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Da Berdyev a Roux, quando la panchina diventa inossidabile

La cacciata del tecnico del Rubin Kazan fa notizia perchè avviene dopo un lavoro durato 12 anni. Nel calcio internazionale però è un periodo che non gli permette neanche di avvicinare il podio. Tra gli storici, inarrivabile il francese dell'Auxerre, tra chi allena ancora in testa (27 anni) c'è Ronnie McFall del Portdown
di LUIGI PANELLA

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ROMA - L'esonero dell'allenatore, nel mondo del calcio, è la pratica più diffusa. Non desterebbe quindi più particolare clamore il benservito dato dal Rubin Kazan a Kurban Berdyev, se non fosse per un particolare: la decisione avviene dopo 12 anni, durante i quali il 61enne tecnico ha inciso il nome della squadra nel calcio che conta, portandola alla conquista di due titoli (2008 e 2009) ed a buone esibizioni anche in campo europeo. Personaggio nel suo essere antipersonaggio, di pochissime parole, musulmano praticante al punto di celebrare il primo titolo con un pellegrinaggio alla Mecca, Berdyev paga una crisi di risultati in campionato. L'ottavo posto, con altre 4 squadre, a quota 24 punti dopo 19 giornate, non è stato ritenuto soddisfacente dalla dirigenza, e nulla ha potuto l'ingresso ai sedicesimi di finale di Europa League, dove i verdi affronteranno il Betis Siviglia.

Dodici anni alla guida della stessa squadra. Un periodo molto lungo, ma non sufficiente neanche lontanamente per arrivare sul podio degli tecnici più duraturi. Avesse resistito un altro paio d'anni, Berdyev avrebbe agganciato Thomas Schaaf, che nello scorso mese di maggio ha divorziato dal Werder Brema dopo ben 14 anni ininterrotti di panchina. Ma il gradino superiore sarebbe stato ancora più difficile da raggiungere. Lo occupa infatti un mito della panchina come Arsène Wenger, alla guida dei Gunners dal 1996. Anche qui però non è record. Tra gli allenatori ancora in attività, dopo il celebratissimo abbandono di Alex Ferguson dalla panchina del Manchester United, che aveva occupato sin dal 1986, c'è un tecnico magari non conosciutissimo al grande pubblico ma di sicura efficacia come Ronnie McFall, che sabato farà esattamente 27 anni alla guida dei nordirlandesi del Portadown. Una storia legata, sarebbe giusto dire intersecata, con quella di un club: è infatti la squadra della sua città natale, inoltre prima del suo arrivo - si dice per una antica maledizione - non aveva vinto neanche uno dei 4 titoli che sarebbero seguiti.

Inarrivabili invece Guy Roux, sulla panchina dell'Auxerre per 44 anni: dal 1961 al 2005, con una breve parentesi a cavallo del 2000 e del 2001. Un primato praticamente imbattibile, neanche avvicinato dal leggendario colonnello Valeriy Lobanovskiy, uno dei rivoluzionari del calcio, in due fasi allenatore della Dinamo Kiev per totali 21 anni: dal 1974 al 1990 e poi dal 1997 al 2002, con successi internazionali importanti (due Coppe delle Coppe). Fermo a 19 anni in panca c'è Foppe de Haan, all'Heerenveen dal 1985 al 2004. Ora è ancora nel club olandese, dove è tornato dopo esperienze anche in Indonesia, ma è responsabile del settore giovanile.

E in Italia? Sicuramente il record non può appartenere ad un tecnico che ha avuto come presidente Maurizio Zamparini... A parte gli scherzi, Giovanni Trapattoni con i suoi 14 anni alla Juventus (10 consecutivi), rappresenta una notevole eccezione, anche se non vanno sottovalutati i 12 anni (ma in periodi diversi) di Liedholm a Milan e Mazzone all'Ascoli ed i 9 anni - consecutivi - di Carlo Ancelotti al Milan e, in più fasi, di Rocco (ancora al Milan) ed Herrera all'Inter. A parte Ancelotti, tempi e situazioni diverse. In Italia dopo 3-4 stagioni, si inizia a dire sempre e da parti che il ciclo è finito ed è meglio cambiare aria.   

 

 
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