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Inghilterra, Mourinho vuole diventare il Ferguson del Chelsea

Lo Special One pianifica il futuro e annuncia di voler restare tecnico dei Blues per i prossimi dodici anni. E i soldi, almeno secondo lui, non c'entrano: "Ho firmato il contratto per me economicamente peggiore degli ultimi sei anni"dal corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
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LONDRA - Negli ultimi dodici anni Josè Mourinho ha cambiato squadra cinque volte. Nei prossimi dodici anni vorrebbe rimanere sempre sulla stessa panchina. Un programma ambizioso per un allenatore che si è fatto la fama di "veni, vidi, vici", un Cesare capace di conquistare trofei ed entusiasmare i suoi fans con la stessa rapidità con cui poi si arrabbia e fa le valige. Programma ancora più ambizioso se il club con cui vorrebbe rimanere per dodici stagioni è il Chelsea, che di allenatori, da quando è di proprietà del miliardario russo Roman Abramovich, ne ha licenziati otto in sette anni. Ma con Mou non si può mai sapere: magari dice sul serio ed è veramente intenzionato a diventare per i Blues londinesi quello che Alex Ferguson è stato per il Manchester United o Arsene Wenger è per l'Arsenal, un tecnico a lungo termine.

Lo "Speciale", come si autoproclamò al suo primo arrivo al Che…
LONDRA - Negli ultimi dodici anni Josè Mourinho ha cambiato squadra cinque volte. Nei prossimi dodici anni vorrebbe rimanere sempre sulla stessa panchina. Un programma ambizioso per un allenatore che si è fatto la fama di "veni, vidi, vici", un Cesare capace di conquistare trofei ed entusiasmare i suoi fans con la stessa rapidità con cui poi si arrabbia e fa le valige. Programma ancora più ambizioso se il club con cui vorrebbe rimanere per dodici stagioni è il Chelsea, che di allenatori, da quando è di proprietà del miliardario russo Roman Abramovich, ne ha licenziati otto in sette anni. Ma con Mou non si può mai sapere: magari dice sul serio ed è veramente intenzionato a diventare per i Blues londinesi quello che Alex Ferguson è stato per il Manchester United o Arsene Wenger è per l'Arsenal, un tecnico a lungo termine.

Lo "Speciale", come si autoproclamò al suo primo arrivo al Chelsea, ha rivelato le proprie intenzioni alla vigilia del big match di questa sera con l'Arsenal, che potrebbe diventare decisivo per il campionato di entrambe le squadre, così come per quello di rivali come il Liverpool e il Manchester City. Per prima cosa Mourinho ha spiegato perché se n'è andato dal Real Madrid ed è tornato al Chelsea, o almeno la sua versione dei fatti. "Non sono venuto via dal Real perché il Real voleva mandarmi via", ha detto. "E non sono venuto via dal Real per denaro, anzi al Chelsea ho firmato il contratto per me economicamente peggiore degli ultimi sei anni". Si dice in effetti che prenda un po' meno di quanto era pagato a Madrid e all'Inter. "Sono venuto via perché volevo tornare a un Chelsea che mi offriva un progetto diverso", rivela infine Mou, lasciando intendere che pianifica per il futuro, e che "senza stabilità" non è possibile pianificare. Suona un po' come la scoperta dell'acqua calda, e una novità per un irrequieto come il coach portoghese, ma lui giura che il progetto è quello di fare crescere i giocatori, assicura che stanno facendo quest'anno, grazie si suoi insegnamenti s'intende, un'esperienza straordinaria e che nel prossimo campionato, dopo opportuni rinforzi in estate, saranno pronti per fare grandi cose.

Conoscendo Mourinho sembra un po' un discorso per mettere le mani avanti, se stasera sarà battuto dall'Arsenal e se quest'anno non dovesse vincere neanche un trofeo. Come che sia, Josè afferma: "Ho un contratto di 4 anni e la mia speranza è che al termine di questi 4 anni ci metteremo d'accordo per prolungarli". Avrebbe già programmato tutto il resto della sua carriera. "Ho 51 anni", dice Mou. "Dunque vorrei restare al Chelsea in tutto altri dodici anni. E poi per due anni allenare una nazionale, in modo da poterla portare ai Mondiali. La mia preferita sarebbe il Portogallo. E come seconda scelta, l'Inghilterra". Sempre modesto, Josè. Non per nulla si considera lo Speciale.