LONDRA - Contrordine, compagni (di squadra): niente mogli e fidanzate ai Mondiali in Brasile. La federcalcio inglese ci ha ripensato, è meglio se le "wags" restano a casa. L'acronimo di "wives and girlfriends" diventò di moda in Inghilterra una decina d'anni fa, sulla scia di un serial televisivo ("Footballers' wives") che raccontava le imprese delle mogli dei campioni milionari del pallone, tra shopping e sesso sfrenati. La televisione aveva colto il fenomeno, perché trascinate da Victoria Beckham, la cantante delle Spice Girls diventata la sposa del calciatore più famoso del pianeta, le wags imperversavano anche nella realtà: i tabloid inglesi pubblicavano paginate su queste giovani donne piene di glamour e di soldi, dal cui comportamento dipendeva il rendimento in campo dei beniamini dello sport più amato dalle folle.
Sven Goran Eriksson, il tecnico svedese ex-Lazio e ex-Sampdoria, contribuì a renderle popolari con la decisione di portarle con sé ai Mondiali in Germania nel 2006 (poi vinti dall'Italia): bè non proprio con sé, ma le wags seguirono in massa la nazionale inglese, i calciatori di Sven potevano incontrarle in albergo nel tempo libero e loro venivano fotografate in bikini in piscina, ma ancora di più cariche di acquisti all'uscita di boutique e centri commerciali. C'era anche una wag nel ruolo di first-lady, l'avvocatessa italiana Nancy Dell'Olio, all'epoca fidanzata dell'algido Sven. L'Inghilterra fu eliminata nei quarti ai rigori, Eriksson in seguito perse il posto e fu sostituito da Fabio Capello, notorio sergente di ferro, che proibì rigorosamente la presenza delle wags nelle vicinanze dei suoi giocatori per i Mondiali in Sudafrica del 2010. Servì a poco, perché il suo team fu sbattuto fuori in malo modo già negli ottavi.
Così stavolta Roy Hodgson, il nuovo ct dell'Inghilterra, sembrava propenso a ritornare ai metodi più liberali di Eriksson: qualche tempo fa l'allenatore della nazionale ha infatti annunciato che mogli e fidanzate avrebbero potuto seguire la squadra sia nel periodo di preparazione ai Mondiali a Miami, sia in Brasile. Non solo: avrebbero fatto parte della delegazione ufficiale, dormendo nello stesso albergo dei calciatori, e con tutte le spese di viaggio pagate dalla federazione. Forse, aveva malignato qualcuno, Hodgson temeva che i suoi baldi giovani avessero più distrazioni, a Miami e a Rio, se le wags restavano a casa che se le wags stavano lì a fare loro la guardia.
Ma ora il ct e e la federcalcio di Londra ci hanno ripensato. Non è stato emanato un vero e proprio divieto, ma la federazione non pagherà aereo e albergo per mogli e fidanzate; e ufficiosamente la loro presenza a Miami e in Brasile viene "scoraggiata", scrive in prima pagina (tale è da queste parti l'importanza della notizia) il Daily Telegraph. Pare che a guidare l'opposizione alle wags sia stato il capitano dell'Inghilterra (e del Liverpool), Steven Gerrard, che ne ha sposata una, l'avvenente Alex Curran, convinto che un mese o due di celibato sia il metodo migliore per non deludere a Rio. Non tutte hanno deciso che fare, a cominciare da Coleen Rooney, moglie del centravanti del Manchester United, e Christine Bleakley, fidanzata di Frank Lampard, la mezzala del Chelsea. Ma l'impressione è che in Brasile i nazionali inglesi dovranno ballare da soli - dentro allo stadio, possibilmente, non al night-club.
Sven Goran Eriksson, il tecnico svedese ex-Lazio e ex-Sampdoria, contribuì a renderle popolari con la decisione di portarle con sé ai Mondiali in Germania nel 2006 (poi vinti dall'Italia): bè non proprio con sé, ma le wags seguirono in massa la nazionale inglese, i calciatori di Sven potevano incontrarle in albergo nel tempo libero e loro venivano fotografate in bikini in piscina, ma ancora di più cariche di acquisti all'uscita di boutique e centri commerciali. C'era anche una wag nel ruolo di first-lady, l'avvocatessa italiana Nancy Dell'Olio, all'epoca fidanzata dell'algido Sven. L'Inghilterra fu eliminata nei quarti ai rigori, Eriksson in seguito perse il posto e fu sostituito da Fabio Capello, notorio sergente di ferro, che proibì rigorosamente la presenza delle wags nelle vicinanze dei suoi giocatori per i Mondiali in Sudafrica del 2010. Servì a poco, perché il suo team fu sbattuto fuori in malo modo già negli ottavi.
Così stavolta Roy Hodgson, il nuovo ct dell'Inghilterra, sembrava propenso a ritornare ai metodi più liberali di Eriksson: qualche tempo fa l'allenatore della nazionale ha infatti annunciato che mogli e fidanzate avrebbero potuto seguire la squadra sia nel periodo di preparazione ai Mondiali a Miami, sia in Brasile. Non solo: avrebbero fatto parte della delegazione ufficiale, dormendo nello stesso albergo dei calciatori, e con tutte le spese di viaggio pagate dalla federazione. Forse, aveva malignato qualcuno, Hodgson temeva che i suoi baldi giovani avessero più distrazioni, a Miami e a Rio, se le wags restavano a casa che se le wags stavano lì a fare loro la guardia.
Ma ora il ct e e la federcalcio di Londra ci hanno ripensato. Non è stato emanato un vero e proprio divieto, ma la federazione non pagherà aereo e albergo per mogli e fidanzate; e ufficiosamente la loro presenza a Miami e in Brasile viene "scoraggiata", scrive in prima pagina (tale è da queste parti l'importanza della notizia) il Daily Telegraph. Pare che a guidare l'opposizione alle wags sia stato il capitano dell'Inghilterra (e del Liverpool), Steven Gerrard, che ne ha sposata una, l'avvenente Alex Curran, convinto che un mese o due di celibato sia il metodo migliore per non deludere a Rio. Non tutte hanno deciso che fare, a cominciare da Coleen Rooney, moglie del centravanti del Manchester United, e Christine Bleakley, fidanzata di Frank Lampard, la mezzala del Chelsea. Ma l'impressione è che in Brasile i nazionali inglesi dovranno ballare da soli - dentro allo stadio, possibilmente, non al night-club.