LONDRA - L'altro giorno aveva fatto notizia dicendo troppo poco, con una conferenza stampa scandita da "no" e "no comment" dopo le critiche alle sue battute sferzanti su allenatori rivali come Wenger e Pellegrini. Stamane Josè Mourinho fa notizia perché dice troppo, sebbene apparentemente senza essersene reso conto: una sua conversazione con il proprietario di un'azienda di orologi svizzera, che è tra gli sponsor del Chelsea, è stata filmata a registrata dalla rete televisiva francese Canal Plus, che l'ha poi messa in onda sul proprio sito, da dove sta rimbalzando sui media di tutta Europa, a cominciare da quelli inglesi.
In effetti, anche se Mou non ha mai troppi peli sulla lingua, stavolta parla con una franchezza totale, dicendo forse a chiare lettere quello che pensa. Sul Chelsea, attualmente in testa alla Premier League (inseguito da tre squadre nello spazio di quattro punti, Arsenal, Manchester City e Liverpool): "Ho una squadra ma non ho attaccanti. Il nostro problema è che ci manca un cannoniere. Ne ho uno, Eto'o, ma ha 32 anni, o forse 35, chi può saperlo. In queste condizioni non possiamo vincere la Premier". Una tripla gaffe, in un certo senso. Perché suona come un insulto ai propri giocatori, da Torres ad Eto'o, da Ba a Lukaku, descritti come attaccanti che non segnano: il che è vero, ma Mourinho sta generalmente attento a non criticare i suoi uomini in pubblico. Inoltre allude alla diffusa tesi secondo cui la vera età dei calciatori africani è un mistero, che in questo caso diventa un'accusa a Eto'o di non dire la verità. Infine, sostenere che il Chelsea non può vincere la Premier non sarà un commento gradito alla squadra, ai tifosi, alla proprietà.
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E' pure vero che Mourinho ha ribadito pubblicamente altre volte l'inferiorità dei suoi Blues rispetto al City, "noi saremo pronti per il titolo la prossima stagione", ma molti la prendevano per una tattica per abbassare le aspettative e avvantaggiarsi, mentre ora, proprio perché il suo è un commento fatto in privato, appare più veritiero. E non finisce qui. Continuando a parlare del bisogno di attaccanti per rafforzare il Chelsea, Josè dice che Ibrahimovic è una "missione impossibile, lo conosco bene, è mio amico, ci sentiamo spesso, sta bene a Parigi e il Psg non lo lascerebbe mai andare". Con Wayne Rooney, un altro dei giocatori che il tecnico portoghese voleva portare a Londra, diventato inaccessibile, avendo appena firmato un lungo e ricco contratto con il Manchester United, Mou cita allora un altro obiettivo: Radamel Falcao, il centravanti del Monaco. "Io non ho Falcao ma Falcao al momento non ha una squadra, chi vuole giocare davanti ad appena 3 mila tifosi? Se un giorno io allenassi il Monaco sarebbe la fine, mi preparerei ad andare in pensione". E questa diventa una stilettata all'allenatore che lo precedette , con molta meno fortuna della sua, sulla panchina del Chelsea, Claudio Ranieri.
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Il Chelsea non ha smentito le affermazioni di Mourinho, ma si è limitato a sottolineare che erano battute "umoristiche", da non prendere seriamente. I bene informati sostengono che Mou è arrabbiatissimo con la tivù francese. Un po' potrebbe prendersela anche con sé: boccaccia mia statte zitta.
In effetti, anche se Mou non ha mai troppi peli sulla lingua, stavolta parla con una franchezza totale, dicendo forse a chiare lettere quello che pensa. Sul Chelsea, attualmente in testa alla Premier League (inseguito da tre squadre nello spazio di quattro punti, Arsenal, Manchester City e Liverpool): "Ho una squadra ma non ho attaccanti. Il nostro problema è che ci manca un cannoniere. Ne ho uno, Eto'o, ma ha 32 anni, o forse 35, chi può saperlo. In queste condizioni non possiamo vincere la Premier". Una tripla gaffe, in un certo senso. Perché suona come un insulto ai propri giocatori, da Torres ad Eto'o, da Ba a Lukaku, descritti come attaccanti che non segnano: il che è vero, ma Mourinho sta generalmente attento a non criticare i suoi uomini in pubblico. Inoltre allude alla diffusa tesi secondo cui la vera età dei calciatori africani è un mistero, che in questo caso diventa un'accusa a Eto'o di non dire la verità. Infine, sostenere che il Chelsea non può vincere la Premier non sarà un commento gradito alla squadra, ai tifosi, alla proprietà.
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E' pure vero che Mourinho ha ribadito pubblicamente altre volte l'inferiorità dei suoi Blues rispetto al City, "noi saremo pronti per il titolo la prossima stagione", ma molti la prendevano per una tattica per abbassare le aspettative e avvantaggiarsi, mentre ora, proprio perché il suo è un commento fatto in privato, appare più veritiero. E non finisce qui. Continuando a parlare del bisogno di attaccanti per rafforzare il Chelsea, Josè dice che Ibrahimovic è una "missione impossibile, lo conosco bene, è mio amico, ci sentiamo spesso, sta bene a Parigi e il Psg non lo lascerebbe mai andare". Con Wayne Rooney, un altro dei giocatori che il tecnico portoghese voleva portare a Londra, diventato inaccessibile, avendo appena firmato un lungo e ricco contratto con il Manchester United, Mou cita allora un altro obiettivo: Radamel Falcao, il centravanti del Monaco. "Io non ho Falcao ma Falcao al momento non ha una squadra, chi vuole giocare davanti ad appena 3 mila tifosi? Se un giorno io allenassi il Monaco sarebbe la fine, mi preparerei ad andare in pensione". E questa diventa una stilettata all'allenatore che lo precedette , con molta meno fortuna della sua, sulla panchina del Chelsea, Claudio Ranieri.
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Il Chelsea non ha smentito le affermazioni di Mourinho, ma si è limitato a sottolineare che erano battute "umoristiche", da non prendere seriamente. I bene informati sostengono che Mou è arrabbiatissimo con la tivù francese. Un po' potrebbe prendersela anche con sé: boccaccia mia statte zitta.