BARCELLONA - Jorge Messi, padre del fuoriclasse del Barcellona, implicato in un'inchiesta sul riciclaggio di narcodollari, anzi, no: la smentita arriva dal ministero dell'Interno spagnolo e dalla Guardia Civil. Sarebbe, insomma, tutto (o quasi) un falso. Tutto è cominciato dopo che il quotidiano 'El Mundo' aveva pubblicato la notizia che Jorge, padre-procuratore della "Pulce", sarebbe implicato in un'inchiesta sul riciclaggio di denaro dei trafficanti colombiani attraverso gare benefiche organizzate dall'associazione "Amici di Messi". "E' tutto falso. Denunceremo il giornale e chiederemo i danni", ha subito fatto sapere il legale della famiglia Messi.
Poco dopo sono arrivate anche le smentite del ministero dell'Interno e della Guardia Civil, incaricata dalla Procura madrilena di indagare sull'attività dell'Associazione "Amici di Messi", organizzatrice di partite e concerti a scopo benefico per bambini disabili. Nell'inchiesta già sono finite in carcere quattro persone, due in Colombia e due in Spagna. Il riciclaggio in realtà esiste, e si sarebbe concretizzato soprattutto con il cosiddetto "sistema dei biglietti della fila 0", quelli venduti a persone che non avrebbero assistito all'evento, ma che pagavano per solidarietà all'iniziativa di beneficenza. Secondo le fonti investigative riportate dal Mundo, è molto difficile verificare se un evento ha venduto 1.000 o 50.000 biglietti in "fila 0" e quindi il sistema favorisce chi intende sfruttarlo per motivi illeciti. Al padre di Messi - secondo il giornale - sarebbe finita una cifra variabile tra il 10 e il 20% del denaro riciclato.
Ma è esattamente questo il punto che viene smentito: con l'inchiesta Jorge Messi non c'entra assolutamente, dicono gli investigatori. Il giudice Eduardo López-Palop Acaba, della procura nazionale, nelle settimane scorse aveva ordinato all'Unità operativa della Guardia Civil di compiere accertamenti sulla società sospettata di riciclare milioni di narcodollari. Dalle indagini è emerso che nessuno della famiglia Messi ha legami con questa società. Inoltre, gli agenti avevano sentito in gran segreto, presso la cittadella sportiva del Barcellona, lo stesso calciatore e alcuni suoi compagni di squadra - Javier Mascherano, Dani Alves e Josè Manuel Pinto - per sapere se avessero partecipato a qualcuna di queste gare. Loro hanno dichiarato di non aver mai avuto alcuna relazione con quella società e di non essere assolutamente a conoscenza della sua attività di riciclaggio, anche se avevano partecipato a qualche esibizione a scopo benefico. Deposizioni che - ha fatto sapere la Guardia Civil - hanno poi trovato conferma negli accertamenti.
Tutto chiarito quindi, almeno per il momento. Il fuoriclasse per le sue attività benefiche ha istituito la "Fondazione Messi", con la quale organizza anche incontri di calcio. La Fondazione non ha mai avuto a che fare con la "Amici di Messi", ha tenuto a ribadire il legale della famiglia. "La notizia falsa - a suo dire - è stata messa in giro apposta per danneggiare l'immagine del calciatore". Ha assicurato che in futuro vi sarà una maggiore vigilanza.
Poco dopo sono arrivate anche le smentite del ministero dell'Interno e della Guardia Civil, incaricata dalla Procura madrilena di indagare sull'attività dell'Associazione "Amici di Messi", organizzatrice di partite e concerti a scopo benefico per bambini disabili. Nell'inchiesta già sono finite in carcere quattro persone, due in Colombia e due in Spagna. Il riciclaggio in realtà esiste, e si sarebbe concretizzato soprattutto con il cosiddetto "sistema dei biglietti della fila 0", quelli venduti a persone che non avrebbero assistito all'evento, ma che pagavano per solidarietà all'iniziativa di beneficenza. Secondo le fonti investigative riportate dal Mundo, è molto difficile verificare se un evento ha venduto 1.000 o 50.000 biglietti in "fila 0" e quindi il sistema favorisce chi intende sfruttarlo per motivi illeciti. Al padre di Messi - secondo il giornale - sarebbe finita una cifra variabile tra il 10 e il 20% del denaro riciclato.
Ma è esattamente questo il punto che viene smentito: con l'inchiesta Jorge Messi non c'entra assolutamente, dicono gli investigatori. Il giudice Eduardo López-Palop Acaba, della procura nazionale, nelle settimane scorse aveva ordinato all'Unità operativa della Guardia Civil di compiere accertamenti sulla società sospettata di riciclare milioni di narcodollari. Dalle indagini è emerso che nessuno della famiglia Messi ha legami con questa società. Inoltre, gli agenti avevano sentito in gran segreto, presso la cittadella sportiva del Barcellona, lo stesso calciatore e alcuni suoi compagni di squadra - Javier Mascherano, Dani Alves e Josè Manuel Pinto - per sapere se avessero partecipato a qualcuna di queste gare. Loro hanno dichiarato di non aver mai avuto alcuna relazione con quella società e di non essere assolutamente a conoscenza della sua attività di riciclaggio, anche se avevano partecipato a qualche esibizione a scopo benefico. Deposizioni che - ha fatto sapere la Guardia Civil - hanno poi trovato conferma negli accertamenti.
Tutto chiarito quindi, almeno per il momento. Il fuoriclasse per le sue attività benefiche ha istituito la "Fondazione Messi", con la quale organizza anche incontri di calcio. La Fondazione non ha mai avuto a che fare con la "Amici di Messi", ha tenuto a ribadire il legale della famiglia. "La notizia falsa - a suo dire - è stata messa in giro apposta per danneggiare l'immagine del calciatore". Ha assicurato che in futuro vi sarà una maggiore vigilanza.