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Manchester United, Moyes nella bufera: ''Fine di un impero''

L'eliminazione dalla coppa d'Inghilterra per mano dello Swansea è un altro duro colpo alle ambizioni dei Red Devils, sempre più nel mirino della critica. La società ribadisce la fiducia nel successore di Ferguson che deve però cambiare rotta
dal corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

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LONDRA - "La fine di un impero": così la stampa inglese riassume la situazione del Manchester United all'inizio di un 2014 che si profila come una delle peggiori stagioni nella storia dei Red Devils e un amaro risveglio dopo la trionfale chiusura dell'era di Alex Ferguson in panchina. L'eliminazione per 1-2 dalla Coppa d'Inghilterra, contro lo Swansea allenato da Michael Laudrup, brucia per numerose ragioni: il risultato, davanti al pubblico di casa, ma anche il modo in cui è arrivato. Il gol della vittoria degli ospiti è giunto soltanto al 90esimo, mentre i Diavoli Rossi guidati da David Moyes erano stati ridotti in dieci da un'espulsione. Bisogna dire, tuttavia, che nell'intera gara lo United non aveva dato l'impressione di essere la squadra dominante, la stessa che aveva facilmente sconfitto proprio lo Swansea all'avvio del campionato e, sempre contro lo Swansea, nell'ultimo match della stagione passata, aveva alzato il trofeo della Premier League.
Se a ciò si aggiunge che in Premier, nel campionato in corso, il team di Moyes è soltanto settimo e le sue chances di conservare il titolo sono ridotte a quasi zero, con crescenti dubbi perfino sulla possibilità di riuscire a entrare nei quattro di testa che si qualificheranno alla Champions del prossimo anno, è chiaro che la crisi per il club che nello scorso quarto di secolo ha vinto tutto quello che si poteva vincere non potrebbe essere peggiore. O meglio, potrebbe ulteriormente peggiorare, se domani, nella gara d'andata di semifinale della Coppa di Lega, contro il modesto Sunderland (ultimo in classifica in Premier, ma finora capace di eliminare il Chelsea nella Coppa di Lega) si risolvesse con un'altra sconfitta.
La parziale giustificazione di Moyes è che contro lo Swansea non ha potuto schierare né Rooney né Van Persie, entrambi infortunati. Ma le statistiche forniscono un quadro eloquente di quanto lo United sia peggiorato da quando l'ex-allenatore dell'Everton  ha preso il posto di Ferguson in panchina. I Red Devils hanno perso già cinque partite in casa in questa stagione all'Old Trafford, comprese quattro delle ultime sei gare casalinghe: contro il West Bromwich, l'Everton, il Newcastle, il Tottenham e infine ieri contro lo Swansea. Per avere un termine di paragone, erano dodici anni che lo United non perdeva cinque partite in casa in una stagione  -  e questa è ben lontana dall'essere conclusa per cui la serie negativa potrebbe ulteriormente allungarsi. Non solo: è appena la terza volta in trent'anni che i Diavoli Rossi vengono eliminati così presto, soltanto al terzo turno, dalla Coppa d'Inghilterra, un'umiliazione che Ferguson ha sofferto soltanto una volta nei suoi 27 anni alla testa dello United.

L'unica consolazione per Moyes è che, alla fine del match, il pubblico di casa non ha fischiato né lui né i suoi giocatori, a differenza di quanto era accaduto dopo altre sconfitte casalinghe. Finora la società e lo stesso Ferguson (rimasto allo United come dirigente) continuano a esprimergli pieno sostegno, difendendo la tesi che un nuovo allenatore ha bisogno di tempo per costruire una squadra vincente e che anche il leggendario Fergie ebbe un inizio difficile sulla panchina di Manchester. Ma lo United era vincente sino a sei mesi fa. Forse non si è rinforzato abbastanza, a differenza delle sue dirette rivali come Arsenal, Manchester City e Chelsea. Forse qualche innesto al mercato di gennaio può ancora salvare la stagione. Forse l'allenatore non c'entra. Ma nei confronti di Moyes circolano pure critiche, per i metodi di allenamento (troppo intensi, secondo alcuni), per avere rivoluzionato lo staff di assistenti, per la formazione che manda in campo e per i moduli di gioco. Una serie di sei vittorie dopo una prima crisi a inizio campionato sembrava avere migliorato le cose, ma se a questo punto la stagione subisse altri gravi incidenti di percorso, a cominciare dalla sfida di domani in Coppa di Lega con il Sunderland, non è detto che la sa posizione sulla panchina del Manchester United resti sicura. Qualche commentatore ricorda quello che fu detto quando fu annunciato che era lui l'erede di Ferguson: un allenatore che, pur stimato da tutti, non aveva mai vinto niente, neanche un piccolissimo trofeo, rimpiazzava una leggenda vivente, l'allenatore che aveva vinto tutto. Il dubbio che al suo posto sarebbe stato meglio mettere un tecnico più esperto, un Mourinho, un Capello, un Guardiola, inizia a insinuarsi tra tifosi e media.
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