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Inghilterra, Villas Boas flop. Il Tottenham lo esonera

Lo 0-5 casalingo rimediato contro il Liverpool costa la panchina al tecnico portoghese, licenziato dagli Spurs. L'Inghilterra non porta fortuna all'ex vice di Mourinho, con il Chelsea era finita allo stesso modo. Squadra affidata a Sherwood
dal corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

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LONDRA - Era stato graziato dopo il "cappotto" rifilatogli dal Manchester City, ma la nuova valanga di gol sotto cui l'ha seppellito il Liverpool, per di più davanti al pubblico di casa, è stata troppo per la proprietà del suo club. Lo 0-5 rimediato ieri dal Tottenham contro i Reds, trascinati da un Suarez sempre più in forma, autore di una splendida doppietta, ha portato oggi alla decisione che era nell'aria già da giorni se non da settimane: il licenziamento di André Villas-Boas. L'allenatore portoghese è stato esonerato con effetto immediato. "Decisione presa di comune intesa nel migliore interesse di entrambe le parti" è la formula di rito del comunicato ufficiale. In realtà si tratta di un divorzio che brucia per il 36enne tecnico portoghese.

Agli Spurs era arrivato nel 2012, dopo un altro licenziamento, dalla panchina del Chelsea. Alla corte di Roman Abramovich era durato solo mezza stagione, pur essendo arrivato con la reputazione di un "nuovo Mourinho", stessa nazionalità, si diceva, stessa mentalità vincente, carattere migliore. "Special Two", lo avevano soprannominato all'inizio, alludendo alla battuta con cui Mou si era presentato a Londra, "I am the special one", sono "lo speciale", in quanto vincitore della Champions con il Porto. Di Josè, André sembrava in un certo senso l'erede, era stato suo assistente al Chelsea e all'Inter, poi - come Mourinho - aveva vinto quasi tutto con il Porto, campionato, coppa di Portogallo, Europa League. Ma al Chelsea si era rivelato un disastro, Abramovich l'aveva licenziato dopo pochi mesi e oltre al danno di perdere il posto più importante della sua breve carriera era giunta per lui la beffa: sostituito da Roberto Di Matteo, allenatore con un palmares molto meno ricco del suo, aveva visto il Chelsea rinascere al punto da vincere tra marzo e maggio la Coppa d'Inghilterra e l'agognata Champions.

Qualcuno pensava che a quel punto Villas-Boas sarebbe scomparso, almeno per un po', e invece un altro club londinese, il Tottenham, gli ha offerto subito una panchina in Premier League. La scorsa stagione parte male con una serie di deludenti prestazioni, ma gli Spurs si riprendono, trascinati dalla loro star, Gareth Bale, finiscono il torneo al quinto posto, espugnano strada facendo l'Old Trafford, battendo il Manchester United 3-2, e arrivano ai quarti di finale di Europa League. Mancano l'obiettivo di qualificarsi per la Champions, ma di poco. E Villas-Boas viene dunque riconfermato.

Ma perde Bale, venduto al Real Madrid per un'offerta da record, più di 100 milioni di euro; e non riesce a rimpiazzarlo, nonostante una campagna acquisti che non bada a spese. Così dopo risultati altalenanti per il Tottenham comincia la crisi, sottolineata da due sconfitte pesantissime, 6-0 contro il City, 5-0 contro il Liverpool, quest'ultima la peggiore sconfitta casalinga in sedici anni. In classifica è settimo, non un disastro, ed è ancora in corsa per Coppa di Lega e Europa League, ma non è solo questione di risultati e di gol (subiti). Villas-Boas dimostra di avere un carattere per niente migliore di Mourinho, casomai peggiore, inimicandosi tutti: critica i tifosi per i fischi alla sua squadra (che d'altra parte li merita, giocando male), litiga con il proprio staff, tenendo in campo un giocatore che i medici ritenevano infortunato, accusa la dirigenza di non sostenerlo, a dispetto dei tanti soldi spesi per rimpiazzare Bale su sue indicazioni, fa lo sprezzante con i giornalisti, che lo bersagliano di domande su un suo possibile esonero. E così l'esonero è venuto. André era rimasto solo, non andava più d'accordo con nessuno. Forse è proprio questione di carattere: recentemente è saltato fuori che bisticciò anche con il suo presunto mentore, Mourinho, perché all'Inter pretese di essere promosso vice-allenatore e di dire la sua su tattica e formazione, ma Josè lo rimise al suo posto, che era solo quello di scout degli avversari. Adesso gli Spurs cercano un sostituto. Ci sarebbe libero Di Matteo, il salvatore del Chelsea dopo il licenziamento di Villas-Boas. Un deja-vu? Intanto la panchina è stata affidata all'attuale coordinatore tecnico del club, Tim Sherwood, che farà il suo esordio mercoledì nei quarti di Coppa di Lega contro il West Ham. Sherwood è una soluzione ad interim ma i tabloid non escludono che possa essere confermato fino al termine della stagione.
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