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Kosovo pronto per la storia. Prima gara contro Haiti

La selezione della regione balcanica esordisce contro i caraibici dopo il via libera della Fifa. Attesa enorme e grande risposta dei calciatori: 21 su 22 convocati giocano all'estero

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PRISTINA - Giornata storica per il calcio del Kosovo. Non sarà il massimo dal punto di vista tecnico, ma pur con la concorrenza di squadroni come Germania e Brasile, nel mercoledì internazionale riesce a trovare considerazione la gara contro Haiti. E' la prima ufficiale della squadra balcanica dopo il via libera dato il 12 febbraio scorso dalla Fifa, della quale tuttavia la regione balcanica non fa ancora parte, così come non fa parte ancora delle Nazioni Unite. Il Kosovo, riconosciuto finora da 108 Paesi (sul totale di 193 rappresentati all'Onu) ma non da Serbia, dalla Russia e dalla Cina, potrà giocare per ora solo amichevoli (escluse quelle con le nazionali degli altri Paesi della ex Jugoslavia). Non potranno inoltre essere mostrati simboli nazionali, nè la bandiera, nè l'inno kosovaro.

Nonostante ciò, lo stadio olimpico 'Adem Jashari' del settore sud (albanese) di Kosovska Mitrovica - la città divisa del nord del Kosovo a una trentina di km dalla capitale Pristina - sarà esaurito per la partita con Haiti, in  programma a partire dalle 15. L'impianto è stato appositamente rinnovato per questo evento con una spesa di 700 mila euro. I 17 mila biglietti - al prezzo di 5,7 e 10 euro (la moneta unica europea è in circolazione anche in Kosovo) sono andati a ruba in poche ore, e per ognuno dei 17 mila spettatori vi sarà sugli spalti una bandierina del Kosovo. I primi ad acquistare il biglietto per lo stadio sono stati il premier Hashim Thaci con il figlio Endrit, e il ministro dello sport Memli Krasniqi. Al mercato nero gli ingressi si vendevano fino a 70 euro. Sono anche attesi kosovari anche dall'estero.

Per giocare questa gara, quasi tutti sono arrivati da fuori. Solo uno dei 22 convocati per la nazionale gioca nel campionato (Superliga) del Kosovo, il portiere del Pristina Kushtrim Mikushnica. Tutti gli altri militano in club esteri, dal Palermo (Ujkani) all'Eintracht, dall'Helsingborg al Sandnes, dal Siviglia al Manchester City e al Kaiserslautern. Altri calciatori kosovari più noti - come Behrami, Shaqiri, Xhaka, Januzaj - non possono giocare per la nazionale avendo la cittadinanza di altri Paesi e facando già parte di altre rappresentative nazionali. "La partita di domani è solo il primo passo - ha detto Vokri. L'obiettivo è la qualificazione come nazionale pienamente riconosciuta per i mondiali del 2018".
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