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Ancelotti, la rimonta è completa. Il Real si gode la vetta solitaria

Per la prima volta da quando è iniziata la sua avventura spagnola, il tecnico italiano è in testa da solo alla classifica della Liga. Complici le sconfitte di Barcellona e Atletico, ma anche di 2014 perfetto: 8 punti recuperati in 8 giornate. E domenica c'è il derby
di GIORGIO BARATTO

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MADRID - Chissà come si sente stamattina Carlo Ancelotti. Per la prima volta solo, lassù in cima alla classifica della Liga. Di sicuro non soffre di vertigini, è abituato alle vette dei campionati di mezza Europa. Meno abituato il Real Madrid, l'ultima volta che si è trovato in solitudine davanti a tutti era il maggio 2012, finale della Liga dei 100 punti di José Mourinho, da allora, sempre a rincorrere o a condividere il primo posto, fino a oggi.

8 PUNTI RECUPERATI IN DUE MESI -
Dopo la sconfitta nel primo "Clasico" di Liga, che lo lasciava a 6 punti dal Barcellona e a 5 dall'Atletico, in pochi credevano che a fine febbraio il Real sarebbe stato primo e in solitario, ma la squadra di Ancelotti si è resa protagonista di un 2014 perfetto, almeno finora. In effetti, prima della pausa natalizia, e quindi in tempi non sospetti, Ancelotti lo aveva detto: "Abbiamo 5 punti di distacco e non siamo favoriti. Però ho molta fiducia nella seconda parte della stagione." E nelle prime otto giornate di quest'anno i Blancos hanno raccolto 7 vittorie e 1 pareggio, per un totale di 22 punti, contro i 14 (4 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte) di Atletico e Barcellona.
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RONALDO DIPENDENTE -
Al di là delle polemiche per le tre giornate di squalifica inflitte a Cristiano Ronaldo che Ancelotti non ha digerito ("Non capisco e non dimentico" aveva detto dopo il rifiuto di "graziare" Cristiano della terza giornata), il sistema di gioco di Carletto ha dimostrato di non dipendere dall'asso portoghese. Anche se il suo rientro non potrà fare che bene al Real. Soprattutto se Ancelotti, ora che ci ha preso gusto, punta a battere il record di partite senza sconfitte sulla panchina del Madrid, che al momento appartiene a Leo Beenhakker. L'olandese è ha quota 34, l'italiano a 26.

CASILLAS SOGNA TRIPLETE -  Iker Casillas sogna di realizzare "il primo triplete" nella storia del Real Madrid. La formazione guidata da Carlo Ancelotti quest'anno è ancora in corsa su tre fronti: Champions League, Liga e Coppa del Re. "Sarei felice di festeggiare a fine stagione il primo triplete nella storia del Real Madrid -dice il portiere-. Sappiamo che è difficile e che ci sono tante squadre che vogliono sempre vincere. Ma siamo dove volevamo essere, lottando in tre competizioni", aggiunge Casillas. Il Real Madrid guida la classifica della Liga con 63 punti, a +3 sul Barcellona e sui 'cugini' dell'Atletico, e mercoledì scenderà in campo contro lo Schalke nel match d'andata degli ottavi di finale di Champions League. "E' una squadra tedesca, molto potente fisicamente, e sta recuperando in Bundesliga. Inoltre ha un giocatore importante come Huntelaar, tornato da poco da un infortunio piuttosto importante.
Insomma, sarà un rivale pericoloso", avverte il capitano e senatore del Real Madrid, che quest'anno il tecnico Ancelotti alterna fra i pali con Diego Lopez. In Europa il posto da titolare è di Casillas. "E' una partita molto importante, è un ottavo di Champions, ma dobbiamo goderci il momento. Sono quelle sfide che qualsiasi calciatore vorrebbe vivere", continua l'estremo difensore, che vede un Real Madrid in grande forma.
"In difesa stiamo concedendo poche occasioni da gol. Siamo una squadra solida in attacco, con giocatori determinanti che stanno vivendo un ottimo momento. Questo deve essere il nostro stile".

CROLLO PREVISTO - All'occhio di un intenditore di calcio, il crollo di Barcellona e Atletico del passato fine settimana si poteva prevedere vedendo gli schieramenti delle due capoliste. Il turn-over delle due squadre, con ogni probabilità dovuto alle fatiche di Champions, è stato uno delle cause delle pesanti sconfitte. E se c'è chi ipotizza che ormai il fiato corto dell'Atletico comincia a farsi sentire, la situazione al Barça è aggravata anche dall'affare Neymar. A ogni livello della società catalana si cerca di minimizzare, però le pressioni esterne si fanno sentire e con ogni probabilità l'espulsione di Tata Martino nell'intervallo della partita di sabato dà la misura del nervosismo a cui è sottoposto il Barcellona.

DOMENICA IL DERBY -
Per l'Atletico di Simeone, al di là della vittoria di San Siro, le cose non si mettono bene. La stanchezza comincia a farsi sentire e domenica prossima c'è il derby contro un Real che arriva carico come non mai (anche se stanco dalla sfida di Champions contro lo Schalke 04). Una sconfitta dei Colchoneros aprirebbe una voragine di sei punti e, con ogni probabilità, l'addio ai sogni di vincere la Liga. Rimarrebbe la Champions, Milan permettendo.
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