diretta dei calciatori ai consigli tecnici della federazione centrale e delle 27 che amministrano il calcio nei singoli stati del Brasile. L'unione degli atleti rischia di terremotare le vecchie strutture dirigenziali e di sconvolgere la campagna elettorale per la Cbf. Il voto è fissato per aprile e il tema della riforma del calendario, con la conseguente rivoluzione dei campionati statali seguitissimi in Brasile, può spostare molti voti, rompendo equilibri politici consolidati.
Se Marin cede ai calciatori, guadagna il consenso popolare, ma rischia di perdere la maggioranza del collegio elettorale, composto dai 27 presidenti delle federazioni statali e dai 20 dei club della serie A. La strategia sua e di Del Nero è dunque quella di trattare sul fair-play finanziario e di opporsi alla riforma del calendario. Bom Senso, però, non accetta e minaccia lo sciopero. Le federazioni statali pretendono invece il mantenimento dello status quo. Ogni tentennamento della Cbf rafforza l'opposizione, capeggiata dall'ex presidente del Corinthians Andrés Sanchez e da Francisco Novelletto, presidente della federazione Gaucha.
L'ipotesi delle elezioni anticipate, per spiazzare l'opposizione prima che si consolidi troppo, viene per il momento esclusa da Marin: darebbe la sensazione di pensare all'orticello di casa proprio nei giorni in cui la federazione brasiliana ha gli occhi del mondo addosso per il sorteggio della Coppa. "Ho in testa solo il Mondiale e la sua perfetta riuscita", garantisce Marin. Ma l'opposizione affila le armi: se Sanchez dovesse pagare il legame troppo stretto col Corinthians, avanzerebbe le candidature più trasversali di Novelletto o del presidente della federazione di Rio Rubinho. Entrambe le fazioni cercano i voti fondamentali delle federazioni del Nord e del Nordeste, che lamentano la propria emarginazione. L'attuale vertice tenta di tenerseli stretti. Per questo ha intasato ulteriormente il calendario con la creazione della Copa Verde e in occasione del sorteggio di Costa do Sauipe ospiterà i grandi elettori in un lussuoso resort del litorale bahiano: una tecnica già adottata nei viaggi all'estero e rinfacciata dall'implacabile fustigatore Romario, l'ex fuoriclasse della Seleçao oggi deputato. In questo caotico scenario i calciatori possono diventare decisivi. Il leader Paulo André ne è perfettamente conscio. "Non appoggeremo alcun candidato, ma vogliamo partecipare al dibattito. Noi atleti esigiamo di conoscere i programmi. Ci auguriamo che il futuro presidente non si preoccupi solo della serie A, della serie B e della Seleçao, ma abbia come priorità la vera conduzione di tutto il calcio brasiliano. Per il momento non vediamo nessuno con queste caratteristiche".