LONDRA - La macchina da gol del Manchester City continua a seppellire avversari sotto una valanga di palloni: la squadra allenata da Manuel Pellegrini ne ha segnati 5 (a zero) ieri sera contro i Blackburn Rovers superando il terzo turno della Coppa d'Inghilterra, con Sergio Aguero, il cognato di Maradona, reduce da un infortunio, che è andato a rete dopo appena 49 secondo dal suo ingresso in campo. Al resto hanno pensato due doppiette di Alvaro Negredo e Edin Dzeko. Ma ormai non è una novità: come lo stesso Pellegrini ha sottolineato dopo la gara, il City a questo punto ha segnato 99 gol dall'inizio della stagione in tutte le competizioni a cui partecipa: "E' un numero impressionante e importante, in particolare per i nostri tifosi, che vengono allo stadio sapendo di potersi divertire e di poter assistere a un bello spettacolo", dice il tecnico cileno.
I 99 gol del City vengono da un totale di 33 partite, con una media, in casa, di 4 gol a match, per un totale casalingo di 64 reti in 16 incontri. L'attacco del City quest'anno ha distribuito punteggi da partita di tennis ovunque, dal campionato alla Champions, dalla Coppa di Lega a quella d'Inghilterra. E non suona dunque esagerato il proposito annunciato da Pellegrini nei giorni scorsi, quello di poter vincere tutte e quattro le competizioni a cui prende parte, che sarebbe un'impresa senza precedenti, mai riuscita nella storia del football inglese: il massimo lo fece il Manchester United negli anni '90, vincendo in una stagione campionato, Champions e Coppa d'Inghilterra (ma fu eliminato nei quarti di finale della Coppa di Lega dal Tottenham).
Non tutti avrebbero puntato su Pellegrini, quando ha preso il posto di Roberto Mancini al termine della scorsa stagione: l'allenatore italiano dopotutto aveva vinto una Premier e una Coppa d'Inghilterra in tre anni a Manchester. Ma c'erano state anche delusioni, come l'eliminazione al girone preliminare dalla Champions, e tante polemiche, tante sfuriate, tanti litigi, con i giocatori e con lo staff. Però Mancini era amato dai tifosi, per non parlare delle tifose, anche a causa del suo look, della sua eleganza, del modo molto italiano con cui portava la sciarpa del team al collo. E Mancini era arrivato già carico di trofei vinti altrove, con l'Inter, per tacere di una stellare carriera da calciatore.
Il carnet di Pellegrini era molto più povero, qualche campionato e coppa vinti in Sud America, una Coppa Intertoto con il Villareal in Spagna e basta. Eppure la sua calma e la sua autorevolezza da hidalgo sembrano funzionare, almeno finora, con la "legione straniera" di superstar del City. Non ha esitato a mettere fuori squadra Joe Hart, il portiere titolare dell'Inghilterra, quando ha fatto qualche papera, ma poi lo ha rimesso al suo posto, senza dare in escandescenze, senza agitarsi mai troppo. E non pare preoccupato dall'abbondanza di goleador che lo constringe talvolta a lasciare in panchina uno dei suoi assi: "Sì, ora è tornato Aguero, ma anche Alvaro e Edin stanno avendo un grande momento", ha detto dopo la vittoria contro i Blackburn. "L'abbondanza non è un problema, abbiamo tanti impegni, tanti fronti, è importante avere tutti a disposizione, il problema è quando non hai abbastanza giocatori, non quando ne hai tanti". E dunque, in corsa per la Coppa d'Inghilterra, la Coppa di Lega, la Champions, secondo in Premier League a un punto dall'Arsenal, ma considerato da tutti la squadra da battere, il Manchester City di Pellegrini continua la sua ambiziosa marcia a ritmo di gol, preparandosi a superare, il prossimo week-end, quota 100.
I 99 gol del City vengono da un totale di 33 partite, con una media, in casa, di 4 gol a match, per un totale casalingo di 64 reti in 16 incontri. L'attacco del City quest'anno ha distribuito punteggi da partita di tennis ovunque, dal campionato alla Champions, dalla Coppa di Lega a quella d'Inghilterra. E non suona dunque esagerato il proposito annunciato da Pellegrini nei giorni scorsi, quello di poter vincere tutte e quattro le competizioni a cui prende parte, che sarebbe un'impresa senza precedenti, mai riuscita nella storia del football inglese: il massimo lo fece il Manchester United negli anni '90, vincendo in una stagione campionato, Champions e Coppa d'Inghilterra (ma fu eliminato nei quarti di finale della Coppa di Lega dal Tottenham).
Non tutti avrebbero puntato su Pellegrini, quando ha preso il posto di Roberto Mancini al termine della scorsa stagione: l'allenatore italiano dopotutto aveva vinto una Premier e una Coppa d'Inghilterra in tre anni a Manchester. Ma c'erano state anche delusioni, come l'eliminazione al girone preliminare dalla Champions, e tante polemiche, tante sfuriate, tanti litigi, con i giocatori e con lo staff. Però Mancini era amato dai tifosi, per non parlare delle tifose, anche a causa del suo look, della sua eleganza, del modo molto italiano con cui portava la sciarpa del team al collo. E Mancini era arrivato già carico di trofei vinti altrove, con l'Inter, per tacere di una stellare carriera da calciatore.
Il carnet di Pellegrini era molto più povero, qualche campionato e coppa vinti in Sud America, una Coppa Intertoto con il Villareal in Spagna e basta. Eppure la sua calma e la sua autorevolezza da hidalgo sembrano funzionare, almeno finora, con la "legione straniera" di superstar del City. Non ha esitato a mettere fuori squadra Joe Hart, il portiere titolare dell'Inghilterra, quando ha fatto qualche papera, ma poi lo ha rimesso al suo posto, senza dare in escandescenze, senza agitarsi mai troppo. E non pare preoccupato dall'abbondanza di goleador che lo constringe talvolta a lasciare in panchina uno dei suoi assi: "Sì, ora è tornato Aguero, ma anche Alvaro e Edin stanno avendo un grande momento", ha detto dopo la vittoria contro i Blackburn. "L'abbondanza non è un problema, abbiamo tanti impegni, tanti fronti, è importante avere tutti a disposizione, il problema è quando non hai abbastanza giocatori, non quando ne hai tanti". E dunque, in corsa per la Coppa d'Inghilterra, la Coppa di Lega, la Champions, secondo in Premier League a un punto dall'Arsenal, ma considerato da tutti la squadra da battere, il Manchester City di Pellegrini continua la sua ambiziosa marcia a ritmo di gol, preparandosi a superare, il prossimo week-end, quota 100.