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Chelsea, Mourinho: da 'Special One' a 'Silent One'

Dopo le critiche della stampa inglese alle uscite del tecnico portoghese sui colleghi Pellegrini e Wenger, l'ex allenatore dell'Inter ha risposto a monosillabi nella conferenza stampa alla vigilia della gara con l'Everton, facendo ancora una volta notizia
dal corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

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LONDRA - Lo "Special One" è diventato, almeno per un giorno, il "Silent One". Josè Mourinho, autobattezzato "lo speciale" da quando un decennio fa arrivò a Londra, la prima volta, con il titolo di Champions League (vinto allenando il Porto la stagione precedente), si è trasformato ieri nel "silenzioso" alla conferenza stampa della vigilia di Chelsea-Everton. Partita che Mou affronta da capolista della Premier League, ma pure da reduce della secca sconfitta in Coppa d'Inghilterra contro il City e soprattutto delle feroci polemiche con Manuel Pellegrini, il tecnico del City, a cui ha rimproverato di "non saper fare i conti nonostante la laurea da ingegnere" a proposito di chi ha speso di più in campagna acquisti, e ancora di più con Arsene Wenger, il coach dell'Arsenal, definito dal portoghese "uno specialista in fallimenti" perché non vince nulla da otto anni. Wenger gli ha risposto con un commento a testa alta: "Non ho nulla da dire, se non che Mourinho è imbarazzante per il Chelsea e per la Premier". E tale è sembrata pure l'opinione di giornali e commentatori, in genere grati a Mou perché fornisce sempre argomenti per i media, ma in questo caso concordi nel ritenere che avesse passato il segno di quelli che dovrebbero essere i rapporti fra allenatori.
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Così, forse piccato dalle critiche, Josè si è presentato in veste nuova al settimanale incontro con la stampa. Nei panni, per l'appunto, del "silenzioso". Ha risposto alle domande dei cronisti, ma soltanto a spizzichi e bocconi, con una serie di "no", "no comment", "non mi riguarda", "di questo non parlo", al punto che un reporter ha avuto l'ardire di dirgli: ma che cos'ha oggi, sembra arrabbiato, è per le critiche al recente battibecco con Wenger? Senza peraltro ottenere una risposta neanche a questo. Talmente insolita è stata la conferenza stampa di Mourinho, che il Daily Telegraph ne ha pubblicato il resoconto stenografico, parola per parola (non che lui ne abbia pronunciate molte". Vale la pena di riportarne almeno qualche stralcio.
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Cosa pensa dei problemi di City e Arsenal in Champions? "Per me la Champions comincia mercoledì" (nella sfida a Istanbul contro il Galatasaray di Mancini e Drogba). Pensa che la Champions influenzerà la lotta per il titolo in Premier? "Noi giochiamo mercoledì e mi concentro su di questo". Wenger ha detto che le sue dichiarazioni erano "imbarazzanti", ha qualcosa da rispondere? "No". Rooney (che Mou voleva portare al Chelsea) ha firmato un contratto a lungo termine con lo United, è deluso? "Non ho reazioni, non m'interessa". Rooney guadagnerà 300 mila sterline a settimana col nuovo contratto, le vale? "Non è un mio problema". Che pensa del lavoro che sta facendo Roberto Martinez come allenatore dell'Everton? "No comment". Che gliene pare della competitività della Premier? "Non voglio fare commenti". Lei oggi sembra arrabbiato, che succede? "Sto benissimo". Ha fatto un voto del silenzio? "No". E' seccato per le critiche che ha ricevuto? "No". Vuole reagire alle critiche? "No ho nessuna reazione". Il Chelsea può trarre beneficio dall'eliminazione delle altre squadre inglesi dalla Champions? "Non parlo delle altre squadre". Le pare che i suoi rapporti con Pellegrini stiano migliorando? "Non sono dell'umore (per domande simili, ndr.)". Il suo silenzio odierno è il segno che Wenger aveva ragione? "No comment". C'è qualcos'altro di cui vorrebbe parlare? "No. Ho finito, vado via".

Ma anche quando sta zitto, o parla a monosillabbi, Mourinho sa come fare notizia. Vederemo se il suo (quasi) silenzio stampa continuerà. E se sarà lui, alla fine, ad avere comunque l'ultima parola.
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